Nel Comasco

La ditta di marijuana legale era una copertura per lo spaccio di droga "vera" VIDEO

Durante la perquisizione della Polizia, nell'abituale luogo di ritrovo per lo smercio di droga continuavano ad arrivare ignari clienti...

05 Giugno 2020 ore 10:36

Dalle indagini su uno spacciatore albanese attivo in provincia di Como al sequestro di quasi mezza tonnellata di stupefacente in un’azienda di cannabis legale usata come copertura.

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Copertura per lo spaccio di droga “vera”: il prologo

Da Prima Saronno

Tutto è partito dall’arresto di uno spacciatore 35enne albanese a Cadorago (Como) che le forze dell’ordine tenevano d’occhio da tempo: in casa, più precisamente nel frigorifero, gli uomini della Questura di Milano hanno trovato 40 grammi di cocaina già divisi in ovuli, 3 panetti di hashish da 100 grammi, 39 grammi di marijuana, sostanze da taglio e un bilancino.

Ma il punto è che pedinandolo, i poliziotti lo avevano visto più volte incontrarsi con un 56enne con precedenti per associazione di stampo mafioso (legato alla locale di ‘ndrangheta di Mariano Comense) e traffico di sostanze stupefacenti, che a sua volta era poi stato visto andare avanti e indietro da una azienda che produce marijuana legale, o cannabis light.

Scatta il blitz nella ditta di marijuana legale

Così è scattato il blitz nella “4.20 solutions srl” di Fenegrò. All’interno, i gestori, un cittadino albanese di 35 anni e un cittadino svizzero 39enne con precedenti di polizia per importazione illegale di marijuana, sono stati sorpresi in compagnia di altri soggetti con precedenti specifici per stupefacenti.

Nei locali erano presenti numerosissimi involucri e bidoni contenenti marjuana in inflorescenze e in polvere, hashish in panetti e in polvere, risultata, dai preliminari accertamenti chimici, essere sostanza stupefacente con principio attivo superiore ai limiti consentiti di legge, insieme a una pressa oliodinamica di grandi dimensioni ed a due stampi per hashish riportanti marchio “LV”.

Era un punto d’incontro per lo smercio di droga

E il bello è che nel corso della perquisizione che ha consentito il sequestro di circa 450 chili tra marijuana ed hashish, nel capannone continuavano ad arrivare altre persone (la maggior parte con precedenti specifici per traffico di stupefacente) ignare dell’attività di polizia giudiziaria in corso! Insomma l’azienda era un quotidiano luogo di smercio di stupefacente, parte della quale indirizzata al mercato milanese.

In un garage di Cadorago utilizzato da 56enne mafioso infine sono state trovate, abilmente occultate, anche due pistole con matricola abrasa e relativo munizionamento, una munita di silenziatore, ed oltre 200 proiettili.

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