Contenzioso amministrativo sul permesso di costruire relativo alla realizzazione di uno stabile a 8 piani in via Cavera a Giussano: l’avvocato Emanuela Beacco contesta l’opera e si rivolge al Presidente Mattarella.
La contestazione ai lavori in via Cavera
Si è rivolta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella per presentare un ricorso straordinario e contestare i lavori di realizzazione di un nuovo edificio in via Cavera, intervento che secondo la ricorrente, ricorda lo schema del «caso Milano», finito su tutte le cronache lo scorso anno.
La ricorrente è l’avvocato Emanuela Beacco, ex presidente del Consiglio comunale, esperta in materia di ricorsi agli enti amministrativi, per la seconda volta ricorrente contro il Comune di Giussano, che vive proprio davanti alla nuova palazzina in costruzione.
Le obiezioni sul permesso di costruire
Sotto «osservazione» c’è il permesso di costruire dell’edificio che prevede la demolizione e ricostruzione, con cambio di destinazione urbanistica ed incremento di superficie e volume, di un edificio ubicato proprio alle porte del centro storico e davanti all’abitazione dell’avvocato.
«L’intervento prevede la demolizione di quello che era un laboratorio e appartamento distribuito su soli due piani a ferro di cavallo, nella realizzazione, al suo posto, di un condominio “a torre” di 5 piani fuori terra per 18 metri di altezza – ha spiegato l’avvocato – è stato rilasciato un permesso in violazione delle norme urbanistiche vigenti, in assenza delle necessarie dotazioni di parcheggi, senza garantire la corretta superficie drenante, né il rispetto della invarianza idraulica».
Il ricorso al Presidente
Il vecchio edificio di via Cavera, acquistato dalla De Luca Srl, rappresenta, secondo Beacco, una delle poche testimonianze di cascina nel centro storico, che verrà sostituita da «nuovo edificio residenziale».
Il Comune ha rilasciato il permesso di costruire il 18 luglio dell’anno scorso e subito dopo l’avvocato, ha fatto le richiesta di accesso agli atti al Comune per conoscere i contenuti di titolo abilitativo e l’intervento edilizio. A distanza di 30 giorni ha poi sollecitato il rilascio della documentazione e a metà settembre ha poi fatto ricorso al Tar per accesso agli atti.
«Dopo la notifica finalmente sono riuscita a visionare parte dei documenti e a parlare con l’assessore all’Urbanistica e con il dirigente facendo poi presente una serie di illegittimità del permesso di costruire – ha sottolineato Beacco – speravo che amministrazione intervenisse n autotutela e invece mi sono dovuta rivolgere al Presidente».
Le criticità
L’avvocato, nel suo ricorso evidenzia tutta una serie di criticità tecniche e urbanistiche mettendo in evidenza anche i problemi che le arreca da vicina: «Il nuovo edificio incombe sulle finestre della mia cucina, sulla stanza e balcone togliendo luce e visuale al mio appartamento».
La questione, sempre secondo Beacco, non è però privata, ma ha ricadute più ampie: «La realizzazione di un rilevante numero di unità abitative, unitamente al cambio di destinazione d’uso, inciderà sulla vivibilità del comparto e sulla qualità del proprio contesto abitativo, in termini di aumento di traffico e inquinamento acustico».
Per il Comune c’è la regolarità
Nulla di tutto ciò, secondo il Comune, che invece sostiene esserci «la regolarità tecnica e contabile da parte dei rispettivi dirigenti di settori, nonchè l’esito di conformità dell’azione amministrativa da parte del segretario generale».