FASE 2 - Da stampare

Il modulo per l'autocertificazione (sempre quello) per andare fuori regione

Da stampare. Ecco le indicazioni per compilarlo in caso di vista ai congiunti (e vi spieghiamo chi sono).

Il modulo per l'autocertificazione (sempre quello) per andare fuori regione
19 Maggio 2020 ore 09:30

Il modulo per l’autocertificazione ora non serve più. O meglio, a lockdown finito serve solo per gli spostamenti da una regione all’altra (sempre per lavoro, salute o necessità).

Ma il modello è sempre quello  diffuso dopo il Dpcm del 26 marzo 2020 (se l’avete già stampato potrete continuare a usarlo).

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La cronistoria (anche burocratica) dell’emergenza

Venerdì 21 febbraio: scoppia l’emergenza, nasce la “zona rossa”

L’emergenza coronavirus inizia venerdì 21 febbraio 2020, quando vengono resi noti i primi casi nel focolaio di Codogno (in realtà ospedalizzati il giorno prima) e vengono isolati i primi Comuni del Basso Lodigiano grazie a un’ordinanza preparata di gran corsa a quattro mani da Ministero e Regione Lombardia: nasce così la prima “zona rossa”, a cui s’ aggiungerà il giorno dopo, sabato 22 febbraio, anche quella di Vò Euganeo, in provincia di Padova.

Domenica 8 marzo: Lombardia e 14 province “zona arancione”

La situazione si fa progressivamente sempre più seria in Lombardia e in diverse province soprattutto limitrofe, fino a che il Governo si trova costretto a estendere la cosiddetta zona rossa. E’ sabato 7 marzo 2020, quando vengono annunciate le Misure urgenti di contenimento del contagio che riguardano tutta la Lombardia, in Emilia le provincie di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini; nelle Marche la provincia di Pesaro e Urbino; in Veneto le province di Venezia, Padova e Treviso; infine in Piemonte le province di Asti, Alessandria, Novara e VCO. Quella che informalmente viene definita “zona arancione” entra in vigore domenica 8 marzo 2020, viene detta così perché meno restrittiva rispetto alla zona rossa del Basso Lodigiano, che infatti viene poi “smantellata” entro la mezzanotte, così come quella di Vò.

Mercoledì 11 marzo: Italia tutta “Zona protetta” (Io resto a casa)

Bisogna però aspettare fino a mercoledì 11 marzo 2020 per la firma del primo Decreto che fa finalmente elevare l’allerta coronavirus a livello nazionale. E’ il Decreto cosiddetto “Io resto a casa”, che, come annuncia il premier Giuseppe Conte, in pratica rende tutta l’Italia “Zona protetta”, con le stesse limitazioni che prima interessavano la sola Lombardia più altre 14 province (è qui che viene diffuso anche il primo modulo per l’autocertificazione durante gli spostamenti, seguito poi da un secondo con l’obbligo di dichiarare le proprie condizioni di salute).

Venerdì 20 marzo:  ordinanza parchi chiusi e stop “corsette”

Trascorrono nove giorni in cui, mentre la situazione precipita ulteriormente nelle zone più colpite, nel resto del Paese la superficialità dei cittadini nel rispettare le norme imposte raggiunge livelli non più contenibili. E’ così che venerdì 20 marzo 2020 il Ministero della Salute è costretto ad emettere un’ordinanza che stabilisce la chiusura dei parchi pubblici e vieta ogni attività ludica e ricreativa all’aperto (soprattutto “corsette” comprese) e in più vieta spostamenti dall’abitazione principale nei giorni festivi e prefestivi (per scoraggiare la fuga verso le seconde case).

Domenica 22 marzo: il Decreto “Chiusi Italia”

Basta? Naturalmente no… Tant’è che il giorno dopo, sabato, il premier Conte annuncia per la prima volta in diretta Facebook in tarda serata l’entrata in vigore, il giorno dopo, domenica 22 marzo 2020, di un nuovo ancor più stringente Decreto (che qualcuno ha anche chiamato “Chiudi Italia”), che chiude tutte le attività produttive non essenziali su scala nazionale.

L’ordinanza che vieta spostamenti fuori dal Comune

La firma del Decreto viene preceduta di qualche ora dall’entrata in vigore immediata di un’ultima ordinanza che vieta lo spostamento fuori dal Comune nel quale ci si trova (pensata sia per le seconde case che per eventuali spostamenti di massa dal Nord verso il Meridione), firmata dai Ministri della Salute e dell’Interno, Roberto Speranza e Luciana Lamorgese.

In vigore fino al 3 aprile

Il Decreto governativo dell’11 marzo (Io Resto a casa), l’ordinanza del Ministero della Salute del 20 marzo (Parchi vietati) e l’ultimo Decreto del 22 marzo (Chiudi Italia) saranno cumulativamente in vigore fino al 3 aprile 2020.

Considerando però che questa scadenza, come anticipato già dallo stesso Presidente del Consiglio, sarà inevitabilmente prorogata insieme alla chiusura delle scuole.

Intanto viene diffuso un terzo modulo per l’autocertificazione aggiornato sulla base delle ultime novità normative.

