Un urlo di stupore, seguito da un lungo e caloroso applauso.
Le antiche pitture del ponte di San Rocco rinascono per… Sant’Antonio
È stata questa la reazione spontanea della folla quando, ieri sera, venerdì 16 gennaio, le antiche pitture del ponte di San Rocco, a Vimercate, sono tornate simbolicamente in vita grazie a una suggestiva proiezione che ha aperto ufficialmente la Sagra di Sant’Antonio.
Il “Sogno nel tempo” diventa realtà grazie ai fratelli Gianni
In tantissimi si sono radunati per assistere a quello che è stato definito da tutti un momento unico, non a caso intitolato “Sogno nel Tempo”.
L’evento ha saputo unire emozione, storia e tecnologia, riportando l’attenzione su uno dei simboli più rappresentativi di Vimercate. Un progetto nato dalla profonda passione per la storia locale, dalla volontà di valorizzare ulteriormente il ponte romano, simbolo della città, e dalle capacità artistiche di tre fratelli benemeriti: Stefano, Giovanni ed Emilio Gianni.
“Da un santo all’altro”, perché l’edizione di quest’anno è stata dedicata alle “Pitture dimenticate sul ponte di San Rocco”, affreschi ottocenteschi oggi appena visibili ma che per tanto tempo hanno accolto chi entrava in città dalla porta orientale, quella di Moriano. Il progetto artistico e storico ha preso forma subito dopo la chiusura della Sagra 2024 ed è stato curato dall’architetto Rossella Moioli, presidente di Pro Loco, diventando realtà grazie a un meticoloso lavoro di ricerca, ricostruzione storica e sensibilità artistica dei fratelli Gianni.
Le pitture dell’Ottocento andate perse
Le pitture originali, realizzate a metà del XIX secolo dall’artista milanese Gaetano Barabini, raffiguravano una Madonna centrale, celebrata come ringraziamento per la cessazione della peste secentesca di manzoniana memoria. Accanto a lei, Santo Stefano, San Rocco in abiti da pellegrino, e un’ulteriore figura, forse San Cristoforo, protettore dei viandanti, oppure San Giuliano l’Ospedaliere, a cui è dedicato anche un altare nella chiesa di Santo Stefano. Figure, gesti e colori dell’epoca sono stati ricostruiti con grande attenzione e presentati per la prima volta venerdì sera, insieme ad altre opere dei tre fratelli dedicate a Vimercate, al centro storico e al ponte.
Visibilmente emozionato Emilio Gianni, uno dei tre fratelli, ha voluto ringraziare chi ha reso possibile l’iniziativa:
“Ringraziamo l’Ufficio Tecnico del Comune. Ringraziamo Lorenzo Baggio che ci darà la disponibilità in questo appartamento di fronte al ponte per fare le proiezioni. Ringraziamo gli Alpini per la loro presenza. Ringraziamo tutti. Questo è davvero un momento importante”.
I complimenti del sindaco
Parole condivise anche dal sindaco Francesco Cereda, che ha sottolineato il valore simbolico e culturale dell’evento:
“L’esperimento riporta in vita gli affreschi del Ponte, simbolo più rappresentativo della nostra città. Ringrazio i fratelli Gianni perché la tecnologia ha fatto il suo, ma la ricostruzione è stata possibile grazie al loro lavoro”.
Il senso storico del progetto
A spiegare il senso storico dell’intervento è stata la presidente della Pro Loco e curatrice del progetto, Rossella Moioli:
“Tutti si sono chiesti perché non ridipingere direttamente il ponte… ora capirete, anticamente accoglieva chi proveniva da Moriano alla città. L’intento era riassumere a chi arrivava la storia della città. Vediamo San Rocco sulla sinistra con la ferita sulla gamba e il cane, protettore dei malati di peste, via Cavour anticamente si chiamava via San Rocco. Poi abbiamo Santo Stefano, la nostra chiesa plebana. PLa Madonna con il Bambino, probabilmente la Madonna che ha liberato la città dalla peste. Poi due santi, uno è inginocchiato potrebbe essere colui che ha pagato per gli affreschi in ricordo dell’usanza medievale di rappresentare i committenti e poi nella scelta dei nostri autori San Cristoforo, i piedi si trovano nell’acqua, ma gli manca il bambino. L’idea di ridipingere un ponte è un’operazione che non viene più considerata; in questo modo, grazie al digitale, abbiamo la possibilità di proseguire gli studi e dare più interpretazioni su ciò che realmente era stato dipinto”.
La proiezione si può ammirare ogni giorno, al calar del sole, fino a fine marzo.
GUARDA LA GALLERY (6 foto)