Dagli uffici della Polizia locale di Lissone garantiscono che il semaforo, oltre a essere «a norma», viene «collaudato e omologato ogni anno vista la presenza del “Photored”». Ma una schiera di automobilisti è pronta a fare ricorso contro le multe prese perché, garantiscono, le luci di un secondo semaforo pedonale a chiamata «ingannano» chi è al volante.
L’incrocio della discorsi
Pomo della discordia l’incrocio semaforico tra le vie Buonarroti, Vecellio e Sauro, a una manciata di metri dalla parrocchia Madonna di Lourdes. Incrocio teatro in passato di diversi incidenti, controllato oggi da sistemi di rilevamento elettronico che immortalano i veicoli che «bruciano» il rosso, documentando l’infrazione da cui scaturisce poi la salata sanzione: 167 euro è la cifra base, che si riduce a 116,90 euro se pagata entro cinque giorni; se l’infrazione avviene in orario notturno, fra le 22 e le 7 del mattino, il costo sale 222,67 euro. E’ prevista in ogni caso la decurtazione di sei punti dalla patente di guida che viene sospesa da uno a tre mesi alla seconda violazione in un biennio dello stesso tipo.
«Quando mi è arrivata la prima multa mi sono dato del cretino e del fortunato insieme: ero passato con il rosso ma nessuno si era fatto male. Alla seconda però ho iniziato a insospettirmi. Alla terza ho deciso di andare a controllare e ho scoperto l’inghippo…», spiega un artigiano originario della città. Nei giorni scorsi ha segnalato sui social la questione, sollevando un vero e proprio vespaio: una raffica di commenti di automobilisti multati nel medesimo punto e pronti a unirsi nel ricorso contro i verbali elevati dalla Polizia locale.
Ecco il problema
Il problema, denunciano, sorge se si percorre via Buonarroti in direzione del centro città, con via Vecellio sulla sinistra e via Sauro sulla destra.
«Quando il semaforo è rosso, il primo della fila non riesce a vederlo bene perché la linea di arresto è troppo a ridosso del palo. L’occhio va giocoforza al pedonale di fronte, quello di via Sauro».
Che è a chiamata, quindi diventa verde solo nel momento in cui un pedone schiaccia l’apposito pulsante.
«La luce della lanterna è forte e, soprattutto al buio, per un riflesso incondizionato, ti induce a pensare che il “via libera” riguardi anche te che sei al volante. Così parti e la multa è garantita», ha proseguito l’artigiano. Siamo andati a verificare ed effettivamente abbiamo visto due auto finire in fallo nel giro di pochi minuti, nonostante la piena luce del giorno e i pochi veicoli in circolazione nel periodo festivo,
«La preoccupazione non è solo per i soldi ma per il rischio di perdere la patente per mesi: se succedesse a me, non potrei lavorare». Lui dall’avvocato c’è già andato per ricorrere contro gli ultimi due verbali d’infrazione ricevuti e in questi giorni la lista di persone che vuole seguirne l’esempio si sta allungando.
«La soluzione potrebbe essere arretrare di qualche metro la linea di arresto davanti al semaforo di via Buonarroti, così da consentire una migliore visuale delle lanterne», la proposta al Comune.