Groane

Agguato e spari nel bosco della droga, un morto e un 19enne fermato

In corso l'identificazione della vittima, il marocchino fermato sottoposto alla prova dello "stub".

Agguato e spari nel bosco della droga, un morto e un 19enne fermato

Il giovane è arrivato all’ospedale di Saronno con più ferite riconducibili a colpi da arma da fuoco, forse esplosi da uno o più fucili, ed è morto nel corso della nottata tra sabato 24 e domenica 25 gennaio. Quasi certamente, dietro il fatto di sangue c’è un regolamento di conti tra spacciatori nordafricani, attivi al parco delle Groane.

Spari nel Parco delle Groane, potrebbe essere un  regolamento di conti

A disposizione della magistratura, c’è un marocchino di 19 anni, attualmente raggiunto da provvedimento di fermo emesso dal pm Stefania Di Tullio, ma soltanto in merito ad accuse di spaccio di sostanze stupefacenti. La vittima, secondo quanto riferito, è in fase di identificazione, anche se si tratta presumibilmente di un altro nordafricano. Il fatto è avvenuto nella tarda serata di sabato, nel polmone verde a cavallo tra le province di Monza e Varese,  nel territorio del comune di Misinto.

L’arma non è stata trovata

Il ferimento poi rivelatosi letale, è avvenuto proprio all’interno di un’area boschiva, anche se l’arma non è stata trovata. A far dare l’allarme sarebbe stato l’altro magrebino successivamente fermato per il possesso di stupefacenti (cocaina e cannabinoidi), trovati in corrispondenza del punto in cui è stato soccorsa la vittima.  Il ragazzo fermato, secondo quanto appreso, ha 19 anni (A.N.M., marocchino) è stato a sua volta ferito nell’agguato, ma in modo lieve. Ai Carabinieri ha ammesso di partecipare all’attività di spaccio con la vittima, facendo da “sentinella”.

Indagano i Carabinieri di Seregno

Il 19enne fermato è stato sottoposto alla prova dello “stub” per verificare l’eventuale uso di armi da fuoco, ma l’accertamento avrebbe dato esito negativo. E’ molto probabile che non sia coinvolto nell’omicidio, che è maturato in seguito a una vera e propria esecuzione forse da parte di più persone armate, stando ai primi esiti investigativi, di uno o più fucili. Indagano i Carabinieri Seregno, coordinati dalla Procura di Monza.