Posate le pietre d’inciampo in memoria di Mario ed Enrico Meregalli, due fratelli di Biassono deportati e uccisi nei lager nazisti.
Posate le pietre d’inciampo
La cerimonia, organizzata dal Comune in collaborazione con il Comitato per le Pietre d’Inciampo della Provincia di Monza e Brianza e con il patrocinio della Prefettura di Monza e Brianza, accompagnata dal coro CantaStoria della sezione Anpi “Livio Cesana” di Biassono, si è svolta alla presenza delle autorità cittadine tra cui il sindaco, Luciano Casiraghi, l’assessore alla Cultura, Ilaria Rivolta, il sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, Francesco Porta, il consigliere provinciale Antonella Casati e la vice presidente del Comitato per le Pietre d’Inciampo della Provincia di Monza e Brianza, Milena Bracesco.
Mario ed Enrico Meregalli
Mario ed Enrico Meregalli, figli di Aurelia Monguzzi vedova, vivevano in paese con altri due fratelli e una sorella. Entrambi operai, furono arrestati con l’accusa di essere «scioperanti» e deportati nel marzo 1944. Il trasporto partì l’8 marzo da Firenze, raccolse altri deportati a Fossoli e a Verona, arrivando al campo di concentramento di Mauthausen l’11 marzo 1944. I due fratelli varcarono i portoni del lager uno accanto all’altro, come testimoniano le matricole consecutive: poi si persero di vista. Mario fu trasferito a Gusen, dove morì il 12 marzo 1945. Enrico fu decentrato ad Ebensee il 25 marzo 1945 e vi morì il 21 aprile successivo, a pochi giorni dalla liberazione.
Il sindaco, Luciano Casiraghi
“La cerimonia di oggi rappresenta un momento di riflessione profonda per la nostra comunità, chiamata a ricordare Mario ed Enrico Meregalli, cittadini di Biassono deportati e uccisi nei campi di concentramento nazisti – il pensiero del sindaco di Biassono, Luciano Casiraghi – Erano operai, giovani uomini legati al lavoro, alla famiglia e alla loro comunità. La loro non è una storia lontana o astratta: è una storia che nasce qui, nelle nostre strade, nelle nostre case. Come istituzioni abbiamo il dovere di custodire e trasmettere questa memoria, soprattutto alle giovani generazioni. Non per rimanere ancorati al passato, ma per comprendere dove possono condurre l’odio, la repressione e la negazione dei diritti fondamentali. Biassono rende oggi omaggio a Mario ed Enrico Meregalli con rispetto e consapevolezza, rinnovando l’impegno a difendere i valori della libertà, della dignità del lavoro e della responsabilità civile, affinché ciò che è accaduto non trovi mai più spazio nella storia. Le pietre di inciampo che questa mattina 24 gennaio 2026 vengono posate in Via Umberto I, restituiscono a Mario ed Enrico Meregalli un nome, una storia e un volto nello spazio pubblico del nostro Borgo. Sono segni silenziosi ma permanenti, che ci invitano a fermarci e a ricordare come dietro ogni numero vi sia una persona, una famiglia, una comunità colpita”.
L’assessore alla Cultura, Ilaria Rivolta
«Da oggi Biassono avrà un segno tangibile in memoria dei suoi due concittadini – ha sottolineato l’assessore alla Cultura, Ilaria Rivolta – La memoria è sempre da alimentare”. “E’ un peccato che non ci siano testimonianze dirette m questo simbolo contribuisce a tenere viva la memoria» ha sottolineato, poi, un familiare.
Il consigliere provinciale, Antonella Casati
Antonella Casati ha sottolineato “l’importanza del coinvolgimento dei giovani in queste iniziative” e ha invitato le scuole ad approfondire le storie di studiosi e psicologi che hanno dedicato la loro vita ad andare a fondo ai meccanismi che hanno portato a quanto accaduto in quel periodo.
La vicepresidente del Comitato per le Pietre d’Inciampo, Milena Bracesco
Milena Bracesco ha ricostruito la storia dei due fratelli biassonesi: “Due operai antifascisti che hanno subito l’orrore dei lager. Non possiamo nemmeno immaginare il dolore provato dai familiari, che il 25 aprile, giorno della Liberazione, non hanno potuto gioire per la libertà riconquistata. Enrico e Mario non erano più persone ma “stücke” (pezzi), dirottati a scavare gallerie sotterranee. Il campo di Gusen è chiamato anche il “cimitero degli italiani” per quanti nostri connazionali persero la vita. Il nostro obiettivo è quello di non perdere la memoria. Sono qui in rappresentanza anche dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti (Aned)”.
La presidente della sezione Anpi Livio Cesana, Antonella Tremolada
“Abbiamo “riportato a casa” Mario ed Enrico Meregalli – ha sottolineato Antonella Tremolada, presidente della sezione Anpi “Livio Cesana” di Biassono – Ringraziamo il Comitato Pietre d’inciampo a Monza e in Brianza, rappresentato dalla vice-presidente Milena Bracesco, Aned – Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi nazisti, il Comune di Biassono, i famigliari e il nostro Coro CantaStoria sempre disponibile. Il nostro desiderio è quello di riportare a casa altri biassonesi: per questo continueremo nel lavoro di ricerca anche degli Internati Militari Italiani (Imi). Un lavoro che è iniziato nel 2024 con la posa della Pietra d’Inciampo per Antonio Casiraghi ed è proseguito nel 2025 con Ambrogio Cassanmagnago. Martedì 27 gennaio ci ritroviamo alle 10.30 davanti alla Cooperativa il Seme per il nostro consueto giro per portare un fiore ai deportati biassonesi nei luoghi dove ebbero la loro ultima residenza”.
Il servizio sarà pubblicato anche sul Giornale di Carate in edicola da martedì 27 gennaio 2026.
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