Arriva anche il Decreto “unico”

Martedì 24 marzo 2020, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte indice una conferenza stampa a Palazzo Chigi per comunicare l’entrata in vigore di un nuovo Decreto legge “unico” pensato per riordinare la disciplina dei precedenti provvedimenti adottati dall’inizio della fase emergenziale. In particolare, Conte annuncio multe più severe, con pagamento da 400 a 3mila euro per chi viene fermato in violazione delle normative. E poi:

Lasciamo che i presidenti possano adottare misure più restrittive nell’ambito dei loro poteri, ma rimane la funzione di omogeneità e coordinamento del Governo.

Giovedì 26 marzo 2020, la diffusione del quarto e ultimo modulo per l’autocertificazione durante gli spostamenti.

Il Decreto del 28 marzo con gli aiuti ai Comuni

Il premier Giuseppe Conte sabato 28 marzo 2020 parla in diretta da Palazzo Chigi con al fianco il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri per annunciare una nuova iniezione di liquidità per affrontare la sempre più grave emergenza coronavirus.

Il DPCM ha disposto 4 miliardi e 300mila euro di anticipo rispetto a maggio sul Fondo di Solidarietà Comunale, con il vincolo di usarli per chi non ha i soldi per fare la spesa, quindi per buoni spesa ed erogazione di generi alimentari di prima necessità.

La proroga delle restrizioni fino a dopo Pasqua

Che la quarantena sarebbe proseguita oltre il 3 aprile era ormai chiaro a tutti. Martedì 31 marzo 2020 arriva l’ufficialità: misure per arginare i contagi da Covid-19 in vigore fino al 12 aprile, ovvero il giorno di Pasqua. A darne conferma il ministro della Sanità Roberto Speranza.

Il “dl liquidità” per le imprese dell’8 aprile

Lunedì 6 aprile 2020 il premier Giuseppe Conte insieme ai ministri Azzolina (Istruzione), Gualtieri (Economia) e Patuanelli (Sviluppo economico) annuncia l’imminente approvazione (arriverà due giorni dopo, mercoledì 8 aprile 2020), di un nuovo strumento, un decreto legge che porta liquidità alle imprese e agli autonomi per 400 miliardi di euro. Duecento per il mercato interno e altrettanti per l’export.

Tecnicamente un potenziamento del Fondo Centrale di Garanzie per le pmi più la creazione di un finanziamento dello Stato attraverso la società Sace, nel perimetro della Cassa Depositi e Prestiti, rivolto soprattutto alle medie e grandi imprese. Sospese anche le scadenze fiscali per aprile e maggio. Rafforzato lo strumento della Golden Power, ampliando i poteri di controllo dello Stato alle operazioni societarie.

Misure restrittive fino al 3 maggio

Venerdì 10 aprile 2020 il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte parla nuovamente delle misure di contenimento in questa emergenza coronavirus, ma anche di Europa. Tutto prorogato sino a domenica 3 maggio, con dentro Pasqua, e anche per i ponti del 25 aprile e del primo maggio. Decisa solo la riapertura di cartolibrerie, librerie, negozi per neonati, annunciata anche la nascita di una task force di esperti guidata dal supermanager Vittorio Colao. La diretta passa alla storia anche per un attacco ai leader dell’opposizione Salvini e Meloni, “rei” d’aver diffuso falsità sul fondo europeo salva Stati (Mes).

Il Dpcm del 26 aprile 2020 e la “Fase 2”

Il premier Giuseppe Conte torna a parlare domenica 26 aprile 2020. Questa volta è la cosiddetta Fase 2 al centro dell’attesissimo discorso alla nazione. Il nuovo Dpcm sarà valido dal 4 maggio fino al 18 maggio.

Molte le novità. In sintesi: spostamenti consentiti per necessità non solo nel Comune, ma all’interno della propria regione; possibilità anche di trovare i parenti (con cautele); subito a casa con 37 e mezzo di febbre; accesso ai parchi pubblici; sì alle cerimonie funebri; ristorazione ancora solo d’asporto; riaprono la manifattura, l’edilizia e il commercio all’ingrosso.

Conte annuncia anche: scuole chiuse fino a fine anno scolastico; negozi riaperti dal 18 maggio; bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici dal primo giugno. E aggiunge:

L’autocertificazione resterà fino al 18 maggio, soprattutto per non innescare un effetto psicologico da “liberi tutti”.

La “fase 2” entra nel vivo

In vista del 18 maggio 2020 e dell’addio (incrociando le dita definitivo) al lockdown, il Governo in pochi giorni ha inanellato ben due diverse conferenze stampa. Nel primo discorso alla nazione di mercoledì 13 maggio 2020, Conte (insieme ai ministri Gualtieri, Bellanova, Speranza e Patuanelli) ha illustrato il cosiddetto Decreto Rilancio per il sostegno economico del Paese: un provvedimento da ben 55 miliardi, che rafforza la cassa integrazione, prolunga il bonus per gli autonomi, prevede sgravi per le imprese, introduce agevolazioni per famiglie e disabili.

Mentre sabato 16 maggio 2020, il Presidente del Consiglio è tornato (da solo) a parlare alla nazione illustrando i punti principali del Decreto e del Dpcm correlato, che segnerà la cosiddetta Fase 2 nel vivo da lunedì, 18 maggio. In estrema sintesi: spostamenti interregionali senza autocertificazione, riaprono i negozi, i parrucchieri, i bar, le chiese. Dal 25 maggio palestre e piscine, dal 15 giugno teatri e cinema.

In questa nuova fase, niente più autocertificazione, se non per spostarsi da una regione all’altra.

 

 

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