E’ morto ieri, mercoledì 14 gennaio, a 91 anni, don Giovanni Tremolada, il prete “onorato e orgoglioso di essere cittadino e sacerdote cesanese”, come diceva sempre. Si è spento all’Hospice di Giussano.
E’ morto don Giovanni Tremolada
Nato a Cesano Maderno il 17 giugno 1934, ordinato sacerdote il 21 giugno 1958 dal cardinale Giovanni Battista Montini, don Giovanni Tremolada era residente in città, a due passi dalla chiesa parrocchiale di Santo Stefano, dal 1982.
E’ stato vicerettore del seminario arcivescovile di Milano, a Venegono Inferiore, dal 1958 al 1963, quindi vicario parrocchiale a Busto Arsizio, parrocchia di San Giovanni, fino al 1966, e poi primo parroco di Bariana a Garbagnate Milanese per dieci anni, dal 1966 al 1976. Dal 1977 al 1982 è stato primo responsabile dell’Ufficio di Curia per la Pastorale del Turismo, quindi collaboratore della Segreteria per la Visita Pastorale del cardinale Carlo Maria Martini (dal 1982 al 2001). Tra gli altri incarichi ricoperti quello di consulente ecclesiastico per i programmi Rai di Milano (1995-2010) e di cappellano dell’aeroporto di Linate per venticinque anni (1985-2010). Era il cappellano dell’Associazione Anziani cittadina.
“E’ stato tutto un dono di Dio”
Don Giovanni ha esercitato il ministero sacerdotale per quasi settant’anni. E pensare che, per sua stessa ammissione in occasione del sessantesimo di ordinazione sacerdotale, “da giovane non avrei mai immaginato di arrivare alla mia attuale età”: “E’ stato tutto un dono di Dio”, aveva confessata dal pulpito della chiesa di Santo Stefano durante l’omelia chiusa dall’applauso dei fedeli. Una celebrazione in cui aveva riannodato il filo dei ricordi, condividendo pensieri ed emozioni: “Sono grato al Signore di celebrare il mio sessantesimo a pochi mesi dalla canonizzazione del cardinal Gian Battista Montini: è stato l’Arcivescovo di Milano che è stato Pontefice per quindici anni, il padre del mio sacerdozio, perché è stato lui ad ordinarmi. Di lui conservo un’immagine manoscritta il 27 maggio 1958, nel nostro primo incontro nel seminario di Venegono, che recita ‘Magnificat anima mea Dominum’, la frase che ha segnato tutto il mio sacerdozio: per me ha il valore di una reliquia”.
E se Montini è stato il suo “padre spirituale”, monsignor Emilio Meani, don Carlo Andreoni, don Carlo Mariani e don Pasquale Ripamonti sono stati invece i sacerdoti che, durante il loro ministero a Cesano Maderno, lo hanno accompagnato nei dodici anni di seminario: “Verso di loro conservo un debito di riconoscenza incancellabile”, diceva.