Inizio d’anno soffocante per Monza, sotto il profilo dell’inquinamento atmosferico.
Smog, l’anno nuovo parte già oltre i limiti
In undici giorni, da capodanno, la concentrazione nell’aria di Pm10 e di Pm2,5 (i particolati più pericolosi per la salute) ha superato più volte i limiti di legge, complici il traffico veicolare, i botti di inizio anno, il freddo e l’alta pressione con bel tempo. Conta anche l’elemento fisico rappresentato dalla pianura padana, che favorisce la stagnazione degli inquinanti al suolo se non c’è sufficiente ventilazione.
I dati della centralina
I dati della centralina di Arpa Lombardia sita in via Machiavelli parlano chiaro. La legge fissa per il Pm10 un valore limite giornaliero di 50 microgrammi (un microgrammo è un milionesimo di grammo) al metro cubo. Ammessi 35 giorni l’anno di sforamento oltre 50. La media annua dev’essere al massimo 40.
Ebbene, valori medi giornalieri superiori a 50 sono stati rilevati a Capodanno (164), venerdì 2 (52), giovedì 8 (66), venerdì 9 (68), sabato 10 (61: ultimo dato disponibile a ieri, lunedì). Gli altri giorni comunque fra 39 e 47. Con ciò, ci siamo giocati già cinque giorni su 35 possibili di sforamento. E siamo neanche a metà gennaio.
Il Pm10
In provincia di Monza Brianza la media annua di Pm10, secondo i dati Arpa, è andata calando col tempo: dai 53 microgrammi al metro cubo del 2006 si è arrivati ai 33 del 2022 (ultimo dato disponibile), con una punta minima di 28 nel 2021. Non c’è comunque da stare allegri: la media annua è sotto ai limiti della legge italiana ma, appunto perché è una media, significa giorni con pochissimo Pm10 nell’aria e giorni con picchi molto alti. Peraltro l’Organizzazione Mondiale per la Sanità raccomanda limiti ben più restrittivi per il Pm10: 45 di media giornaliera e 15 di media annuale. In provincia di Monza e Brianza i 35 giorni all’anno ammessi di sforamento per il Pm10 sono sempre stati superati, ogni anno, dal 2006 al 2022 (dati Arpa): ad esempio sono stati ben 145 giorni nel 2006, 130 nel 2007, 121 nel 2011, 96 nel 2012, 88 nel 2015, 86 nel 2017, 78 nel 2022. Il minimo è stato 44 giorni nel 2021.
Il Pm2,5
Quanto al Pm2,5, di dimensioni più piccole e quindi più pericoloso per la sua maggiore capacità di fissarsi nell’apparato respiratorio, il valore limite di media annua è 25 microgrammi al metro cubo (non c’è un valore limite giornaliero). Ebbene, in via Machiavelli, i valori rilevati da Capodanno a sabato 10 (ultimo dato disponibile a ieri) sono stati tutti sopra 33 (il minimo, registrato martedì 6) con la punta di 145 di capodanno. Venerdì 9 e sabato 10 il Pm2,5 è stato rilevato a livello 58.
L’Oms raccomanda, per il Pm2,5, una media giornaliera massima di 15 e una media annuale di 5. A Monza siamo molto sopra questi dati.
L’esposizione prolungata nel tempo anche a bassi livelli di Pm10 e Pm2,5 è associata all’aumento di disturbi respiratori come tosse e catarro, asma, diminuzione della capacità polmonare, riduzione della funzionalità respiratoria e bronchite cronica insieme ad effetti sul sistema cardiovascolare.
Non sono disponibili i dati delle cinque centraline che misurano il Pm10 e il Pm2,5 posate a giugno 2024 da Acinque d’intesa col Comune (assessora era Giada Turato) e col Comitato Aria Pulita. Le centraline sono in largo Mazzini e agli incroci Adda-Mameli, Lecco-Libertà-Cantore, Cavallotti-Pelletier e Taccona-Baradello. L’assessora all’Ambiente, Arianna Bettin, a novembre ha sostenuto l’inopportunità di pubblicare i dati perché queste centraline, disse, «sono in funzione ma non sono come quelle di Arpa, sono semplici sensori che non rispettano i medesimi parametri. Quindi non forniscono dati comparabili a quelli Arpa. Non restituiscono un dato certificato. La scelta condivisa coi tecnici è quella di utilizzare questi dati, altrimenti di difficile interpretazione, come riferimento interno, rispetto alle zone in cui sono collocate».
“Manca il coraggio”
Nuccio Nasca, referente del Comitato Aria Pulita, però, non ci sta: «Questa amministrazione non ha il coraggio di pubblicare i dati. Potrebbe segnalarli sui tabelloni elettronici che ci sono in giro. Non ha nemmeno il coraggio di prendere provvedimenti per abbassare gli inquinanti. Stop alla circolazione, controlli serrati su chi circola (i furgoni sono tutti in regola, per esempio?), multe, se serve. Non vale il discorso che Monza da sola può far poco perché è dentro il bacino padano: il sindaco è il primo responsabile della salute dei suoi cittadini. Se non fa niente, rischia una denuncia». Cosa fare? «Si potrebbe pensare di vietare la circolazione all’interno della cerchia Visconti-Manzoni-Appiani; fare accordi coi supermercati per far parcheggiare lì le auto in arrivo dalla Brianza o da Milano nei giorni feriali, quando i piazzali sono semivuoti; istituire navette verso il centro; incentivare il pedibus verso le scuole. I controlli sulle caldaie vengono fatti? Serve iniziare, far vedere che si ha a cuore la salute, poi le cose si possono affinare con l’esperienza».