Arte

Moroni si racconta, là dov’è nato 500 anni fa

Ad Albino, in provincia di Bergamo, si celebra l’anniversario della nascita del maestro del Rinascimento.

Moroni si racconta, là dov’è nato 500 anni fa
Turismo 17 Giugno 2021 ore 02:49

A 500 anni dalla nascita, Albino e la ValSeriana celebrano uno dei figli più noti: il maestro del Rinascimento Giovan Battista Moroni che qui ha vissuto e operato per una buona parte della sua vita. Lo fanno proponendo “Moroni 500. Albino 1521-2021”, articolato progetto culturale che ne farà scoprire quella grandezza che gli ha permesso di essere apprezzato in tutto il mondo. Da giugno 2021 fino alla primavera del 2022 sono in programma mostre, narrazioni, restauri, approfondimenti, convegni, incontri, concerti, spettacoli, eventi di fotografia, moda, visite guidate, enogastronomia.

Moroni si racconta

Moroni 500 nasce da un ampio network di istituzioni, musei, fondazioni, parrocchie, scuole, realtà culturali, associazioni, in dialogo per raccontare in modo condiviso l’universo moroniano a 360 gradi. Tra di esse, la Parrocchia di Albino, Accademia Carrara di Bergamo, Fondazione Adriano Bernareggi, FAI - Fondo Ambiente Italiano, Fondazione Museo di Palazzo Moroni, Delegazione FAI di Bergamo, Ascom Confcommercio Bergamo. Nel progetto hanno parte attiva, nella ideazione e produzione di iniziative, anche associazioni e realtà impegnate in ambito culturale ad Albino e sul territorio della ValSeriana: Associazione Culturale Carlo Antonio Marino, Arte sul Serio, Percorsi Albinesi, Circolo Fotografico città del Moroni, Albino, Comitato Sui Passi del Moroni, Complesso Bandistico di Albino, Astorica - Associazione Storica Città di Albino, Django Association, Museo Etnografico della Torre di Comenduno, Botteghe di Albino.
Per il programma completo: www.valseriana.eu

Il Codice Moroni

Il primo evento espositivo da non perdere è “Il Codice Moroni” a cura di Barbara Mazzoleni e Orietta Pinessi e realizzato dal Comune di Albino in collaborazione con la Parrocchia e Promoserio. Non si tratta di una mostra tradizionale, ma di un percorso narrativo partecipato, multidisciplinare e “multimaterico”, che accosta ai dipinti oggetti, tessuti, testimonianze documentarie, riferimenti didattici e fotografici.
L’intento è quello di offrire una lettura differente del mondo di Giovan Battista Moroni, che tenga conto di tutti i fattori che hanno contribuito a costruire il suo immaginario pittorico: la sua vicenda, la sua terra, i suoi scritti, il paesaggio, gli oggetti parlanti, i colpi di scena, l’atelier, la passione per la moda, le immagini dello spirito, i dettagli rivelatori.

È visitabile ad Albino fino al 22 agosto, in due sedi espositive: l’antica chiesa di San Bartolomeo (XV sec.) e la vicina chiesa parrocchiale di San Giuliano, custode di capolavori di Giovan Battista Moroni, dove sarà possibile apprezzare gli interventi di restauro, affidati ad Antonio Zaccaria, che restituiscono piena leggibilità compositiva e cromatica a due opere chiave di Moroni: il Crocefisso adorato dai santi Bernardino e Antonio da Padova, considerato il capolavoro del Moroni sacro, restaurato grazie a Fondazione Credito Bergamasco, e lo Stendardo della Visitazione, il cui delicato intervento di restauro realizzato dal Comune di Albino con il contributo di Fondazione della Comunità Bergamasca, regala un commovente “abbraccio di speranza” scelto come “icona” di tutto il progetto Moroni 500. Questo, insieme allo Stendardo di Pradalunga e a quello di Villa di Serio, crea, nella Sacrestia, una sorta di “processione” che immerge nel mondo della devozione popolare, fatta di confraternite, fede e sentimenti, cui Moroni ha partecipato e di cui si è fatto singolare interprete.

Il museo diffuso in ValSeriana

Se avete tempo e possibilità, vi consigliamo un itinerario che va da Ranica a Fino del Monte, che fa tappa a Villa di Serio, Nembro, Albino, Fiorano al Serio, Oneta e Parre e che vi propone i luoghi cui l’artista ha lasciato in eredità straordinarie opere di soggetto sacro, ancora fruibili nelle chiese per cui sono state concepite cinquecento anni fa. Il museo diffuso ripercorre gli anni in cui l’artista strinse il rapporto più autentico con la sua terra e riscopre l’eccezionalità della pittura sacra.

Informazioni

“Il Codice Moroni” è aperto fino al 22 agosto 2021 presso la Chiesa di San Bartolomeo e la Chiesa di San Giuliano ad Albino (Bg).
Ingresso gratuito (contingentato). Giorni e orari di apertura: giovedì e venerdì 15.00 – 18.00; sabato 9.30-12.30 e 15.00 – 20.30; domenica 9.30-12.30 e 15.00-18.00.
Grazie alla collaborazione con la scuola I.S.I.S. Oscar Romero di Albino, i visitatori avranno la possibilità di partecipare a “visite narrate” condotte da giovani “storyteller”.
Durante le celebrazioni la chiesa di San Giuliano resterà chiusa al pubblico.
Per info e prenotazioni: tel. 035.704063 - mail infopoint@valseriana.eu - web www.valseriana.eu

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