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Le statistiche

Più facile morire annegati nella vasca da bagno che per Astrazeneca

Nell'Ue le morti sospette sono state 18 su 25 milioni di somministrazioni: parliamo dello 0,0000072%.

12 Aprile 2021 ore 10:28

Avete paura di sottoporvi al vaccino di Astrazeneca, ribattezzato Vaxzevria? Comprensibile per via del capolavoro di cattiva comunicazione sul siero, protagonista di frenate e successivi via libera, prima non indicato per gli anziani e ora per gli under 40, l’ultimo intoppo è stato lo stop delle somministrazioni agli insegnanti (che sembra ora potranno ripartire in assenza di reazioni avverse dopo la prima dose).

Comprensibile sì, ma all’atto pratico alla fine illogico, se ci si attiene a dati e statistiche. Per dare la misura: è molto più probabile morire annegati nella vasca da bagno o cadendo dal letto che in seguito all’inoculazione.


Più facile annegare nella vasca

Particolarmente illuminante lo studio dell’Università di Sydney che chiarisce che se peschiamo un adulto a caso dalla strada scopriremo che costui ha 1 possibilità su 1.000 di sviluppare una trombosi entro un anno. Di quelli che lo fanno, circa il 6% morirà.

A questo studio si aggiunge anche quello del British Medical Journal che inchioda la statistica. Ecco qualche esempio di eventi (rarissimi) che potrebbero comunque verificarsi più facilmente e procurare la morte rispetto a una reazione avversa nefasta di Astrazeneca. Cadendo dal letto (1 su 750 mila casi) o dalle scale  (1 su 2 milioni si casi), venendo investiti da un treno (1 su 1 milione), annegando nella vasca da bagno (1 su 685 mila casi), venendo colpiti da un fulmine (1 su 3mila casi).

Vaccino Astrazenenca: il rischio è allo 0,0000072%

Nell’Ue le morti sospette (per trombosi del seno venoso cerebrale o trombosi venosa splancnica) sono state 18 su 25 milioni di inoculazioni. Vale a dire che la probabilità di morire per una trombosi dopo aver ricevuto Vaxzevria è pari allo 0,0000072%.

L’Ema, agenzia europea dei medicinali, l’ha nuovamente ribadito: “i benefici superano i rischi“. E anche i medici sono compatti nel difendere la sicurezza e l’efficacia di questo vaccino.

Statistica non dissimile anche per il Paese che dalla pandemia sta uscendo proprio grazie all’impiego massiccio di Astrazeneca: la Gran Bretagna. Sono stati 19 i decessi sospetti dopo la somministrazione di 20 milioni di dosi di quel vaccino. Paliamo quindi dello 0,00000095%, di percentuale di rischio.

Sempre per attenersi ai numeri: nel marzo 2021 l’Europa ha superato il milione di morti per Covid. Di decessi sospetti attribuibili al siero della discordia se ne registrano 18. Nonostante ciò c’è ancora perplessità di alcuni quando Ema dichiara “i benefici superano i rischi”.

Remuzzi: “Più sicuro dell’aspirina”

Un altro esempio pratico? Con quanta tranquillità vi prendete un’aspirina o la somministrate ai vostri familiari in caso di necessità? Ecco: sappiate che anche un’aspirina vi fa correre più rischi di Astrazeneca. A chiarirlo è Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs:

Il vaccino è più sicuro dell’aspirina, di qualunque antibiotico, di antiaritmici, antipertensivi. Per i farmaci di tutte queste categorie c’è un rischio di morte più alto di quanto non ci sia con il vaccino AstraZeneca.

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