Paura

Il gatto “Tigre” preso a fucilate da un cacciatore: ha perso un occhio

L’incredibile episodio è accaduto in via Verdi a Correzzana. Mariarosa Pirovano, proprietaria del micio, ha sporto denuncia contro ignoti

Il gatto “Tigre” preso a fucilate da un cacciatore: ha perso un occhio

Orrore a Correzzana, gattino preso a fucilate da un cacciatore, perde un occhio. “Tigre”, un giovane felino di due anni e mezzo, nella mattinata di sabato scorso è stato centrato al volto da un colpo di fucile sparato da un cacciatore. La proprietaria ha cercato di individuare il colpevole ma quest’ultimo, girato di spalle, prima l’ha mandata a quel paese e poi ha fatto perdere le proprie tracce.

Ora è caccia al colpevole

Ora è caccia al colpevole. Un atto di crudeltà gratuita ha sconvolto la tranquillità di via Verdi, una zona residenziale che si trova accanto ai boschi, in zona via Kennedy. Tigre, un gatto di soli due anni e mezzo, dicevamo, è rimasto vittima di un brutale ferimento a opera di un cacciatore rimasto, per ora, senza volto.
Il terribile episodio si è consumato in piena mattinata, come ha raccontato la proprietaria Mariarosa Pirovano.

Il racconto della proprietaria

“Tigre vive in casa con noi ma, come tutti i felini, spesso e volentieri esce di casa per fare il suo giretto – ha sottolineato ancora sconvolta – Sabato mattina della scorsa settimana è uscito verso le 10. Ad un certo punto ho udito due spari provenire dal bosco che confina con la nostra abitazione. Come mi sono affacciata dal pianerottolo ho visto Tigre che scappava via veloce verso i prati. Ho pensato che si fosse spaventato. Subito dopo ho notato un cacciatore a poche decine di metri dalla recinzione. Ho richiamato la sua attenzione chiedendogli spiegazioni di quegli spari così vicini alle case che avrebbero potuto provocare danni a persone o bambini e lui, per tutta risposta, si è girato di spalle e mi ha mandato a quel paese prima di far perdere le proprie tracce. Inizialmente, però, non avevo subito compreso la gravità della situazione. Ho solo fatto in tempo a scorgere la sua sagoma, senza averlo visto in volto”.

Il ritrovamento del gatto ferito

Verso mezzogiorno e mezza la donna ha iniziato a preoccuparsi perché il suo gatto non faceva ritorno a casa nonostante l’avesse chiamato molte volte direttamente dal bosco.

“Insieme a mio figlio abbiamo temuto che gli fosse successo qualcosa – ha continuato la donna – Ad un certo punto l’abbiamo trovato nel giardino del vicino di casa, nascosto sotto un albero. Ad attirare la mia attenzione è stato il suo lamento straziante. Era spaventato. L’ho preso in braccio e, insieme a mio figlio, l’abbiamo subito accompagnato al Pronto soccorso veterinario di Arcore”.

Le sue condizioni di salute

Le condizioni di Tigre sono apparse subito critiche, soprattutto per vie delle ferite riportate al bulbo oculare. Trasportato d’urgenza ad Arcore, il micio è stato visitato e sottoposto a radiografia.

“Purtroppo uno dei tre pallini sparati dal fucile del cacciatore ha centrato il cristallino – ha continuato la proprietaria – Nonostante i tentativi dei medici l’enucleazione è stata l’unica strada percorribile per evitare infezioni letali. Tigre ora è fuori pericolo, ma dovrà imparare a vivere con una disabilità permanente». I proprietari hanno sporto denuncia contro ignoti dai carabinieri. «Sparare a pochi metri dalle abitazioni e poi contro un animale indifeso è un pericolo per tutta la comunità – ha concluso Pirovano – Ovviamente non abbiamo intenzione di lasciar correre. Abbiamo formalizzato la denuncia contro ignoti presso il comando dei Carabinieri. Tra l’altro le forze dell’ordine ci hanno detto che, purtroppo, non è il primo caso. Qualche settimana fa anche un cagnolino aveva fatto praticamente una fine simile al nostro gatto”.

Le autorità hanno già avviato le indagini per violazione delle norme sulla caccia e per il reato di maltrattamento di animali, che prevede severe sanzioni penali. Si cercano ora eventuali testimoni o filmati di telecamere di sorveglianza della zona che possano aver ripreso cacciatore durante la ritirata.
Rodrigo Ferrario