Botta e risposta

“Pronti a denunciare per diffamazione il centrodestra lesmese se… “

Puntuale è arrivata la replica di Brianza Oltre l'Arcobaleno affidata ad un lungo comunicato stampa firmato da Oscar Innaurato. Ricordiamo che gli esponenti lesmesi di opposizione avevano attaccato il sindaco Sara Dossola per aver concesso il patrocinio al Brianza Pride, invitandola a partecipare alla Via Crucis del Venerdì Santo

“Pronti a denunciare per diffamazione il centrodestra lesmese se… “

“Se quanto scritto nella mozione non corrisponde al vero – e non corrisponde – esistono i presupposti per una denuncia per diffamazione. Una causa che non temiamo e che affronteremmo con assoluta serenità, certi di poter dimostrare, documenti alla mano, la falsità delle accuse”.

Puntuale, a distanza di poche ore dalla presa di posizione dei consiglieri di centrodestra di Lesmo contro il sindaco di Lesmo Sara Dossola per aver patrocinato il Brianza Pride, è arrivata la durissima presa di posizione di Oscar Innaurato, presidente di Brianza oltre l’Arcobaleno (Boa), organizzatore del Brianza Pride.

Dunque la crociata lanciata dai consiglieri comunali  Luca Zita, Federica Bonfanti, Carlo Colombo e  Laura Confalonieri contro il primo cittadino di Lesmo rischia davvero di finire a carte bollate in un’aula di tribunale.

Arcore Brianza Pride

La presa di posizione di Boa

“Apprendiamo con estremo dispiacere il deposito della mozione presentata dalla minoranza di centrodestra presso il Comune di Lesmo contro la sindaca Sara Dossola – si legge nella nota stampa diramata nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 22 gennaio 2026, da Oscar Innaurato –  Colpisce innanzitutto il tempismo: la mozione giunge a oltre quattro mesi di distanza dal Brianza Pride 2025, svoltosi nelle vie di Arcore. Uno “scoppio ritardato” che appare quanto mai singolare e che solleva più di un interrogativo sulla reale urgenza e fondatezza dell’iniziativa. Ancora più grave risulta la narrazione distorta e impropria di quanto accaduto durante la manifestazione. Si tratta di un’affermazione gravissima, priva di qualsiasi fondamento nei fatti e facilmente smentibile attraverso la documentazione disponibile. Il Brianza Pride è stato un evento ampiamente seguito e raccontato dalla stampa locale e nazionale, con dirette video tuttora fruibili online. Prima di redigere una mozione di tale portata, sarebbe stato doveroso verificare la veridicità dei contenuti riportati. Ci chiediamo, sinceramente, se almeno una riga di quei materiali sia stata letta o ascoltata dato che abbiamo registrato i discorsi anche per le persone con disturbi specifici dell’apprendimento e persone cieche”.

“La Via Frocis era una risposta satirica alle dichiarazioni del cardinale Müller”

“In merito alla dicitura “Via Frocis”, ribadiamo con chiarezza che si è trattato di una risposta satirica e politica alle dichiarazioni del cardinale Müller, rilasciate a ridosso del Pride contro la comunità LGBTQ+, in un momento particolarmente significativo, segnato dalla concessione del Giubileo alla comunità stessa da parte di Papa Francesco – prosegue il comunicato  –  Ogni tentativo di strumentalizzare tale gesto, isolandolo dal contesto, appare pretestuoso e fuorviante. Questa mozione arriva inoltre in un momento storico drammatico. Gennaio 2026 è segnato da una vera e propria mattanza delle persone LGBTQ+ in diverse parti del mondo. In Iran sono in corso esecuzioni pubbliche, con migliaia di persone tra le quali moltissime lesbiche, gay e queer trucidate. Solo pochi mesi fa, il 20 novembre, abbiamo celebrato il TDOR – Transgender Day of Remembrance – ricordando oltre 300 persone trans uccise nell’ultimo anno solare, alcune brutalmente squartate in pubblico. In questo contesto, una mozione che alimenta sospetti, distorsioni e accuse infondate appare non solo fuori tempo, ma profondamente inopportuna”.

Le informazioni vanno verificate

Boa ha invitato i quattro consiglieri di centrodestra a verificare come si sono svolti i fatti durante il Brianza Pride organizzato lo scorso mese di settembre ad Arcore.

“Probabilmente i consiglieri di minoranza si sono persi anche un dettaglio fondamentale: il sindaco di Arcore, Maurizio Bono, ha seguito l’intera manifestazione dal centro di coordinamento della Polizia Locale, monitorando costantemente ogni fase dell’evento – prosegue la nota stampa –  Precisiamo che il sindaco Bono non è un nostro alleato politico, né parte dell’organizzazione del Brianza Pride; proprio per questo la sua eventuale testimonianza risulterebbe ancora più significativa. Neppure lui ha avuto modo di riscontrare quanto i consiglieri dichiarano di aver visto ( lo avrebbe segnalato seduta stante), semplicemente perché quell’allestimento goliardico e quelle messe in scena teatrali non sono mai esistite”.

I consiglieri lesmesi si ravvedano e cambino il testo della mozione

Non è mancato un ultimo appello agli esponenti di centrodestra prima di minacciare azioni legali.

“Riteniamo tuttavia che vi siano ancora i tempi tecnici per evitare che simili affermazioni vengano cristallizzate in atti pubblici. Ci auguriamo prevalga il buon senso e il senso di responsabilità istituzionale. Invitiamo pertanto i consiglieri firmatari, qualora non intendano incontrare direttamente gli organizzatori del Brianza Pride, almeno a consultare i materiali ufficiali e le prese di posizione delle numerose associazioni brianzole che hanno partecipato all’edizione 2025. La verità dei fatti è sotto gli occhi di tutti: basta avere la volontà di guardarla – si conclude la presa di posizione di Boa – Se quanto scritto nella mozione non corrisponde al vero – e non corrisponde – esistono i presupposti per una denuncia per diffamazione. Una causa che non temiamo e che affronteremmo con assoluta serenità, certi di poter dimostrare, documenti alla mano, la falsità delle accuse”.