Virale sul Web

Il video del ragazzo fermato con la presa al collo dalla Polizia

Le immagini che hanno fatto il giro del Web in accostamento a quanto avvenuto negli Usa durante l’arresto di George Floyd.

12 Agosto 2020 ore 10:39
Il video del ragazzo fermato con la presa al collo a Vicenza

La presa al collo

Migliaia di visualizzazioni in una manciata di ore dal tardo pomeriggio di lunedì 10 agosto 2020 ad oggi. Del resto, è un filmato oggettivamente impressionante: il tentativo di fermo da parte di un poliziotto nei confronti di un ragazzo, in una piazza di Vicenza, è stato ripreso in diretta dai suoi amici e ha innescato un acceso dibattito, in accostamento a quanto avvenuto negli Usa durante l’arresto di George Floyd.

ECCO IL VIDEO:

Fermato con la presa al collo a Vicenza

La presa al collo, stretto nel gomito dell’agente, stavolta si sarebbe resa necessaria a seguito del rifiuto da parte del giovane di mostrare i documenti e di allontanarsi. Ma la polemica nasce anche dal fatto che secondo quanto ricostruito, i poliziotti sono intervenuti a seguito di una lite fra due persone alla quale il ragazzo non ha partecipato. Se ne stava solo lì a guardare con la sua compagnia, gli agenti hanno intimato al capannello di allontanarsi e poi la situazione è degenerata.

Il video del giovane è diventato virale

Insomma, il giovane ha trasgredito a una richiesta formale e la Polizia ha seguito il protocollo, alla fine anche arrestandolo per resistenza a pubblico ufficiale (oggi, mercoledì 12 agosto 2020, il processo per direttissima). Ma la polemica verte su un presunto abuso di potere da parte della divisa.

Ecco una delle tante prese di posizione sul delicato tema:

La dura presa di posizione di Fsp Polizia

E invece il sindacato dei poliziotti in questa nota ha messo tutti i puntini sulle i:

“Le polemiche sorte a proposito dell’arresto del 21enne che ha opposto resistenza ai colleghi di Vicenza è addirittura aberrante. Gridare al razzismo, fare nientemeno che accostamenti con il caso Floyd e contestare come al solito a priori l’operato delle Forze dell’ordine sulla scorta dei soliti fotogrammi sparsi a piene mani in rete è vergognoso e non più tollerabile. E’ indispensabile ritrovare il senso di ciò che dovrebbe essere ovvio: chi delinque viene arrestato, opporre resistenza a un poliziotto che fa il proprio lavoro significa delinquere, insultare, aggredire, picchiare, sputare, e qualsiasi altra modalità con cui ci si oppone al lavoro di un poliziotto non è ammesso, dalla legge, dalla civiltà, e da ogni regola di buon senso. Non c’è alcun valido motivo per farlo e non si può fare. Invece che leggere come al solito le cose al contrario, si pensi prima di tutto a ritrovare il giusto rispetto per le regole, per il lavoro altrui, e per chi porta la divisa in virtù di ciò che rappresenta”.

Così Valter Mazzetti, Segretario Generale della Federazione Fsp Polizia di Stato, a proposito delle polemiche sorte dopo la diffusione sui social di alcune immagini dell’arresto di un 21enne cubano che, a Vicenza, ha opposto resistenza agli agenti intervenuti per una rissa rifiutandosi di farsi identificare.

“Un arresto convalidato dall’autorità giudiziaria – conclude Mazzetti – è la prova provata della bontà dell’operato dei poliziotti di Vicenza, su cui peraltro non avevamo alcun dubbio. Come non è giusto averne per la solita odiosa caccia alle streghe nei confronti delle migliaia di donne e uomini che indossano la divisa e vanno in strada per fare cose buone, non cattive. E lo fanno con professionalità e umanità impareggiabili, motivo per cui la Polizia italiana da lezioni a mezzo mondo. Questo deve essere ben chiaro, perché è proprio questo che non consente di ammettere in alcun caso gli atteggiamenti di chi, di fronte a un agente che fa il proprio lavoro, reagisce, si oppone, dileggia, contesta, aggredisce”.

Il Questore annuncia indagine interna

Il Questore di Vicenza Antonino Messineo annuncia un’indagine interna in merito all’operato dell’ agente che ha bloccato, afferrandolo per il collo, un ragazzo di 21 anni.

“Si faranno gli accertamenti dovuti. Non c’è alcuna ipotesi di razzismo nella Polizia che lavora qui, il colore della pelle non condiziona l’operato degli agenti, che è sempre lo stesso e mira solo a garantire sicurezza per i cittadini”.

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