I dati delle città

San Faustino is the new San Valentino: il futuro (numeri alla mano) è dei single

Milano, Firenze, Torino sono ormai città dove la maggioranza dei nuclei familiari conta una sola persona.

San Faustino is the new San Valentino: il futuro (numeri alla mano) è dei single
15 Febbraio 2021 ore 14:30

La porzione monodose al supermercato, i siti per favorire incontri fra single che fatturano più dei petrolieri negli anni Ottanta, il fiorire di soluzioni abitative come mono o bilocali e soprattutto quel cambio radicale di mentalità per cui se superati i 30 anni non eri ancor fidanzato, alle cene di famiglia, ti fissavano come un condannato alla perpetua infelicità.

Oggi è san Faustino, e negli anni anche il modo di vivere questa ricorrenza è assai mutato. Inizialmente il 15 febbraio si dava il contentino a quelli che il giorno prima, ovvero a San Valentino, non avevano proprio nulla da festeggiare. Adesso si va verso un’inversione di tendenza: i single potrebbero divenire la maggioranza, tutt’altro che rassegnata.

Single padroni delle città

La cartolina dal Belpaese a cavallo tra il 2019 e il 2020 (dati Istat alla mano) conferma che il 33% degli italiani vive solo – facente parte di un nucleo monofamiliare – ma, attenzione, non si tratta soltanto di vedovi; fra loro è nutrita la frangia di giovani single autonomi e persone separate o divorziate che hanno preferito “ballare da sole”. Altro dato interessante: i divorzi sono in calo…probabilmente perché in altrettanto calo ci sono i matrimoni

Veniamo dunque all’habitat favorito dal single: manco a dirlo le grandi città italiane. Milano è considerata la capitale dei cuori solitari, tutt’altro che in sofferenza. Dal 32% di single del 2001 si è passati oggi alla soglia del 50% ampiamente superata. I milanesi che decidono di sposarsi non lo fanno, di media, prima dei 32 anni per lei e 37 per lui. Sempre se lo decidono…Altra grande sorpresa, sempre a scardinare il mito provinciale della “fanciulla in cerca del buon partito”: la maggioranza delle single sono donne.

Ma attenzione, c’è un’altra città che se la gioca con Milano: Firenze. Per una città che non raggiunge i 400mila abitanti i nuclei monofamiliari erano (censiti tra 2017-2018) la metà delle coppie, ovvero 90.179.

Non si sottrae all’inversione di tendenza nemmeno la città più romantica del mondo: Venezia, dove le ultimi analisi demografiche hanno confermato un’impennata di separazioni e di single.

E che dire di Torino: già 10 anni fa, nel 2011, si è consumato il sorpasso dei single sulle famiglie. Da anni ormai il modello familiare più diffuso nella città sabauda è composto da una persona sola.

Liguria: terra di single (con giustificazione)

Un esercito di single in Liguria ma i numeri vanno sempre letti e a volte raccontano un’altra verità. Nel caso di questa Regione, in cui comunque si assiste ad una crescita di giovani single in perfetta linea con l’Italia, pesa anche un fortunato primato. Si tratta della prima in Europa per numero di ultracentenari: la percentuale media di individui sopra i 105 anni, infatti, è di 3,58 ogni centomila (dato Istat del 2018).

Come si vive da single?

Secondo diverse ricerche i single sono più in forma. Da uno studio della ricercatrice Yuthika Girme dell’Università di Auckland in Nuova Zelanda, una vita in solitudine è sicuramente più soddisfacente e felice per coloro che tendono a litigare spesso con il partner o sono soliti primeggiare. Dall’altra parte, invece, uno studio del New York University Lagone Medical Center sostiene che avere una relazione stabile sia manna per il cuore, non solo emotivamente, ma soprattutto per prevenire i disturbi cardiovascolari, e parrebbe infatti che gli accasati rischino il 5 percento in meno dei single di contrarre tali patologie. Non esiste una chiara spiegazione al fenomeno: i ricercatori ritengono dipenda dal supporto affettivo e psicologico della coppia, grazie al quale la pressione cardiaca si manterrebbe più bassa e più stabile.

Da notare che, sempre diverse ricerche, a vivere peggio la condizione di single sono gli uomini. Uno studio dell’Università del Nebraska, pubblicato sul Journal of Men´s Health, ha scoperto che i maschi single o divorziati hanno un tasso di mortalità più elevato e maggiori probabilità di soffrire di depressione e dipendenze rispetto agli uomini con una relazione stabile. Insomma, come se già non si fosse capito, è proprio il caso di rivedere l’espressione “sesso debole” in riferimento all’universo femminile.

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