Era accusato di atti sessuali con una sua studentessa che all’epoca era minorenne. Ieri, giovedì 29 gennaio 2026, il professore ora in pensione è stato assolto in Appello. Il fatto, hanno stabilito i magistrati della Prima sezione penale, non costituisce reato.
Atti sessuali con studentessa minorenne, prof assolto
Una vicenda che risale al 2019, quando la giovane – che allora aveva 16 anni – frequentava la terza in un istituto superiore di Lissone. Proprio lì, come sarebbe poi stato ricostruito, erano cominciati i primi approcci. E proprio negli spazi dell’istituto uno studente li aveva sorpresi mentre erano appartati e aveva scattato loro la foto che sarebbe finita prima nell’ufficio del Dirigente scolastico e nei fascicoli degli avvocati poi.
Ribaltato l’esito del Primo grado
La decisione dei magistrati meneghini, arrivata dopo quattro ore di Camera di Consiglio, va così a ribaltare l’esito del Primo grado: in Tribunale a Monza l’uomo, oggi 68enne, era stato condannato a tre anni e nove mesi per i due capi a suo carico. Oltre agli atti sessuali con minore, pendeva anche il reato di falsificazione del registro. In primo grado l’ex professore era stato ritenuto responsabile di entrambi i capi in continuazione, mentre in Appello i giudici lo hanno condannato esclusivamente del secondo, quello di falsificazione del registro (per il quale gli sono stati comminati 10 mesi, con pena sospesa perché incensurato), mentre è stato assolto con formula piena per il reato più grave. Non è stato accolto dunque quanto chiesto dal Procuratore Generale che puntava alla conferma di quanto stabilito dai giudici monzesi. Contestualmente è stata anche disposta l’immediata restituzione della provvisionale di 10mila euro che era già stata versata alla controparte.
Motivazioni in 90 giorni
Le motivazioni verranno depositate entro 90 giorni. «Mi chiedo chi risarcirà il mio assistito di questi cinque anni di vita e di danni irreparabili alla sua reputazione», ha dichiarato il suo legale, l’avvocato Simone Vismara. La parte civile non esclude di chiedere al Procuratore generale di impugnare la sentenza.