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il video incredibile

Il video del ristoratore no Green pass che non ne azzecca una e caccia i carabinieri

Succede a Taggia, in Liguria, dove il titolare si oppone alla richiesta di Green pass sostenendo che le mascherine "sono illegittime" e che non esista una legge che prevede l'obbligo di Green pass sul lavoro

Glocal news 11 Gennaio 2022 ore 18:38

Il video del ristoratore no Green pass che non ne azzecca mezza e caccia i carabinieri

Si è trovato di fronte i carabinieri che stavano eseguendo un controllo nel suo locale e dopo circa 20' di dialogo (per certi versi surreale) i militari se ne sono andati. E ha anche filmato tutto, pensando di documentare chissà quale abuso di potere. E invece... non ne ha azzeccata praticamente  mezza. Ha davvero dell'incredibile quanto accaduto a Taggia, in Liguria.

Il ristoratore che caccia i carabinieri (e non ne azzecca mezza)

Come racconta Prima La Riviera, Giuseppe Lo Iacono, titolare, di una paninoteca sull'Aurelia, ha allontanato i carabinieri   durante un ordinario controllo sul Green pass. L'intervento è stato ripreso e mandato in onda con una diretta sul social network Facebook. Lo Iacono, che già in passato ha presentato ricorso contro ordinanze restrittive, in tema di sicurezza sanitaria, emesse da alcuni sindaci della provincia di Imperia, si è opposto al controllo all'interno del proprio locale.

Nel video diffuso su Facebook, si vede Lo Iacono che si rivolge ai militari, dicendo che non hanno titolo per richiedere il Green pass. Ma non è tutto. Chiede a loro anche di identificarsi, sostenendo che la divisa potrebbero averla acquistata su Amazon...

"Ho fatto presente, con tanto di documenti, che non hanno titolo per richiedere il Green pass - afferma Lo Iacono -  Ho anche detto che in giro stanno rubando e di andare a prendere quella gente. Molti clienti volevano entrare e se ne sono andati, sporgerò denuncia e qualcuno dovrà risponderne".

Dalla mascherina ai "poteri forti"

Il ristoratore esordisce sostenendo che non ci sia nessun obbligo di tenere la mascherina ("Sono ordinanze dei sindaci, non del Governo"), che definisce un "illegittime"  citando delle "sentenze di tribunali italiani".

Poi accusa i carabinieri "di aver già fatto delle multe in giro". Dopodiché dice ai militari che dovrebbero ringraziarlo perché "il vostro stipendio lo pago io" e che "gli portano via i clienti".

A un certo punto inizia a sciorinare "sentenze" (ma solo "dopo aver finito la sigaretta"), accusa i carabinieri di "aver fatto un giuramento che non conoscete" e di "bypassare il regolamento perché dall'alto glielo hanno imposto" (probabilmente riferendosi a non meglio precisati "poteri forti").

In attesa della documentazione richiesta, uno dei carabinieri chiede a un certo punto come sta andando l'attività - a livello di chiacchiera informale - e Lo Iacono reagisce male: "Chi siete, l'agenzia delle entrate?"

Ma c'è di più. A un certo punto il ristoratore vorrebbe controllare il Green pass dei carabinieri, e li invita anche "a dare un'occhiata ai documenti, così magari conosce il Codice civile e penale". Poi ammette di non avere alcun Green pass e di non fare neppure i tamponi (che è necessario per lavorare, come da decreto legge del Governo):

"Io sono sano e non faccio i tamponi, perché dovrei In Italia non c'è alcun  obbligo vaccinale?"

In realtà - non dovremmo neppure spiegarlo, ma tant'è - l'obbligo vaccinale entrerà in vigore per gli over 50 a metà febbraio, ma comunque è obbligatorio avere il Green pass per lavorare. La questione è completamente differente dall'obbligo vaccinale, dato che per avere il certificato basta un tampone, ma secondo  Lo Iacono "non è una legge italiana, ma un provvedimento del sindaco". Come se le ordinanze dei sindaci - nel caso - si potessero ignorare...

E il ristoratore ne ha pure sull'organico ridotto dell'Arma:

"Vi spostano per l'Italia perché siete in numero molto ridotto, d'altronde vi hanno vaccinati tutti".

Il sindacato carabinieri: "Pessimo reality"

Sulla vicenda è arrivata la presa di posizione del sindacato carabinieri:

"Ieri sera ad Arma di Taggia è andato in onda un “reality show” di pessima qualità che nemmeno la peggior Tv spazzatura in circolazione ci aveva finora offerto. Regista e miglior attore non protagonista è un soggetto verosimilmente inconsapevole delle conseguenze che deriveranno dalle proprie azioni, tra cui quella di divulgare illecitamente in rete e senza alcuna autorizzazione le immagini personali di carabinieri colpevoli unicamente di aver tentato di eseguire un controllo in materia di Covid-19".

 

 

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