Fino a sabato

Pietre d’inciampo e deportazione in Brianza: una mostra in biblioteca

Aperte le celebrazioni del Giorno della Memoria che culmineranno con la posa del terzo blocco di ottone posato in corso Marconi

Pietre d’inciampo e deportazione in Brianza: una mostra in biblioteca

È stata inaugurata ieri mattina, martedì 13 gennaio, in biblioteca a Seveso, la mostra “Attivare la Memoria – Pietre d’Inciampo e deportazione in Brianza” che apre ufficialmente le celebrazioni del Giorno della Memoria che culmineranno nella mattina di venerdì 27 gennaio con la posa della terza Pietra d’inciampo in corso Marconi alla memoria di Ezio Angelo Mauri, internato militare italiano.

Pietre d’inciampo e deportazione in Brianza: una mostra in biblioteca

Ed è proprio sulla storia delle Pietre d’inciampo, l’allestimento che i sevesini e gli studenti delle scuole potranno visitare in biblioteca fino a sabato pomeriggio con un focus sui quasi 500 brianzoli che passarono per i campi di sterminio o morirono nei campi di prigionia nel periodo della Seconda guerra mondiale.

“È una mostra che spiega bene cosa sono le Pietre d’inciampo, per ridare voce e nome a chi non c’è più. È il terzo anno che a Seveso aderiamo a questa iniziativa che ci ha permesso di scoprire e raccontare bellissime storie di gente che ha vissuto sul territorio. La biblioteca si conferma inoltre il luogo ideale in cui presentarla. Chi ci passa anche solo per prendere in prestito un libro è invitato a fermarsi qualche minuto in più per consultare i pannelli esposti e osservare le fotografie. Raccontano storie e vicende di personaggi vicini a noi che meritano di essere conosciute anche a ottant’anni di distanza”, spiega l’assessore alla Cultura Michele Zuliani.

Mostra realizzata dal presidente del Comitato per le Pietre d’inciampo

“Si tratta di una mostra nata dall’esperienza del Comitato per le Pietre d’inciampo di Monza Brianza, allarga la definizione di deportato che in Italia è diversa da quella europea e non riguarda solo la razza ebraica ma anche la deportazione militare, di chi si rifiutò di combattere per la Germania nazista dopo l’armistizio. È una mostra rivolta principalmente ai giovani, realizzata da Fabio Lopez, presidente del Comitato, che ha il pregio di raccontare tante storie locali non solo di deportati ma anche di chi ha salvato persone dalle deportazioni e dalle violenze e il mio primo pensiero va alle Aquile Randagie, gli scout che si ribellarono al regime”, dice Roberta Miotto del Comitato Pietre d’inciampo Monza Brianza

La mostra è aperta oggi, mercoledì, e giovedì, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18, venerdì dalle 9 alle 12, e sabato dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18. L’esposizione rappresenta anche un primo passo d’inizio di un percorso verso le celebrazioni a Seveso del 25 Aprile che quest’anno sarà dedicato alla figura di don Aurelio Giussani, il prete nato a Baruccana di Seveso che salvò molti perseguitati nazifascisti.