Cordoglio

Monza perde la piú autentica voce della poesia, addio a Organtini

Maria Organtini che aveva fondato il Cenacolo Pamb è morta nella notte tra sabato e domenica. Il mondo della cultura monzese è in lutto

Monza perde la piú autentica voce della poesia, addio a Organtini

Monza perde una voce autentica della cultura e della poesia. Si è spenta nella notte tra sabato e domenica 21 dicembre 2025 Maria Organtini. Aveva 83 anni.

Morta Maria Organtini

Il suo cuore ha ceduto lasciando un vuoto profondo nel mondo culturale cittadino e brianzolo, che per oltre quarant’anni ha avuto in lei una protagonista instancabile, capace di unire poesia, critica, divulgazione e passione civile.

Fondatrice e presidente del Cenacolo dei Poeti e Artisti di Monza e Brianza dal 1982, Maria Organtini è stata una figura centrale nella promozione culturale del territorio, punto di riferimento per generazioni di poeti, scrittori e artisti. Il Cenacolo, da lei guidato fino alla fine (solo qualche mese fa aveva passato il testimone a Francesco Di Ruggero restando presidente onorario per problemi di salute), è diventato negli anni uno spazio stabile di incontro e confronto, capace di valorizzare tanto le voci affermate quanto quelle emergenti.

Attenta anche al sociale, è stata responsabile del gruppo Mani Tese e ha sostenuto il Movimento apostolico Ciechi.

La biografia di Organtini

Nata a Roma nel 1942, dopo il matrimonio si trasferì prima a Torino e poi a Monza, città che sarebbe diventata il centro della sua attività culturale e creativa. Qui avviò un lungo percorso di collaborazione con diverse realtà editoriali e culturali, affermandosi come voce attenta nel racconto dell’arte, della poesia e della vita culturale locale.

Accanto all’attività giornalistica, Organtini ha svolto un ruolo significativo come critica d’arte e curatrice, collaborando con gallerie e seguendo mostre e rassegne in Brianza e non solo. Molti artisti hanno affidato alla sua penna l’interpretazione delle proprie opere.

In ambito poetico è stata per dieci anni al fianco di Padre David Maria Turoldo nel premio «La Culla» di Veduggio e ha collaborato con numerosi poeti e operatori culturali nella realizzazione di incontri e premi letterari.  A lei si deve, ad esempio, la creazione del Premio Internazionale di Poesia Città di Monza dal 1999 ai giorni nostri. È stata anche presidente del premio di poesia «Marguerite Yourcenar» e ha partecipato a numerose iniziative nazionali e internazionali dedicate alla poesia.

I funerali martedì a Cristo Re

Importante anche la sua esperienza radiofonica, durata oltre un decennio, con programmi dedicati alla poesia e alla divulgazione culturale su emittenti private lombarde, affiancata da una costante attività di lettura pubblica nelle scuole, nei circoli e nei teatri.

Come autrice ha pubblicato diverse raccolte poetiche, tra cui Uomo senza fine, La leggenda dell’ambra, Sincronie d’azzurro, La clessidra azzurra, Compagni di viaggio, Sulla sabbia del tempo e Canto ultimo, opere che restituiscono un percorso coerente e riconoscibile, segnato da una ricerca interiore costante.

Lascia un figlio, Lorenzo. I funerali si terranno martedì alle 14.30 alla parrocchia di Cristo Re, quartiere in cui risiedeva.

Il ricordo dell’ex assessore Longo

Maria Organtini con Massimiliano Longo e Francesco Di Ruggero
Maria Organtini con Massimiliano Longo e Francesco Di Ruggero

Il suo impegno culturale è stato riconosciuto anche a livello istituzionale. A ricordarla con particolare affetto è Massimiliano Longo, ex assessore alla Cultura del Comune di Monza, che con lei ha collaborato a lungo.

Il ricordo è quello di una persona che si è impegnata tantissimo, ha creduto tantissimo nel Cenacolo e fino a quando la salute glielo ha permesso ha portato avanti questo impegno. Divulgava poesia con un concorso nazionale che organizzava ogni anno e arte grazie alle numerose mostre che organizzava. Era per me un’amica e mi mancherà tantissimo il suo supporto. Monza ha perso un rappresentante importante della cultura cittadina. Non farò mai mancare il mio sostegno al Cenacolo, una realtà in cui lei credeva tantissimo.