A scuola di Taekwondo: un progetto che cresce insieme ai ragazzi

A scuola di Taekwondo: un progetto che cresce insieme ai ragazzi
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Nelle aule scolastiche italiane si sta consumando una rivoluzione silenziosa che ha il sapore di futuro. Tra banchi e lavagne magnetiche, il taekwondo ha trovato casa grazie a una visione che la Federazione Italiana Taekwondo ha trasformato in realtà concreta. Non è solo sport, ma architettura sociale: i progetti della FITA nelle scuole primarie stanno ridisegnando il modo di intendere l'educazione motoria.

Da un esperimento con 800 bambini a un movimento che oggi coinvolge oltre 3000 giovani in 25 scuole: "A scuola di Taekwondo" è diventato molto più di un progetto. È la dimostrazione che quando visione federale e bisogni del territorio si incontrano, nascono modelli che cambiano vite.

La sfida era ambiziosa quanto necessaria: portare sport di qualità là dove spesso mancano risorse e opportunità. Nelle periferie italiane, dove l'educazione motoria rischia di rimanere lettera morta, questo programma ha acceso una luce che illumina presente e futuro. Non semplice attività fisica, ma palestra di valori dove ogni calcio diventa lezione di rispetto, ogni movimento si trasforma in crescita personale. Un laboratorio dove il corpo impara e la mente si fortifica, creando le fondamenta per cittadini più consapevoli.

I progetti della FITA nelle scuole: da esperimento a modello nazionale

Era il 2023 quando Angelo Cito decise di scommettere su un'intuizione rivoluzionaria. Grazie al finanziamento iniziale di Sport e Salute, i progetti presero forma in sei scuole pioniere distribuite tra Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Campania. Un laboratorio sociale che avrebbe presto dimostrato la propria forza dirompente.

L'esperimento funzionò talmente bene che la federazione decise di proseguire con risorse proprie, trasformando quella che poteva essere un'iniziativa episodica in strategia educativa di lungo periodo. I numeri parlano da soli: dalle 6 scuole iniziali alle 25 attuali, dagli 800 bambini originari ai 3000 di oggi. Una crescita che ha conquistato anche il Ministero dell'Istruzione.

Il riconoscimento ufficiale è arrivato con l'inserimento nell'elenco delle attività progettuali motorie di interesse nazionale: ora ogni anno il MIUR informa tutti gli istituti che possono scegliere "A scuola di Taekwondo" tra le proposte approvate a livello ministeriale: una legittimazione che trasforma l'eccellenza federale in patrimonio nazionale.

La vera rivoluzione sta nella metodologia: tatami professionali, colpitori didattici, materiale tecnico fornito gratuitamente. Ogni elemento pensato per garantire standard qualitativi che fanno la differenza. Non elemosina sportiva, ma investimento strategico nel futuro del Paese. La FITA ha dimostrato che quando si crede davvero in un progetto, si mettono a disposizione tutte le risorse necessarie per farlo crescere. Il risultato è un ecosistema educativo che si autoalimenta, dove ogni successo genera nuove opportunità di espansione.

Tremila bambini, un solo sogno: sport gratuito e di qualità 

Il vero successo di "A scuola di Taekwondo" si misura nei sorrisi che illuminano le periferie italiane, là dove spesso l'accesso allo sport di qualità rimane un miraggio. Tutte le scuole coinvolte nei progetti si trovano in aree periferiche, trasformando quello che poteva essere un semplice programma sportivo in strumento di giustizia sociale.

È qui che prende vita la testimonianza di Lucia Cannizzo, maestra siciliana che ha vissuto il progetto fin dalla prima ora: "Credo sia fondamentale portare lo sport all'interno della scuola primaria, soprattutto in contesti come quello in cui insegno. Non si tratta solo di movimento, ma di educare i bambini al rispetto e alla disciplina."

La scelta del taekwondo non è casuale. Come spiega Lucia: "È uno sport perfetto per quest'età perché offre benefici sia educativi che motori. Insegna il rispetto delle regole, sviluppa autocontrollo, autostima e voglia di migliorarsi. Dal punto di vista motorio aiuta a migliorare equilibrio, coordinazione, flessibilità e postura."

Una filosofia che trasforma ogni calcio in lezione di vita, ogni allenamento in opportunità di crescita integrale.

Il modello vincente: tecnici qualificati, materiale gratuito, risultati tangibili

La forza rivoluzionaria del progetto risiede nella sua architettura metodologica. Nessun compromesso sulla qualità: i progetti garantiscono tecnici federali costantemente aggiornati, materiale didattico professionale fornito gratuitamente e un approccio pedagogico che coniuga divertimento ed efficacia formativa.

"Il fatto che siano tecnici federali a tenere i corsi ha reso l'esperienza completa e coinvolgente per i bambini", conferma Lucia Cannizzo. "La collaborazione con la Federazione ha arricchito l'offerta scolastica e rafforzato il legame tra corpo e mente, senza mai perdere di vista il divertimento."

Tatami, colpitori, coni, cerchi e sagome didattiche: ogni elemento viene fornito dalla FITA senza alcun costo per le scuole. Un investimento che la federazione sostiene interamente con risorse proprie, dimostrando come la visione strategica possa trasformarsi in impatto sociale concreto. Il modello funziona perché non lascia nulla al caso, garantendo standard qualitativi che fanno la differenza nella vita quotidiana dei bambini.

Oltre i numeri: costruire cittadini attraverso lo sport

"A scuola di Taekwondo" ha superato da tempo la dimensione del semplice progetto sportivo per diventare laboratorio di cittadinanza attiva. Ogni bambino che sale sul tatami nell'orario scolastico porta con sé il seme di una società più consapevole, dove rispetto e disciplina non sono imposizioni ma conquiste personali. Non è solo questione di movimento fisico, ma di formazione integrale che prepara le nuove generazioni ad affrontare le sfide del domani.

Il futuro si costruisce così: un calcio alla volta, una scuola alla volta, un sogno alla volta. Perché quando lo sport entra in classe, ad uscirne trasformati sono i bambini di oggi che diventeranno gli adulti di domani.

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