Sicurezza

La passeggiata contro i maranza diventa un caso politico

La proposta di Ilaria Guffanti di MonzAttiva e le reazioni (anche aggressive) sui social

La passeggiata contro i maranza diventa un caso politico

Una semplice proposta, una passeggiata contro i maranza a Monza,  si è trasformata in un caso politico.

La proposta di Guffanti contro i maranza

La consigliera comunale di MonzAttiva, Ilaria Guffanti, ha annunciato che «tra un paio di settimane organizzeremo una passeggiata notturna per verificare di persona il grado di pericolosità delle nostre strade. Sarà un’occasione aperta a tutti, anche a chi fino a oggi si è limitato a commentare dietro a una tastiera. Vi aspettiamo per toccare con mano la situazione e discutere di proposte».

L’iniziativa, pensata come un gesto simbolico per affrontare il tema della sicurezza e i continui episodi di violenza attribuiti ai cosiddetti “maranza”, ha subito scatenato polemiche. Guffanti, in un video diffuso sulla pagina della lista civica, ha parlato di «strumentalizzazione a fini politici» e ha ricordato che «i dati ufficiali dicono chiaramente che Monza non è classificata tra le città più pericolose, anzi si colloca al 51esimo posto su 106 capoluoghi».

Le reazioni aggressive

Ma la proposta, ancora prima di partire, ha attirato un’ondata di reazioni, comprese offese personali. «Mi hanno scritto che ci dovrei mandare mia figlia, o che dovrei andarci da sola di notte così se ne liberano di me. Ma io non ho mai negato il problema, nessuno ha le fette di salame sugli occhi. Ho solo detto che la situazione di Monza è simile a quella di tantissime altre città», ha spiegato la consigliera. Che poi ha rivolto un attacco diretto al comportamento dei ragazzi violenti: «Un branco di deficienti pericolosi. Anche noi vediamo i ragazzini che si picchiano di continuo in strada, però non è certo colpa del sindaco Pilotto: certe dinamiche c’erano anche prima. La mia domanda è: dove sono i genitori? Possibile che nessuno si accorga se il figlio torna a casa con un occhio nero o se resta fuori alle tre di notte?».

Il senso della “camminata” resta, nelle intenzioni di Guffanti, quello di un flash mob bipartisan: «Non deve diventare propaganda ma un momento per far capire che vogliamo il bene della città. Servirà qualcosa? Non lo so, ma almeno ci abbiamo provato».

Flash mob bipartisan?

A raccogliere l’invito c’è Roberto Manzato, ex candidato del Grande Nord a Villasanta, che interviene nel dibattito sulla sicurezza in modo molto costruttivo, raccogliendo la palla lanciata dalla consigliera Ilaria Guffanti: «Ben venga la passeggiata, l’importante è non negare il problema. Non è colpa dei politici – afferma – Basta però guardare alcune zone per rendersi conto che la situazione è diventata insostenibile». Secondo Manzato, le criticità maggiori si concentrano in via Bergamo, nelle vicinanze della stazione, lungo corso Milano e ultimamente anche in via Lecco, «dove spesso si rifugiano sbandati, persone ubriache o sotto effetto di droghe, in particolare nei pressi della Coop. Qui servono controlli costanti e non battaglie ideologiche: la politica dovrebbe sedersi intorno a un tavolo e affrontare il problema insieme. Nessuno ha la bacchetta magica, ma bisogna provare a dare risposte concrete».

Quanto alla passeggiata ribadisce: «Si può anche provare, sarebbe bello se si aderisse in modo bipartisan, coinvolgendo anche i cittadini, ma il rischio è che si scelga un giorno tranquillo in cui non succede nulla. Non è certo la stessa cosa che affrontare quelle strade da soli, soprattutto per una donna». A conferma, racconta un episodio rivelato sui social in cui una persona ha dovuto trattenersi in stazione per far compagnia a una donna che era rimasta da sola finché non è arrivato il marito a prenderla proprio per la paura che si respirava.

C’è chi dice no

Dall’altra parte, l’opposizione ha colto la palla al balzo per attaccare la Giunta. Il consigliere comunale di Civicamente, Paolo Piffer, ha bollato l’idea come l’ennesima iniziativa inutile: «È la solita Sinistra che nega il problema, deresponsabilizzandosi e poi mettendo in atto soluzioni simboliche. È il modus operandi di questa maggioranza che non risolve mai i problemi».

Piffer – dopo aver ascoltato il video di Guffanti sulla pagina della lista civica – è un fiume in piena: «Adesso avete capito perché a Monza i problemi non si riescono a risolvere?», ha dichiarato Piffer, elencando quelli che, a suo giudizio, sono i comportamenti ricorrenti della Giunta Pilotto: minimizzare o negare il problema, scaricare le responsabilità su altri livelli istituzionali, accusare la minoranza di strumentalizzazione, proporre azioni “simboliche e prive di visione” e infine tentare di convincere i cittadini attraverso comunicati stampa che la situazione stia migliorando. «Questo fanno ripetutamente dal primo giorno – ha concluso – Non hanno risolto un problema che sia uno. Finirà questo strazio».