Il MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) ha autorizzato il progetto di riassetto della rete elettrica nell’area della Brianza Ovest. È quanto riferisce il Gruppo Terna – la società che si occuperà dei lavori – in un comunicato stampa pubblicato sul proprio sito ufficiale.
Quali sono gli interventi previsti
Terna, che ha in carico la gestione delle reti ad alta ed altissima tensione, oltre al dispacciamento dell’energia elettrica, investirà oltre 160 milioni di euro nelle opere previste per la “razionalizzazione della rete elettrica nell’area Ovest della Brianza”. Gli interventi, si apprende dal comunicato, interesseranno parte del territorio comunale di Seveso, Barlassina, Cesano Maderno, Cogliate e Ceriano Laghetto. L’opera, il cui obiettivo sarà “incrementare l’efficienza e l’adeguatezza della rete locale”, consisterà nella realizzazione di 15 km di collegamenti elettrici interrati. Contestualmente, ciò renderà possibile la dismissione di oltre 7 km di elettrodotti sospesi che, al momento, insistono principalmente nell’area del Parco delle Groane e in zone densamente urbanizzate in corrispondenza dei territori comunali di Seveso e Cesano Maderno.
“Al completamento dell’opera” – fa sapere Terna nella nota stampa di cui sopra – “verranno rimossi 18 sostegni, per un totale di circa 30 ettari di territorio liberato, e saranno realizzate due nuove stazioni elettriche nei Comuni di Barlassina e Cesano Maderno”. Gli impianti previsti nel progetto, si legge, si integreranno nel paesaggio circostante, per effetto di appositi interventi di mitigazione ambientale; in particolare, saranno implementate opere a verde piantando specie vegetali autoctone. Nella nuova stazione, inoltre, saranno allestite aree verdi mettendo a dimora varietà di alberi e arbusti già presenti in zona.
I progetti di sviluppo per la Lombardia: il Piano Terna al 2034
Gli interventi appena descritti rientrano nel Piano di Sviluppo 2025-2034 di Terna per la Lombardia, che verrà sostenuto da investimenti per quasi due miliardi di euro, da utilizzare nei prossimi dieci anni. Rispetto al precedente Piano di Sviluppo, la cifra rappresenta un incremento significativo (+40% circa); tra le opere che verranno realizzate nel prossimo decennio figurano il collegamento HVDC tra Milano e Montalto, una parte del progetto “Hypergrid” e l’ammodernamento dell’elettrodotto a 220 kV tra Cassano e Chiari; in aggiunta, il Piano prevede il riassetto della rete elettrica di Brescia nonché “nuovi interventi necessari per l’alimentazione dei futuri Data Center previsti in regione”.
Il Piano, presentato a marzo di quest’anno, riguarda in realtà tutta la rete elettrica nazionale e ha tra i suoi principali obiettivi lo sviluppo delle infrastrutture, la risoluzione delle congestioni locali, garantire una risposta più efficiente alle esigenze di rete nonché la stabilità e la sicurezza della rete elettrica.
Tra gli interventi infrastrutturali più significativi c’è, come già accennato, l’elettrodotto Milano – Montalto. Nello specifico, si legge sul sito ufficiale di Terna, sarà un “elettrodotto in corrente continua con una tensione massima di 525 kV e una capacità di 2.100 MW che collegherà Lazio e Lombardia, passando per Toscana, Liguria e Emilia-Romagna, grazie a un tracciato complessivo di circa 500 km, di cui un tratto marino e uno aereo”.
La produzione di energia elettrica in Lombardia
Gli investimenti che consentiranno di adeguare e potenziare il sistema delle reti elettriche presenti in tutta la Lombardia rappresenta uno sforzo a medio e lungo termine, i cui effetti ricadranno su aziende, imprese e utenti privati. Inoltre, gli interventi di ammodernamento e le opere infrastrutturali contribuiranno a potenziare notevolmente un ecosistema – quello lombardo – che vanta diversi primati a livello nazionale.
Dal punto di vista produttivo, ad esempio, la Lombardia è la prima regione d’Italia per produzione di energia elettrica con oltre 46mila GWh (dati Terna relativi al 2023). La regione primeggia anche in segmenti specifici, come la produzione di energia idroelettrica e termoelettrica.
La Lombardia guida le statistiche nazionali anche per quanto concerne il solare fotovoltaico; secondo i dati riportati dall’ultimo rapporto statistico stilato dal GSE (Gestore Servizi Energetici), la regione è prima per numero di impianti (nel 2024, il numero complessivo ha superato i 300mila) e per potenza installata, di poco sotto i 5000 MW a dicembre dello scorso anno, ovvero oltre il 13% del totale nazionale. “L’incremento di potenza registrato nel corso del 2024” – informa il GSE – “ha portato il dato medio nazionale a circa 123 kW per
km2; le regioni che si attestano al di sopra di tale valore sono cinque: Lombardia (208 kW per km2), Veneto (204 kW), Lazio (191 kW), Puglia (187 kW) e Marche (162 kW)”.
Nel Rapporto sono presenti anche i dati regionali ‘scorporati’ per provincia; in Lombardia, è Brescia a detenere il primato per numero di impianti (oltre 64mila), seguita dalle province di Milano e Bergamo. Ai piedi del podio si piazzano Varese (quarta, con circa 32mila) e al quinto posto Monza che, al 31 dicembre 2024, contava 20.961 impianti fotovoltaici attivi sul territorio provinciale.
Prospettive future: gli sviluppi di mercato
Lo sviluppo del fotovoltaico, al pari delle altre fonti energetiche rinnovabili, costituisce uno dei principali incentivi al rinnovamento delle infrastrutture per il dispacciamento e lo stoccaggio delle risorse energetiche. Al contempo, le rinnovabili sono uno dei presupposti di base della transizione energetica, quel complesso processo di affrancamento dalle fonti fossili necessario non soltanto per ridurre l’impatto delle attività domestiche sull’ambiente ma anche per raggiungere una maggiore sostenibilità economica. Questi due aspetti hanno assunto un’importanza crescente anche nel definire le dinamiche di mercato.
Da un lato, infatti, i consumatori hanno sviluppato una maggiore sensibilità verso l’ambiente e la riduzione degli sprechi di risorse energetiche; dall’altro, i rincari e la volatilità dei prezzi ha spinto una cospicua fetta di utenti – soprattutto a seguito della fine del mercato tutelato – verso modelli di fornitura a prezzo fisso. Tra questi, vi è quello flessibile e innovativo proposto da Reset: un servizio a canone mensile ‘bloccato’, ovvero un importo tutto compreso in cui rientrano la quota consumi, gli oneri generali di sistema, le imposte e l’IVA. Il canone è modulato rispetto a tre diverse fasce di consumo, ciascuna delle quali corrisponde ad una quantità di energia accantonata preventivamente dal fornitore per essere poi messa a disposizione dell’utente.
Questo approccio fa dall’azienda fondata da Tommaso Calemme e Anass Tai uno degli operatori più ricettivi rispetto all’evoluzione del mercato ed alle sue prospettive future: i clienti infatti hanno a disposizione un ventaglio di opzioni che consente loro di gestire con maggior serenità il bilancio familiare e le spese energetiche senza risentire particolarmente delle oscillazioni del prezzo dell’elettricità.