Per qualcuno, «L’Angolo del Buongustaio» sembrava davvero «immortale» per come aveva resistito per 65 anni nonostante cambiamenti epocali nella società. Dietro il banco, una costante è sempre rimasta: il sorriso e la gentilezza dei titolari. Eppure da domani, mercoledì, anche la storica bottega di via San Gerardo a Monza, molto più di una semplice gastronomia, chiuderà i battenti definitivamente.
Chiude l’Angolo del Buongustaio

Non una scelta obbligata, ma una decisione – seppure sofferta – presa dai titolari per l’arrivo dell’età della pensione.
Bruno Colombini e la moglie Betti lo hanno annunciato con un cartello affisso in vetrina, rivolto direttamente ai clienti: «Dopo 65 anni di lavoro, passione e dedizione, è giunto per noi il momento di chiudere un capitolo importante della nostra vita per iniziarne uno nuovo».
Parole semplici che hanno toccato i cuori di molti, tanto che sabato è stato inevitabile organizzare una festa con aperitivo per salutare i tanti clienti affezionati, alcuni dei quali addirittura da quando dietro al banco c’era mamma Irene, oggi 93enne.
L’attività è nata infatti nel 1960 per iniziativa di Franco e Irene, genitori di Bruno, che con coraggio e spirito di iniziativa hanno dato vita a un punto di riferimento per il quartiere. In molti ricordano ancora oggi quelle persone solari e anche Irene, nonostante le molte primavere sulle spalle, ricorda tutto con grande lucidità e porta nel cuore – ogni passo del lungo percorso.
Una storia di famiglia e di quartiere
Negli anni «L’Angolo del Buongustaio» non era diventato un semplice esercizio, ma un luogo dove si entrava per comprare, certo, ma anche per scambiare due parole, chiedere un consiglio, sentirsi riconosciuti. Dietro al banco, fino agli anni Novanta, c’erano Irene e Franco. Bruno, il figlio, ha iniziato come garzone, facendo tutta la gavetta, imparando il mestiere passo dopo passo, prima di prendere definitivamente in mano l’attività insieme alla moglie Betti. Una continuità familiare autentica, costruita nel lavoro quotidiano.
Nel 2023 è mancato Franco, ma la sua presenza ha continuato a vivere nei racconti dei clienti più affezionati, nei ricordi di chi ha visto nascere e crescere la bottega quando il quartiere era un’altra cosa e la città aveva ritmi diversi.
«Chiudiamo perché andiamo in pensione e abbiamo deciso di non cedere l’ attività, ci dispiace per i clienti più anziani, ma preferiamo lasciare un bel ricordo di questo pezzo di vita passato assieme», spiega Betti.
E c’è un passaggio che i due titolari sottolineano con orgoglio: «Nonostante non siano tempi facili per le attività commerciali, la nostra è una chiusura scelta e non obbligata. Non è stato semplice. Abbiamo fatto scelte precise sulla qualità, che includono anche un prezzo più alto. È stata una politica e abbiamo tenuto duro».
La grande festa

Il futuro non passerà attraverso la terza generazione. Andrea, figlio di Bruno e Betti, laureato in Economia, vive a Barcellona e non prenderà in eredità il negozio. Una scelta di vita che segna simbolicamente la fine di un ciclo.
Eppure, quello che più colpisce, parlando con Bruno e Betti, non è il racconto imprenditoriale, ma quello umano. «Abbiamo clienti che c’erano già ai tempi di Irene e oggi serviamo anche le nuove generazioni», spiegano. Un filo che unisce passato e presente, fatto di volti, nomi, storie che si intrecciano con quella della bottega.
Betti si commuove quando parla dei clienti e del loro affetto. «Una signora ci ha detto: per noi eravate immortali». Una frase che pesa come un riconoscimento e come un addio, insieme. «È un ciclo», aggiunge Betti con lucidità e dolcezza. «Come tutte le cose della vita, anche questo percorso ha un inizio e una fine. L’importante è arrivarci con serenità».
Proprio perché il rapporto con i clienti è sempre stato al centro di tutto, L’Angolo del Buongustaio ha deciso di salutare la città non con una chiusura silenziosa, ma con una grande festa.
Sabato ha avuto una grandissima partecipazione l’aperitivo di saluto coi clienti. Nel messaggio in vetrina, Bruno, Betti e Irene lo scrivono chiaramente: «Siete stati molto più che semplici clienti: siete diventati parte della nostra storia e della nostra quotidianità». E ancora: «Porteremo con noi immensi ricordi, fatti di sorrisi, chiacchiere, consigli, strette di mano e momenti condivisi che non dimenticheremo mai».