“Bentornato Mario Gerardo Biga”. Questa mattina, martedì 27 gennaio, posata la pietra d’inciampo nel cortile del Municipio
La cerimonia
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“Bentornato Mario Gerardo Biga, la cittadinanza di Bovisio Masciago e le istituzioni democratiche che avevi immaginato ti abbracciano e ti ringraziano”
Con queste parole piene di affetto e riconoscenza il presidente dell’Anpi di Bovisio Masciago, Luciano Bacchin, ha accolto la posa della pietra d’inciampo incastonata nel selciato davanti al Municipio questa mattina, martedì 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria.
Alla presenza di una delegazione di studenti, autorità locali e cittadini si è tenuta la cerimonia in memoria di Mario Biga, il quinto partigiano bovisiano ucciso in un campo di sterminio al quale la città ha dedicato la pietra d’inciampo.
Le parole del sindaco
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“Questa piccola lastra di ottone che collochiamo in questo momento pubblico davanti al Municipio, la casa di tutti i cittadini, non è solo un segno nel selciato, è un invito a fermarsi, a ricordare, a non lasciare che il tempo cancelli ciò che è accaduto – ha ricordato il sindaco Giovanni Sartori nel suo intervento – Mario Biga era un uomo come tanti, aveva una famiglia e immaginava un futuro. La sua storia ci ricorda che la persecuzione ha colpito non solo figure lontane ma anche persone vicino a noi, della nostra comunità. Il nostro impegno ora è contrastare ogni forma d’odio, discriminazione e indifferenza. La memoria non è esercizio del passato, è una responsabilità del presente. Oggi rinnoviamo il dovere di custodire la libertà, il rispetto e i diritti di tutti”
La storia di Mario Biga
Mario Biga, classe 1894, abitava in via Roma. Di mestiere faceva il veterinario ed era padre di due figli. Durante la Resistenza era diventato un componente del Cln locale per la parte Liberale e fu arrestato durante il rastrellamento del novembre 1944. Fu deportato a Mauthausen, dove morì il 22 maggio 1945 nonostante le cure prestate dopo la Liberazione
Così lo ha ricordato l’Anpi nell’intervento del presidente:
“Biga era un uomo di cinquant’anni, affermato nel suo lavoro di veterinario e allevatore di cani lupo per impieghi di polizia, era sposato con Beatrice De Alessi, avevano due giovani figli, Giovanni e Setta, vivevano in una bella villa appena al di là del passaggio a livello, vicino alla stazione, sulla destra, dove oggi sorge un condominio. Fu arrestato dai fascisti della Brigata Aldo Resega la notte del 2 novembre 1944 ed ebbe un percorso di deportazione più rapido rispetto al resto del gruppo, infatti già il 21 novembre veniva immatricolato con il numero 110203 a Mauthausen. Le testimonianze dei suoi compagni di lotta e di prigionia descrivono Mario come un uomo allegro e positivo, amante della vita, devoto alla sua famiglia e orgoglioso de suo lavoro. Un uomo di fermi e convinti ideali liberali, possiamo immaginare il suo impegno di antifascista nella raccolta di informazioni a cui poteva accedere grazie alla sua posizione professionale. Sappiamo che apparteneva alla Brigata Ippocampo di ispirazione liberale. Mario Biga riuscì a resistere, a vedere la liberazione del campo di Mauthausen il 5 maggio 1945 ma il suo fisico era talmente consumato che le cure prodigate non furono sufficienti e morì il 22 maggio, 17 giorni dopo la Liberazione. La sua famiglia, che aveva vissuto nella speranza di ritrovare il padre e il marito, fu devastata dalla notizia della sua morte. La moglie morì di dolore”
Perché ricordare
Bacchin ha quindi ricordato tutte le conquiste democratiche raggiunte dal nostro Paese nel secondo Dopoguerra:
Tutto questo e tanto altro è nato dal dolore degli sterminati, delle loro famiglie e dei sopravvissuti, quindi non basta essere qui a celebrare il nome di uno sconosciuto ucciso tanti anni fa, occorre sapere perchè è stato perseguitato e ucciso, quali erano gli scopi di chi lo ha perseguitato e ucciso in quei lager dove la crudeltà e la schiavitù erano la legge dominante. Qui è nata l’idea della nostra Europa, dei popoli che superano le divisioni, avviandosi a una collaborazione con spirito di fratellanza, creando uno spazio di libertà e benessere, che pure con tutte le sue contraddizioni e difetti che non ha eguali nel mondo.
Il significato autentico delle celebrazioni
Quindi l’invito a tutti i presenti:
A noi il compito di mantenere, liberare e ampliare quel lascito di libertà individuali e collettive che sono nati dalla fatica e dalla morte. Per lasciare a nostra volta, ai nostri figli e alle prossime generazioni, un mondo sgombro dall’ombra delle guerre, dai genocidi, dalle ingiustizie, che oggi riappaiono e che si spargono e che minacciano tutto il pianeta. Solo così queste celebrazioni possono trovare un significato autentico, solo se saremo davvero attenti e presenti antifascisti e antirazzisti potremo sinceramente dire “Bentornato Mario Gerardo Biga, la cittadinanza di Bovisio Masciago e le istituzioni democratiche che avevi immaginato ti abbracciano e ti ringraziano”
Gli studenti hanno poi letto pensieri e poesie sulle pietre d’inciampo, l’importanza delle memoria e gli orrori dei campi di sterminio. In rappresentanza del comitato Pietre d’inciampo è intervenuto lo storico Pietro Arienti.