Case Aler

L’ascensore si blocca di nuovo, una persona liberata dai pompieri

I Vigili del Fuoco sono intervenuti nuovamente all'interno delle case Aler che si trovano a Concorezzo in via Adda

L’ascensore si blocca di nuovo, una persona liberata dai pompieri

E’ come un “Giorno della Marmotta” quello che sono costretti a vivere oltre una decina di condomini residenti nelle case Aler di via Adda 19 a Concorezzo.

Ogni settimana lo stesso copione, ogni settimana la stessa paura, quella, cioè, di rimanere bloccati dentro l’ascensore. Venerdì scorso l’ennesimo episodio: un ragazzo, residente nel palazzo, è rimasto bloccato tra i piani per oltre mezz’ora, costringendo i Vigili del Fuoco a un intervento d’urgenza per liberarlo.

L’allarme

L’allarme è scattato in piena mattinata quando le grida d’aiuto provenienti dal vano ascensore hanno allertato i vicini. Sul posto sono intervenuti i pompieri che, con non poche difficoltà tecniche, sono riusciti ad aprire le porte e a trarre in salvo il condomino, visibilmente scosso e provato anche se, per sua stessa ammissione, è un copione che ormai si ripete con cadenza settimanale. Qualche volta i condomini, che oramai «conoscono» i capricci, si fa per dire, dell’ascensore, riescono a sbloccarlo in autonomia. Altre volte, come venerdì, no.
Il paradosso, però, sta nella gestione post-emergenza. Come da prassi, dopo il blocco interviene il tecnico incaricato. L’ascensore viene «riparato», torna in funzione per 48, massimo 72 ore, e poi si ferma di nuovo. Ma dietro la cronaca dell’emergenza, ad aggravare ulteriormente la situazione si nasconde un dramma silenzioso: quello dei residenti anziani o con disabilità che hanno bisogno dell’ascensore per uscire di casa.

La rabbia dei residenti

Per chi ha difficoltà motorie o si muove in carrozzina, quel metro quadrato di metallo rappresenta l’unico cordone ombelicale con il mondo esterno. Quando l’ascensore si ferma, cosa che ormai accade con cadenza settimanale, per questi cittadini scatta un vero e proprio sequestro di persona. E, ironia della sorte, il giorno prima dell’intervento dei pompieri, uno dei residenti aveva chiamato la nostra redazione per raccontare i problemi del palazzo.

“Non è più un guasto, è un’abitudine – ha sottolineato una residente del terzo piano che necessita dell’utilizzo dell’ascensore a causa di problemi motori – Siamo prigionieri in casa. Ci sono anziani e disabili che non escono più per paura di rimanere bloccati o, peggio, di dover fare le scale a piedi con le borse della spesa; cosa che per molti è fisicamente impossibile. Io, per esempio, soffro anche di claustrofobia ma ho la necessità di muovermi con il deambulatore. Molte volte esco di casa, metto il mio deambulatore sull’ascensore, prendo le scale per arrivare al piano terra e da lì attivo l’ascensore”.

La raccolta firme

La protesta, nel frattempo, ha superato il livello di guardia. Non bastano più le segnalazioni telefoniche, le rassicurazioni verbali e gli interventi a spot dei tecnici. Per questo motivo, qualche settimana fa, è stata avviata una raccolta firme che coinvolge tutto il palazzo. Gli obiettivi della petizione sono chiari.

“Abbiamo chiesto la sostituzione dell’impianto – ha continuato uno dei condomini – Se l’ascensore è ormai a fine vita tecnica chiediamo la sostituzione integrale. Non possiamo andare avanti così. Solo nel 2025 abbiamo richiesto per ben 10 volte l’intervento dei Vigili del Fuoco. In aggiunta abbiamo anche chiesto la sostituzione dei citofoni. Questa ultima richiesta nasce dall’esigenza di avere un impianto che funzioni per via della presenza di persone disabili che hanno bisogno di assistenza. Talvolta succede che i citofoni non funzionano e questo crea molti disagi”.

Da Aler nessuna risposta e la presa di posizione di Facciuto

La raccolta firme è già stata inviata ai tecnici Aler ma i condomini stanno ancora aspettando una risposta ufficiale dall’Ente. Il rischio, però, è che senza un investimento serio, la prossima settimana saremo qui a scrivere la stessa identica notizia. E la fortuna, si sa, non è una strategia di manutenzione infinita.
Nel frattempo la situazione delle case Aler ha scatenato la dura reazione del consigliere Francesco Facciuto.

“Le condizioni non adeguate di parte del patrimonio Aler sono state recentemente portate all’attenzione della cittadinanza grazie alla meritoria pubblicazione di una lettera dei residenti da parte del Giornale di Vimercate – ha sottolineato Facciuto – Oggi apprendiamo di un nuovo disservizio, senza che gli assessori competenti ne abbiano dato comunicazione al Consiglio. Un’ulteriore prova, se mai ce ne fosse bisogno, del pressappochismo con cui certi amministratori si occupano della cosa pubblica”.