Si chiude con l’allontanamento temporaneo dalla scuola, la vicenda che ha coinvolto un alunno di 12 anni, Adhd studente alle medie di Giussano.
Lezioni da solo, in un locale fuori dalla scuola
Dovrà fare lezione fuori dalla scuola, in un locale vicino al Municipio, il ragazzino Adhd, di 12 anni, studente alle medie di via D’Azeglio. Si conclude con l’allontanamento temporaneo dalla classe e dai suoi compagni – per almeno un mese – la vicenda che ha coinvolto il bambino.
La “battaglia della madre”
L’attenzione in queste ultime tre settimane si è concentrata sul suo comportamento, ritenuto «aggressivo» da parte di alcuni docenti e alcuni genitori dei compagni, ma non tale per la madre che si sta «battendo» e continuerà a farlo per garantire al figlio gli stessi diritti e la stessa dignità degli altri studenti, nonostante la sua disabilità.
«Mio figlio è un bambino bullizzato, umiliato e allontanato dalla società, quindi si difende da solo, quando invece dovrebbero essere i grandi, ovvero gli insegnanti e gli educatori, a doverlo fare», ha voluto precisare la madre.
La vicenda l’ha molto amareggiata e orma da un mese sta «lottando» per suo figlio.
Dopo la protesta di classe «in massa», assenti per 4 giorni dalle lezioni, c’era stata quella della madre del ragazzino che a sua volta ha tenuto a casa da scuola il figlio per protestare contro la mancata inclusione, ma ora è arrivata la decisione da parte – a quanto risulta – della scuola, avallata poi dagli assistenti sociali del Comune che lo seguono così come seguono la madre.
Per tre ore con insegnante di sostegno ed educatore
Il bambino, al quale è stato certificato il «Disturbo da deficit di Attenzione e Iperattività», la scorsa settimana è stato spostato in un locale, fuori dal plesso scolastico, in prossimità del Municipio, per essere seguito e fare lezione in modo individuale in una stanza con il suo insegnante di sostegno e un educatore.
Inizia alle 9 e termina verso mezzogiorno. Tutto questo per almeno un mese.
“Una punizione”, secondo la madre
La nuova soluzione però non piace affatto alla madre.
«E’ stato isolato in un locale asettico, da solo, per di più con un orario che mi mette in grosse difficoltà con il lavoro – ha spiegato – ho chiesto un orario anticipato e pieno e l’ inserimento a scuola magari in un’ altra classe oppure in un’ altra scuola».
La madre parla di «punizione, da chi dovrebbe tutelarlo.
“Non ha senso castigare così la sua disabilità e farci sentire in colpa; con questa soluzione sarò costretta a stare a casa dal lavoro, sto rischiando il licenziamento. Ci hanno praticamente messo alla gogna, mio figlio si sente male per tutta la situazione. Onestamente sto vedendo sfumare tutti i suoi sogni a causa delle ingiustizie e iniquità».