L'addio

Il mitico «Pit Stop Cafè» ha abbassato la serranda

Il titolare Giacomo «Jazz» Paleari: «Tra età ed esigenze familiari, era difficile sostenere un’attività che chiudeva alle tre del mattino»

Il mitico «Pit Stop Cafè» ha abbassato la serranda

Vedano al Lambro perde uno dei suoi luoghi più rappresentativi. Dopo 25 anni di attività, feste, musica e convivialità, il «Pit Stop Café» ha chiuso definitivamente le porte. L’addio è andato in scena sabato 17 con una lunga e partecipata festa finale, capace di riunire clienti storici, amici e appassionati arrivati anche da fuori provincia per salutare quello che, per molti, non è mai stato soltanto un bar.

La festa di addio

«Ho deciso di chiamare chi, negli anni, ha fatto musica dal vivo al “Pit” per un ultimo saluto – racconta Giacomo Paleari, per tutti “Jazz” – Musicisti e artisti convocati senza un programma preciso, ma con tanta voglia di esserci. Abbiamo aperto al mattino e chiuso alle sei del giorno dopo. È stata una giornata bellissima: ho rivisto persone che hanno fatto parte del “Pit”, amici lontani che ci eravamo persi e che si sono ritrovati per un ultimo abbraccio».
La chiusura era stata annunciata sui social con un messaggio semplice ma carico di significato: un ultimo «pit stop» prima della fine, tra birra, musica dal vivo e ricordi, per celebrare un’avventura imprenditoriale e soprattutto umana durata un quarto di secolo. Negli anni il «Pit Stop Café» è diventato un punto di riferimento non solo per Vedano, ma per tutta la Brianza. Celebre durante i giorni del Fuori GP di Monza, quando si trasformava in tappa obbligata per tifosi e appassionati di Formula 1, il locale ha saputo costruire una propria identità anche oltre il motorsport. Concerti live di ogni genere, serate del venerdì e del sabato, cabaret e stand up comedy hanno reso il «Pit» un luogo inclusivo e trasversale.

«A malincuore abbiamo accettato l’offerta di un nuovo investitore»

«Il Pit Stop nasce in un piccolo spazio a Vedano, grazie alla vicinanza con l’autodromo e alla passione per i motori – spiega Jazz – Il sogno era portare un pilota nel locale, e negli anni ci siamo riusciti: l’auto appesa al muro è piena di autografi, da Trulli a Simoncelli. Nel 2011 ci siamo trasferiti qui, ampliando l’offerta musicale e artistica, anche negli spazi esterni d’estate».
Il motivo della chiusura è legato al tempo che passa: «Dopo 25 anni, tra età ed esigenze familiari, era difficile sostenere un locale che chiudeva alle tre del mattino. A malincuore abbiamo accettato l’offerta di un nuovo investitore. Durante la Formula 1 eravamo un’esplosione: ricordo un record di quasi 3mila litri di birra in tre giorni».
La notizia ha suscitato grande commozione. Sui social sono arrivati messaggi anche da chi oggi vive altrove, ma conserva ricordi indelebili. Perché, come recita il post di addio, «il Pit Stop non è stato solo un bar. È stato casa».
Con la sua chiusura se ne va un pezzo di comunità, ma resta il rumore di 25 anni vissuti a tutto volume.