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ll mistero del locale di Filippo Champagne: non ha ancora aperto

L’influencer agli amici monzesi ha assicurato che entro fine novembre «si farà festa», ma al 14 novembre ancora in Comune non era arrivata la Scia

ll mistero del locale di Filippo Champagne: non ha ancora aperto

Dopo l’annuncio entusiasta sui social, il silenzio. Avrebbe dovuto aprire a Monza il 14 novembre 2025 il club del discusso influencer Filippo Champagne (al secolo Filippo Romeo), ma al momento l’apertura e l’inaugurazione sono rimandate a data da destinarsi.

L’insegna sul club Filippo Champgne

filippo champagne

Il monzese, fratello del più noto senatore leghista Massimiliano Romeo, ha annunciato agli amici informalmente di tenersi pronti per fine novembre, quando finalmente il suo progetto potrà diventare realtà. Ha ammesso che alcuni problemi tecnici hanno rimandato l’apertura annunciata per metà novembre.

Alla data del 14 novembre in effetti in Comune a Monza non era ancora arrivata alcuna documentazione sull’apertura del Filippo Champagne Club, ma solo la dichiarazione di cessata attività del ristorante «Punto G» di via Parravicini di cui l’influencer ha acquisito i locali. In realtà la normativa odierna prevede però una procedura snella, con la presentazione della Scia in Comune (che al 14 novembre però ancora non c’era) una volta conclusi i lavori di sistemazione del locale.

L’insegna comparsa settimana scorsa annuncia che il posto è proprio l’ex «Punto G» di via Parravicini, sulla cui vetrina ora campeggia la scritta «Filippo Champagne Club Coming soon». I residenti sono già preoccupati dalla possibilità di una Movida intensa, a cui i monzesi di quella zona non sono affatto abituati. L’influencer aveva parlato delle sue intenzioni un mese fa e il video aveva subito fatto il pieno di visualizzazioni (del resto vanta 430mila follower su Instagram, 350mila su TikTok). «Ho scelto la mia città, non mi piace Milano, è diventata una porcheria», aveva detto ai suoi follower, promettendo un locale «piccolino ma spettacolare» e assicurando che, una volta aperto, «annienterà tutti». Dietro alla spavalderia verbale, però, l’operazione sta richiedendo più tempo del previsto e chi passa di lì lo vede spesso impegnato fra muratori, fornitori e piccoli interventi di ristrutturazione.

La nuova provocazione: fare il sindaco

Il personaggio resta quello che i social hanno trasformato in fenomeno: stile di vita sopra le righe, champagne a fiumi, battute eccessive, provocazioni continue. È ospite fisso de «La Zanzara», frequenta da anni i locali più noti della movida milanese e racconta di sé senza filtri. «Mi piace ballare la fresca. La mia vita è dedicata al bere, al gioco e a qualche fanciulla», ripete nei video virali. E non manca mai una dose di autoironia: «Sono ludopatico, capita quando mi annoio. I soldi sono fatti per essere spesi».

E in queste settimane, complice il rinvio dell’apertura, ha continuato ad alimentare curiosità e polemiche con le sue dichiarazioni. Ha annunciato volersi candidare a sindaco di Milano con la lista «Il Popolo della Gaina» (che per lui è sinonimo di divertimento estremo). Il programma, manco a dirlo, è una provocazione in stile Champagne: abolire le piste ciclabili, che definisce «intralci pericolosi», e vietare i pagamenti elettronici sotto i 50 euro, «perché sotto quella cifra si deve pagare solo in contanti».