E’ stata identificata la donna trovata senza vita nella notte tra il mercoledì 7 e giovedì 8 gennaio 2026 nell’area dell’ex Enel di via Galvani, a Monza. Era originaria dell’Ucraina e aveva 31 anni.
Identificata la donna trovata senza vita
Il suo corpo era stato rinvenuto adagiato su un materasso e occultato sotto uno spesso strato di coperte, nel cuore della notte dagli agenti della Polizia di Stato, intervenuti in seguito a una chiamata effettuata da un uomo che ne segnalava la presenza. Gli agenti della Squadra Mobile e del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica della Questura di Monza e della Brianza avevano fatto irruzione nell’immensa area dismessa (struttura ormai fatiscente e che viene spesso utilizzata da persone senza fissa dimora come rifugio), intorno all’1 di notte. La donna era adagiata su un giaciglio di fortuna. Con sé non aveva alcun documento.
Le ferite sul volto
Il volto presentava alcuni segni sulla cui natura si sono concentrate le attività investigative. Nella mattinata del 10 gennaio è stata effettuata l’autopsia che, allo stato, non ha escluso che le lesioni riscontrate, tenuto conto della loro morfologia, possano essere ragionevolmente ricondotte a morsi di animali. Sono comunque in corso ulteriori accertamenti di natura tossicologica e istologica, ritenuti indispensabili al fine di accertare con precisione le cause del decesso. Le indagini della Polizia di Stato proseguono sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria.
Il ritrovamento nell’ex Enel
Il corpo senza vita della donna è stato infatti trovato all’interno dell’ex Enel, enorme stabilimento in disuso da decenni e che versa in un grave stato di degrado: le innumerevoli finestre che si affacciano tanto su via Galvani, quanto su via Pacinotti, sono tutte in frantumi. Pochi anni fa, dopo la caduta di calcinacci, sono state posizionate delle paratie a protezione, tuttora presenti. Il pesante cancello d’accesso è «blindato», ma i varchi per potervi accedere comunque non mancano. E i segni del passaggio delle persone senza fissa dimora sono visibili attraverso le finestre rotte: coperte, tavoli, sedie e bottiglie di plastica abbandonate.