Il caso

Galimberti auto, crescono creditori e debito: a febbraio l’udienza in Tribunale

Salgono a 79 gli ammessi alla liquidazione giudiziale dell’ex concessionaria

Galimberti auto, crescono  creditori e debito: a febbraio l’udienza in Tribunale

Crescono i creditori e il debito accumulato da Pietro Raele, titolare della ex concessionaria  Galimberti auto di via Barzaghi a Verano.  Il 10 febbraio si andrà in Tribunale a Monza.

 In aula il 10 febbraio

Sono saliti a 79 i creditori della «Galimberti auto», concessionaria di via Barzaghi, che ha chiuso i battenti lo scorso anno, a causa della quantomeno «incauta» gestione di Pietro Raele, proprietario del salone auto. Lo scorso 24 settembre si è proceduto con l’esame dello stato passivo davanti al giudice Patrizia Fantin e ora, il 10 febbraio, si andrà in Aula.

I creditori

Sono 79 i creditori ammessi dal tribunale di Monza alla liquidazione giudiziale: ai 60 «tempestivi» inizialmente selezionati che vantano un debito complessivamente di poco meno di 1 milione e 740mila euro si sono poi aggiunti altri 19 «tardivi» (questa la dicitura tecnica) per oltre 314mila euro.

Due milioni di debito

La cifra totale di debito riconosciuto ora è di  di 2.053.731, 13 euro. E la somma avrebbe potuto essere ancora più alta, non sono infatti stati ammessi per difformità, alcuni creditori tardivi che vantavano crediti per poco più di 2100 euro e alcuni tempestivi per circa 33.000 euro.
Sperano di poter avere almeno parte del loro denaro passato nelle mani di Raele, banche, finanziarie, l’ Inps, l’Inail, l’Ufficio delle Entrate, il Comune di Verano, aziende e fornitori, oltre a tutti gli acquirenti di auto che hanno pagato senza mai ricevere le vetture. Ci sono poi i dipendenti a quali non sono stati versati i contributi previdenziali  e neppure quelli per i danni conseguenti ad infortunio, nè per i danni per effetti del licenziamento.

Poche speranze per riavere  soldi

Per mesi e mesi Pietro Raele si è giustificato con clienti e fornitori promettendo che avrebbe saldato tutto appena possibile, ma in pochissimi sono riusciti a recuperare parte dei loro soldi. Tutti gli altri, dopo aver denunciato e aver dato mandato ai propri avvocati, aspettano ancora di poter recuperare il proprio denaro. Ma le speranze sarebbero poche.

«Purtroppo da quanto abbiamo sentito dal curatore la situazione per noi non è molto bella: non prenderemo praticamente nulla, l’importante però è avere giustizia. E’ giusto che Raele venga punito», ha raccontato uno dei clienti ancora in attesa della sua auto.