Lutto

Una vita in biancorosso: l’ultimo saluto al “nonno” della Cosov

Pasquale Motta, per tutti "Nonno Lino", aveva 88 anni ed è stato uno storico volontario nonché grande tifoso della società

Una vita in biancorosso: l’ultimo saluto al “nonno” della Cosov

Il campo di via Vittorio Veneto, quello che da generazioni profuma di erba tagliata e sogni di ragazzini, oggi è un po’ più vuoto e silenzioso del solito. È mancato nei giorni scorsi, all’età di 88 anni, Pasquale Motta, per tutti semplicemente “Nonno Lino”, storico volontario e straordinario tifoso della Cosov di Villasanta, ai cui colori ha dedicato la propria vita.

Una vita in biancorosso: l’ultimo saluto al “nonno” della Cosov

Una seconda famiglia per lui, che di fatto è stato davvero il nonno di tutti i ragazzi, piccoli e grandi, che hanno vestito la maglia di una società che nel fine settimana ha ammainato una delle bandiere più romantiche della propria storia. Nato in città quando il pallone era ancora di cuoio vero, Motta ha stretto il suo nome a quello della Cosov: un legame che si perde indietro nel tempo, ma che è sempre rimasto indissolubile fin dai primi anni. Inevitabile per chi, per tutta la vita, ha vissuto nei palazzi che si affacciano sul campo seguendo il pallone come una religione. Da tifoso a volontario e viceversa. Il passo è stato davvero breve. Una figura iconica per la società, di quelle che non chiedono mai nulla in cambio se non la soddisfazione di vedere i ragazzi crescere e il campo pieno la domenica.

Il cordoglio della società

Nel 2014 era stato anche protagonista di un dramma che fortunatamente si era concluso con il lieto fine. Durante una partita, infatti, aveva accusato un malore sulle tribune. Accanto lui, come un angelo, un papà della squadra avversaria era immediatamente intervenuto praticandogli il massaggio cardiaco, strappandolo provvidenzialmente da morte certa e salvandogli la vita:

“Averlo sugli spalti era come avere un attaccante da 30 gol all’anno in campo – il commosso ricordo della presidente Angela Calloni, che negli anni ha costruito un rapporto incredibile e indescrivibile con nonno Lino – E’ stato il nostro primo tifoso, sempre e comunque, ma anche un volontario instancabile. Ogni domenica scendeva al campo per controllare che fosse tutto in ordine nella zona degli spalti, sistemando le sedie per poi accomodarsi accanto alla rete per guardare le partite. Ricordo che diedi a lui il primo abbraccio durante la festa dell’ultima promozione, qualche anno fa: gliel’avevo promesso. Perdiamo davvero una bandiera della Cosov, un’autentica istituzione che per la nostra famiglia ha dato la vita. Non ho mai visto una dedizione così totale per la società, è stato un nonno per tutti noi e per tutti i ragazzi che lo adoravano. Sono veramente provata per questa scomparsa, anzi lo siamo tutti qui al campo. Dire addio a Lino fa male al cuore”.

Volontario e primo tifoso

Perché, in fondo, non era solo un tifoso: era la memoria, il collante, il nonno che tutti i ragazzi avevano. Un amore, quello per la Cosov, raccontato anche dai figli:

“Dopo la pensione si era dato anima e corpo per i colori della città seguendo anche il nipotino – dicono Daniela, Marcello e Silvia, stretti nel dolore alla moglie Agnese, inseparabile compagna di una vita trascorsa fianco a fianco, mano nella mano – Al campo sportivo si sentiva a casa, per lui quella della Cosov è stata davvero una seconda famiglia. Finché ha potuto, ogni domenica andava al campo per sistemare qualcosa o fare qualche lavoretto. Però anche dopo, quando ha dovuto fare un passo indietro, non ha mai smesso di interessarsi alla Cosov: chiedeva i risultati e voleva rimanere aggiornato su tutto. Voleva bene ai ragazzi ed era contraccambiato da un amore immenso. Dai più piccoli fino alla presidente Angela, a cui rivolgiamo un sentito ringraziamento per il bellissimo rapporto che aveva creato con nostro padre in questi anni”.

Oggi i funerali

I funerali di nonno Lino saranno celebrati oggi, lunedì pomeriggio alle 15, nella chiesa parrocchiale di Sant’Anastasia. Ad accompagnare il feretro ci saranno anche lo stendardo e la maglia della Cosov: l’ultimo grande omaggio della società al suo primo e incrollabile tifoso.

“Un gesto che ci ha fatto commuovere – aggiungono i figli – Papà ha affrontato l’ultimo viaggio con i “suoi” colori addosso. E siamo certi che null’altro avrebbe potuto renderlo più orgoglioso di così”