Incredibile

Centinaia di “like” sospetti, il Comune annulla il concorso per la vetrina natalizia più bella

Amministrazione comunale costretta a cancellare il contest natalizio tra i negozi che metteva in palio mille euro al primo classificato

Centinaia di “like” sospetti, il Comune annulla il concorso per la vetrina natalizia più bella

L’intento era più che nobile: creare una bella atmosfera natalizia con entusiasmo e creatività invitando i commercianti di Lesmo a partecipare al concorso “Natale in Vetrina”. E, per incentivare l’adesione, sul piatto c’erano ben 1.500 euro che i primi tre classificati si sarebbero spartiti (mille al primo, trecento al secondo e duecento al terzo classificato).

Like sospetti, concorso annullato

I soldi, però, fanno gola e così lo spirito natalizio è andato ben presto a farsi benedire; tanto che l’Amministrazione comunale guidata da Sara Dossola, a seguito della decisione del comandante della Polizia locale, Luciano Alberto, si è vista costretta ad annullare il contest.

Il motivo? «Like» farlocchi ,ottenuti in maniera poco trasparente su Facebook, da parte di alcuni partecipanti. E, inevitabilmente, la magia del Natale appena trascorso si è spenta lasciando il posto a «un tutti contro tutti» che ha per protagonisti da una parte alcuni commercianti e dall’altra proprio l’Esecutivo di centrosinistra.
Per capire cosa è successo bisogna tornare agli inizi di dicembre, quando venne lanciato il contest, al quale hanno partecipato 14 esercenti.

Le segnalazioni arrivate in Comune

Come aggiudicarti i primi tre premi? Ottenendo più «like» su Facebook. E qui sono iniziate le magagne perché, pochi giorni prima di Natale, alcuni dei partecipanti, oltre ad alcuni cittadini, hanno notato che c’era chi, come il centro estetico «Freedom of Beauty» di via Morganti, aveva già ottenuto una valanga di «mi piace» ritenuti sospetti.
Molti “pollici blu” rimandavano a profili di persone straniere e senza alcun legame apparente con il territorio e con il contest. Senza contare che molti altri profili sembravano falsi.
Non solo; in Comune sono arrivate altre segnalazioni riguardanti presunte violazioni al regolamento; in particolare alcuni commercianti avrebbero pubblicato più foto (il regolamento ne prevedeva solo una) e solo della vetrina (alcuni hanno inserito altri particolari).

A quel punto gli uffici comunali, una volta ricevute le prime segnalazioni, pochi giorni prima di Natale hanno cercato di correre ai ripari e di metterci una pezza, chiedendo ai partecipanti di sottoscrivere un documento con il quale dichiaravano di non aver comprato «like».

La scorsa settimana è arrivato il colpo di scena e la decisione dell’Amministrazione comunale di sospendere e annullare l’iniziativa.

Iniziativa annullata

“L’Amministrazione ha proceduto ad una attenta valutazione complessiva della procedura e del regolamento – si legge nella missiva inviata ai partecipanti e firmata dal comandante della Polizia locale Luciano Alberto – In particolare le osservazioni ricevute hanno evidenziato criticità legate all’ottenimento di “like” attraverso iniziative di natura commerciale connesse all’acquisto di prodotti o servizi e criticità interpretative del regolamento riguardanti i requisiti di partecipazione”.

Per questo motivo i premi previsti non sono stati assegnati. «La decisione assunta risponde all’esigenza di garantire correttezza, trasparenza e uniformità di trattamento tra i soggetti coinvolti, evitando il rischio di contenzioni e contestazioni» si legge sempre nella missiva di Alberto.

“Lesi i nostri diritti”

Una decisione, che, però, dicevamo, ha scatenato la dura reazione di Pierangelo Teruzzi, titolare dell’omonima cartoleria e merceria di via Marconi, classificatosi al terzo posto nella classifica poi annullata con 459 interazioni (dietro ai vincitori di “Freedom of Beauty” che hanno ottenuto 580 like e “Vp 360 Hair&Senses” con 503 like).

“Io contesto la decisione di annullare il contest perché in questa maniera sono stati lesi i diritti di coloro che invece hanno ottenuto “like” in maniera pulita e onesta – ha sottolineato il titolare della cartoleria e merceria – Non punto il dito contro nessuno e non giudico nessuno dei partecipanti ma dico solo che il Comune ci ha fatto firmare una dichiarazione di responsabilità sui “like”. Se il Comune avesse ravvisato irregolarità da parte di qualche partecipante allora sarebbe dovuta scattare la squalifica solo di coloro che si sono resi responsabili di questi comportamenti e non di tutti. Invece hanno deciso di punire tutti e così non va bene. Aggiungo anche che io avrei dato questo soldi in beneficenza. Non si tratta dei premi ma di correttezza. A questo punto ho chiesto al sindaco Dossola e all’assessore Valentina Labia di trovare un modo per destinare questi soldi in beneficenza”.

“Nessun like comprato, noi vittime… “

Ma i colpi di scena non finiscono qui. Infatti abbiamo interpellato anche Chiara Spadacini, titolare del centro estetico accusato di aver acquistato i “mi piace”. L’estetista di via Morganti, in realtà, ha respinto tutte le accuse a suo carico sottolineando di non conoscerne la provenienza.

“Come ho detto al sindaco e all’assessore mi sono ritrovata dei “like” da parte di gente che non conosco – ha sottolineato Spadacini – Non ho comprato nulla sui Social. Avevo fatto delle sponsorizzazioni della pagina Facebook in passato ma non ho comprato “like”. Anzi, sono convinta di essere vittima della cattiveria di qualcuno. Preferisco non aggiungere altro, ma ho fornito alcune ipotesi agli amministratori comunali di cosa possa essere successo. Ho anche proposto al sindaco di confermare la classifica in maniera da poter destinare in beneficenza i mille euro».
«A fronte delle accuse reciproche lanciate dai commercianti abbiamo sospeso il concorso – ha sottolineato il sindaco – Capisco Arcore che ha realizzato un concorso simile al nostro e che, però, ha deciso di mettere come premi i cesti di frutta. Per il resto preferisco non aggiungere altro”.

L’attacco di Zita

Nel frattempo il consigliere di opposizione Luca Zita ha attaccato l’Esecutivo.

“Offrire un “premio” in denaro per manifestazioni di festività, che ricadono in una cornice magica, gioiosa e che ricalca le nostre tradizioni, all’interno di una collettività che cerca ogni giorno di mantenere unità e coesione, non fa altro che incentivare la competizione e la divisione, creando tali incresciosi episodi – ha sottolineato Zita – Sono state numerose le proposte provenienti dalle diverse associazioni che operano sul territorio, proposte che sono state respinte o ostacolate dall’Amministrazione, che ha dimostrato, ancora una volta e contro lo spirito di unità e coesione, il suo carattere accentratore, che mal si concilia con la buona politica. Concorso mal gestito e mal organizzato e che, dunque, ha portato ad un esito fallimentare”.