Tragedia

Malore nel sonno, Stefano se ne va a soli 32 anni

L'improvvisa morte del giovane; chiesa gremita ai funerali.

Malore nel sonno, Stefano se ne va a soli 32 anni

Era uno sportivo, giocava a calcio. Il suo cuore era sano e forte. Eppure quel cuore lo ha tradito, strappandolo per sempre all’amore dei famigliari e dei tanti amici che venerdì scorso hanno letteralmente gremito la chiesa parrocchiale di Agrate Brianza per dargli l’ultimo saluto.

Stefano aveva 32 anni

Stefano Riera se ne è andato una notte della scorsa settimana a soli 32 anni. Un malore lo ha colpito nel sonno. Vani, purtroppo, i tentativi di rianimarlo.

Stefano Riera

L’amore con Giorgia

Cresciuto ad Agrate, era magazziniere in una ditta. Proprio qui aveva conosciuto Giorgia, una collega con cui era nato l’amore. Prima il fidanzamento e poi la convivenza, sognando anche un figlio.

Il malore improvviso

Sono lei e Andrea, il fratello di Stefano, a raccontare quanto accaduto.

“Stefano non aveva mai avuto problemi di salute né, tantomeno, di cuore – spiegano – La scorsa settimana aveva una semplice influenza”.

Nulla lasciava presagire quanto poi accaduto.

“Eravamo a letto – prosegue Giorgia – Io ero sveglia, lui dormiva. Improvvisamente ha incominciato a respirare male”.

Il soccorso dei famigliari

E poi la situazione è precipitata. Giorgia ha chiesto aiuto ai genitori di Stefano, papà Umberto e mamma Angela, che abitano nello stesso stabile.

Non c’è stato nulla da fare

I famigliari hanno subito incominciato le manovre di rianimazione. Poi l’arrivo dell’ambulanza e la corsa in ospedale. Il 32enne ha lottato, ma alla fine il suo cuore ha ceduto definitivamente. E inspiegabilmente. Lasciando la famiglia e i tanti amici in un dolore incolmabile.

La passione per il calcio e il sorriso stampato in faccia

“Stefano era una persona buona, solare, con il sorriso stampato in volto, sempre disponibile ad aiutare gli altri – raccontano ancora i famigliari – Era uno sportivo, appassionato di calcio. Fino ai vent’anni aveva giocato nella squadra della “Speranza”, poi aveva proseguito con l’immancabile partita settimanale a calcetto con gli amici”.

E, ancora, la passione per gli orologi e per la sua auto, che nessuno poteva toccare.
Venerdì scorso, come detto, i funerali (vedi articolo qui sotto). Il prossimo 12 febbraio, in occasione del primo mese dalla scomparsa, la messa in suffragio, voluta dalle “mamme del ’93”, l’anno di nascita di Stefano e degli ex compagni di calcio della “Speranza”.

Il funerale con i Red Hot Chili Peppers

La chiesa di Sant’Eusebio venerdì  non è riuscita a contenere le centinaia di persone che hanno affollato anche il sagrato per far sentire l’abbraccio ai famigliari del 32enne.

Tra loro, oltre ai parenti, c’erano gli amici di sempre, i conoscenti, i colleghi di lavoro, i suoi ex compagni di squadra della “Speranza”, quelli del calcetto, e tutti coloro che lo conoscevano e gli hanno voluto bene. Una cerimonia toccante presieduta dal parroco, don Matteo Galli, e culminata con le note di “Snow”, dei Red Hot Chili Peppers, la canzone preferita del 32enne che ha accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa.

I ricordi

“Signore perché la giovane vista di Stefano si è spezzata così? – ha sottolineato nel suo intervento di saluto la sua storica catechista – Non siamo preparati ad un distacco così doloroso e violento. Tante volte durante i nostri incontri di catechismo, con Stefano, abbiamo parlato di te che doni la vita, di te che sei il Signore della Vita. Oggi la nostra fede vacilla, non siamo più cosi sicuri. Signore perdonaci. Ma quando vorrai rispondi alle domande del nostro cuore: Signore, perché?”.

“Quanto è successo ci ha sconvolti nel profondo del cuore – ha aggiunto un altro amico al termine delle esequie – Ricordo in particolare la tua voce nelle scale di casa nostra in montagna, quando mi urlavi: Sandro arrivo. Siamo sicuri che sarai sempre accanto ad Angela, Umberto, a tuo fratello Andrea e alla tua amata Giorgia e a tutti quelli che ti vogliono bene”.

Parole cariche di commozione anche quelle pronunciate da un’amica del 32enne.

“Vogliamo ricordarti per quanto, in questi anni, ci hai fatto ridere perché tu avevi questo dono: ti bastava poco per essere felice. E riuscivi a far sorridere tutti. Un prato verde, un pallone e i tuoi amici. Questo era il tuo mondo. E ridevamo sempre perché eri capace di prenderti in giro per primo e trasformare anche la cosa più stupida in un momento da ricordare. Sei stato l’amico perfetto che tutti sognano di avere: disponibile, educato, mai invadente e sempre sorridente con tutti. Oggi uno degli scherzi più grandi ce l’hai fatto tu. Uno scherzo che non fa ridere, ma che ci ricorderà sempre quanto eri importante. Ora possiamo dedicarti uno di quegli applausi come se fosse per un goal al novantesimo. Ti vogliamo bene, i tuoi amici”.