Iniziativa

La messa alla Stazione? Si dice (anche) in singalese

Una volta al mese la messa nella chiesina di via Volta viene animata dai cattolici dello Sri Lanka: "Un modo per favorire la partecipazione"

La messa alla Stazione? Si dice (anche) in singalese

Il multietnico quartiere della Stazione di Carnate, si sa, è da sempre un intenso crocevia di culture e comunità di diversa provenienza. Da qualche tempo, però, quella dello Sri Lanka qui non ha trovato solo “casa”, ma anche una chiesa. Già, perché da novembre, per un sabato al mese, la chiesina di via Volta ospita una messa molto particolare, officiata interamente in singalese proprio per favorire l’integrazione dei cattolici asiatici che vivono a Carnate e nei dintorni.

La messa alla Stazione si dice (anche) in singalese

Un’iniziativa, quella messa in campo dal parroco don Cristiano Carpanese che nasce proprio dall’incontro con i referenti della comunità dello Sri Lanka, piuttosto numerosa e ben inserita in paese:

“Durante le benedizioni natalizie ho girato per il quartiere e qui sono stato accolto da un numero significativo di famiglie cattoliche, immigrate dallo Sri Lanka – spiega il parroco – Sono cattolici che vivono già la vita comunitaria e partecipano anche alla messa domenicale. Però molti di loro faticano ancora a capire bene l’italiano, specialmente gli adulti di prima generazione, quindi ho pensato di lanciare questa proposta e dar la possibilità di celebrare una messa in lingua singalese con l’obiettivo di favorire di più la partecipazione e facilitare la comprensione del rito”.

L’iniziativa del parroco

Detto, fatto. Don Cristiano, grazie alla mediazione dei residenti, ha preso contatto con il cappellano della comunità cattolica srilankese della Diocesi di Milano, padre Prinky Rosan Appuhami, che ha accolto di buon grado l’iniziativa. E così, anche questo sabato, la chiesa della Stazione è stata animata dai fedeli singalesi “che vivono la fede cattolica in maniera davvero molto intensa”. La proposta del sacerdote, peraltro, è di enorme valenza anche sociale, specialmente in un quartiere, quello della Stazione, storicamente abitato da extracomunitari e in cui la convivenza non è sempre facile, come dimostrano anche i recenti fatti di cronaca.

Un luogo di grande valenza sociale

Nel cuore della multiculturalità, dunque, ecco un segnale importante, ma anche una mano tesa all’integrazione che arriva direttamente dalla parrocchia. E infatti, il luogo scelto, la chiesina di via Volta, non è certo casuale:

“Qui vicino vive la maggior parte dei cittadini singalesi, ma è anche accanto alla ferrovia e questo permette di partecipare alla messa anche chi arriva da fuori paese. I primi due sabati sono andati molto bene: ci auguriamo di proseguire su questa strada, affinché anche i fedeli dello Sri Lanka si sentano protagonisti e coinvolti in questa comunità che appartiene a tutti. Anche perché ho chiesto loro di contribuire concretamente a tenere in ordine la chiesa, dando una mano alle volontarie già in servizio: un primo passo verso un’integrazione sempre più concreta”

“Un quartiere promettente”

Del resto lo aveva proprio detto don Cristiano una volta insediatosi come nuovo parroco pochi mesi fa:

“La Stazione non la considero una zona problematica: tutt’al più è un punto del nostro territorio che definirei promettente, dove va ricreata una nuova socialità con l’aiuto di tutti”.

E così sarà. Amen.