Collutori: come scegliere davvero quello giusto secondo i dentisti del Centro Medico Brianza

Orientarsi tra principi attivi, indicazioni e reali benefici per la salute orale non è facile

Collutori: come scegliere davvero quello giusto secondo i dentisti del Centro Medico Brianza

Capita spesso che, davanti allo scaffale dei collutori, i pazienti si sentano spaesati. Colori, promesse, ingredienti diversi: scegliere non è semplice. «E infatti non dovrebbe essere il paziente a farlo da solo», premette il dottor Andrea Ormellese, odontoiatra del Centro Medico Brianza di Cornate d’Adda, che insieme al collega dottor Gianluca Santoni ha accettato di fare chiarezza per i lettori di Primamonza.
«Il collutorio può essere utile, ma solo se inserito nel contesto giusto e con un’indicazione precisa», aggiunge il medico.
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha dedicato molta attenzione ai collutori, analizzando ingredienti, concentrazioni e reali benefici. Il quadro che emerge è articolato: non tutti i prodotti funzionano allo stesso modo e non tutti servono alle stesse persone.

Clorexidina: efficace, ma da usare con criterio

Ormellese parte dai collutori con clorexidina. «È il principio attivo più studiato in assoluto – rivela -. Sappiamo che riduce la placca in modo significativo quando affianca le normali manovre di igiene orale».
Le evidenze mostrano anche un miglioramento dell’infiammazione gengivale dopo alcune settimane di utilizzo.
Il dottor Santoni aggiunge però un punto importante: «Non è un prodotto da usare a lungo o senza controllo. Ha un ruolo preciso, soprattutto nei pazienti con gengiviti o dopo interventi chirurgici. Ma non è pensato per chi ha già una bocca sana».
Le ricerche, infatti, indicano che nei soggetti a basso rischio di carie o con parodonto in salute il beneficio è minimo, mentre l’uso prolungato può alterare l’equilibrio del microbioma orale.

Fluoro: un aiuto soprattutto per i più giovani

Altro capitolo fondamentale è quello dei collutori al fluoro. «Sono consigliati da tempo per la prevenzione della carie, soprattutto nei bambini e negli adolescenti», ricorda Ormellese. Le prove più solide riguardano proprio la riduzione delle carie nei denti permanenti dei più giovani quando il prodotto viene usato quotidianamente.
Negli adulti, invece, i dati sono meno consistenti: «Questo non significa che non funzionino», precisa Santoni, «ma che l’efficacia è più evidente in chi ha un rischio carioso elevato o in determinate condizioni cliniche. Anche qui, serve una valutazione personalizzata».

Oli essenziali: opzione “naturale” che può funzionare

Molti pazienti chiedono alternative percepite come più “dolci”. I collutori agli oli essenziali, per esempio, sono tra i più richiesti.
«Le ricerche mostrano che possono ridurre placca e infiammazione gengivale, se usati insieme allo spazzolamento», spiega Santoni. «Non sono miracolosi, ma possono essere una buona scelta per chi non può o non vuole usare altri principi attivi». Ormellese sottolinea però un limite: «Per la carie le prove sono ancora poche. La maggior parte degli studi è di laboratorio, non clinica. Quindi vanno bene come supporto, non come unica strategia preventiva».

Cetilpiridinio cloruro: utile soprattutto negli spazi difficili

Un altro ingrediente spesso presente nei collutori è il cloruro di cetilpiridinio (CPC).
«Ha dimostrato un effetto positivo sulla placca, soprattutto nelle zone interdentali», racconta Ormellese. Le revisioni scientifiche indicano un beneficio aggiuntivo quando viene usato insieme alle normali manovre di igiene.
Santoni aggiunge: «Può aiutare anche in caso di alitosi, perché riduce la produzione dei composti solforati responsabili del cattivo odore». Anche in questo caso, però, le prove sulla prevenzione della carie sono ancora limitate.

Iodopovidone e perossido di idrogeno: usi specifici

Meno conosciuti ma presenti sul mercato sono i collutori allo iodopovidone e quelli al perossido di idrogeno.
«Lo iodopovidone è un antisettico molto potente, usato da anni in chirurgia», spiega Santoni. «In odontoiatria può dare un piccolo beneficio come supporto alla terapia parodontale o nella prevenzione della mucosite nei pazienti oncologici, ma parliamo di indicazioni molto specifiche».
Il perossido di idrogeno, invece, è associato soprattutto allo sbiancamento. «Nei collutori le concentrazioni sono basse, quindi l’effetto è modesto», chiarisce Ormellese. «Può aiutare un po’ sul rossore gengivale, ma non previene la placca. E va usato con attenzione per evitare irritazioni».

Collutori sì, ma non per tutti

Il messaggio che i due odontoiatri ripetono più volte è semplice: il collutorio non sostituisce lo spazzolino.
«Le prove scientifiche sono chiare: il collutorio funziona solo come complemento», ribadisce Santoni. Ormellese insiste su un punto spesso sottovalutato: «Alcuni collutori possono alterare il microbioma orale. Non è un rischio enorme, ma è un motivo in più per evitare il fai-da-te».

Il consiglio dei medici: chiedere sempre una valutazione personalizzata

In un panorama così variegato, la scelta migliore, pertanto, resta quella guidata dal professionista. «Ogni bocca ha una storia diversa», afferma Ormellese. «Ci sono pazienti che traggono un grande beneficio da un collutorio mirato, e altri per cui è del tutto inutile».
Santoni conclude con un invito alla prudenza: «Non lasciatevi convincere dalle etichette. Chiedete sempre un parere: è il modo più semplice per evitare errori e ottenere un risultato reale».

Per chi desidera chiarimenti, una valutazione personalizzata o un consiglio sul prodotto più adatto, i dottori Andrea Ormellese e Gianluca Santoni ricevono al Centro Medico Brianza di Cornate d’Adda (Via Castello 5/A – tel. 039.6095873 – www.centromedicodentisticocmb.it), dove sono a disposizione per approfondire ogni caso e guidare i pazienti verso scelte consapevoli.