Citta' in lacrime

Buon viaggio Francesco, giovane pilastro della comunità

Si è spento a soli 37 anni Francesco De Paola, clarinetto della banda, volontario dell'Anpi, donatore Avis e molto altro ancora

Buon viaggio Francesco, giovane pilastro della comunità
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Quando le parole non bastano, o semplicemente non servono, sono i gesti a fare la differenza. E la testimonianza offerta dalla comunità di Villasanta in occasione dell’ultimo saluto a uno dei suoi figli più amati, non può che confermare il segno lasciato, in maniera profonda e indelebile, da un ragazzo capace di fare della propria vita uno straordinario percorso di sogni e passioni.

Buon viaggio Francesco

E’ con profonda tristezza che la città piange in questi giorni Francesco De Paola, scomparso lo scorso mercoledì a soli 37 anni, strappato all’affetto dei suoi cari da un nemico invisibile e maligno affrontato a viso aperto e senza timori: una battaglia breve, ma intensa, che non lo ha visto mai arretrare, nemmeno quando il suo destino pareva essere segnato:

"Non si è mai dato per vinto, è sempre rimasto in piedi nonostante tutto - raccontano con dolore, ma anche tanto orgoglio i genitori, Gabriele e Annamaria, stretti insieme al fratello Alessandro - Fino all’ultimo ha sperato e creduto convintamente di guarire e tornare alla vita".

Ha lottato fino all'ultimo

Una vita che aveva lastricato di sogni e progetti. Primo fra tutti, il matrimonio con la sua Beatrice, celebrato poco meno di tre anni fa dopo una lunga convivenza nella vicina Arcore. Qui, i due giovani, avevano costruito il loro nido d’amore: una bellissima favola che però, purtroppo, non ha avuto il lieto fine:

"Aveva scoperto della malattia solamente qualche mese dopo: hanno affrontato questa grande sfida insieme, supportandosi sempre l’uno con l’altro - proseguono i genitori - Del resto Francesco era così: un ragazzo a cui non si poteva voler bene, dotato di un’empatia straordinaria, senza pari. Gli bastava poco per entrare nel cuore delle persone. Di amici e colleghi, ma anche di coloro che lo conoscevano da pochi minuti. Una dote naturale, unita a una grande curiosità che lo aveva portato alla scoperta del mondo in ogni suo ambito".

Giovane pilastro della comunità

Numerose e disparate le passioni coltivate, a testimonianza di una voglia di vivere e conoscere che dicono tanto, se non tutto, di Francesco. Impossibile non citare l’impegno nella banda cittadina, dove suonava il clarinetto da quando aveva 9 anni "e lo ha fatto finché le condizioni di salute lo hanno permesso"; poi ancora il judo, in quella palestra di Arcore che era diventata quasi una seconda casa per lui, che da allievo era diventato anche braccio destro del Maestro. Poi il teatro, nella "Compagnia degli Stracci" con cui era attivo nell’ambito sociale, senza dimenticare la partecipazione attiva nella sezione cittadina dell’Anpi, dell’Avis (di cui era donatore da quando aveva 18 anni) e con l’Unicef insieme ai genitori. E poi ancora la storia, l’economia, la medicina, la cultura giapponese.... tante facce di quell’unico dado colorato e imprevedibile che è stata la vita di Francesco, ingegnere di professione e cittadino del mondo per vocazione.

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