Il caso

Olimpiadi, biglietti omaggio e privilegi: si riaccende la polemica

Sui pass gratuiti dei grandi eventi il caso rimbalza da Monza a Milano-Cortina: Piffer incalza il Pd e rivendica la sua battaglia storica

Olimpiadi, biglietti omaggio e privilegi: si riaccende la polemica

Dopo la Formula 1, ora anche le Olimpiadi finiscono nel mirino per i biglietti omaggio destinati alla politica. Se a Monza, però, per anni la critica ai pass gratuiti del Gran Premio è stata portata avanti quasi in solitaria da Civicamente e da Paolo Piffer, questa volta la scena si sposta su Milano-Cortina e il copione cambia: a sollevare il caso è il Partito Democratico, con il capogruppo regionale Pierfrancesco Majorino.

Polemica sui biglietti omaggio

La polemica resta la stessa – quella sui privilegi legati ai grandi eventi sportivi – ma gli attori sono diversi. Ed è proprio questo ribaltamento che accende il dibattito anche a Monza, dove Piffer interviene con toni netti.

Majorino, in un post sui social, ha spiegato di aver proposto di rinunciare ai biglietti gratuiti riservati alla politica per destinarli a progetti sociali o a cittadini «meritevoli di attenzione», facendo l’esempio degli infermieri. Un gesto che, nelle sue intenzioni, voleva essere semplice e privo di spirito polemico, ma che – come lui stesso racconta – gli è valso accuse di «demagogo», «populista», «neogrillino» e persino l’accostamento alle proteste anti-Olimpiadi.

È su questo che interviene Paolo Piffer. «E così Majorino propone di rinunciare ai biglietti omaggio delle Olimpiadi destinati ai politici – osserva il consigliere di Civicamente – Davvero una bella idea, praticamente identica a quella che propongo io da dodici anni a Monza con i biglietti del Gran Premio».

In entrambi i casi si tratta di biglietti costosi. Per fare un esempio i biglietti per la cerimonia d’apertura e altri eventi specifici di Milano Cortina possono essere molto elevati, con prezzi a partire dai 260 euro.

La battaglia di Piffer

Piffer ricorda che per tutto questo tempo la sua posizione è rimasta isolata. «Quando sollevavo la questione del Gp mi sentivo dire le stesse cose che oggi dicono a Majorino: “populista”, “demagogo”, “stai facendo campagna elettorale”», sottolinea. «Solo che quelle accuse a me arrivavano dal Pd monzese, proprio il partito di Majorino, che sui biglietti omaggio del Gran Premio non ha mai voluto fare un passo indietro».

Per il consigliere di Civicamente, il cambio di posizione del Pd in Regione rende il quadro ancora più paradossale. «Oggi vedo il Pd fare a Milano quello che io chiedo a Monza da anni – rimarca – Bene che finalmente qualcuno nel loro partito se ne sia accorto, ma resta il fatto che qui, in città, continuano a difendere privilegi che altrove mettono in discussione».

Piffer insiste sul doppio standard. «Le accuse di populismo e demagogia che oggi arrivano a Majorino dalla destra – dice – a me sono arrivate identiche dal Pd monzese, che però a rinunciare a certi benefit non ci ha mai pensato davvero. È questa doppia morale che rende tutto ancora più stridente».

Nel suo post, Majorino spiega anche di non poter materialmente “cedere” il proprio biglietto, non essendo nominale, e per questo chiude la vicenda rinunciandovi e auspicando che il presidente Attilio Fontana lo destini «secondo criteri socialmente intelligenti».

Praticamente anche in questo caso la stessa risposta che fu sempre data a Piffer sui biglietti del Gran Premio: «Anche in quel caso i biglietti non si possono vendere e cedere, perché sono nominali, l’unico modo è non ritirarli e chi li gestisce li può destinare altrove, ma il consigliere non può darli a nessuno», ha rimarcato.