«Non discuto il punto di vista politico. Trovo anche io che ciò che sta facendo Netanyahu a Gaza sia inaccettabile. Ma era necessario andare a toccare una sfera così privata e delicata come la salute altrui? Ora sono i politici a dirci come curarci?».
“Stretta” sui farmaci israeliani
A porsi l’interrogativo, all’indomani dell’approvazione da parte del Consiglio Comunale della mozione di Lab Monza che invita le farmacie comunali a orientarsi verso farmaci che non siano prodotti da multinazionali israeliane, è un nostro lettore, un 74enne che risiede nel quartiere Cazzaniga, a Monza, e che da anni tiene sotto controllo le patologie di cui soffre assumendo una serie di medicinali, tra cui quelli prodotti da Teva, specializzata nella produzione e commercializzazione degli equivalenti. «I nostri rappresentanti in Aula sono liberissimi di avere un’opinione, anzi…devono averla e il mio non è un dissenso politico – ha precisato il 74enne – Ma mi chiedo se fosse necessario entrare in un campo tanto delicato quanto quello della salute altrui. Mi moglie ed io, ormai da anni, assumiamo farmaci Teva».
“Spetta ai politici decidere come ci dobbiamo curare?”
L’uomo, in particolare, ha una serie di patologie che richiedono l’assunzione di innumerevoli farmaci.
«Su sei che devo prenderne ogni giorno, tre sono della multinazionale israeliana – ha evidenziato – Ed è così da anni. Si potrebbe dire che un farmaco equivalente valga l’altro, ma ognuno ha i suoi possibili effetti collaterali, non è sempre scontato che un equivalente sia identico all’altro. Delle, sia pur leggere, differenze ci sono sempre». E prosegue: «E’ vero che, qualora le farmacie comunali dovessero mai intraprendere tale percorso, potrei avvalermi di quelle private, ma dove risiedo vi è una preponderante presenza delle prime e muovermi in autobus per me sarebbe piuttosto impegnativo».
Anche sua moglie assume medicinali: tre farmaci, tutti e tre Teva. «Mi chiedo con quale autorità pensino di poter decidere con che tipo di medicinali si debbano curare i monzesi – ha concluso il 74enne – Si parla tanto di diritto alla privacy, ma questa è o non è un’intrusione nella privacy dei cittadini?».
Sono stati tantissimi i cittadini ad aver commentato l’iniziativa di Lab Monza: accanto a chi si è detto favorevole, facendo presente che in commercio ci sono altri farmaci adatti a sostituire quelli Teva, c’è chi ha espresso (anche severamente) il proprio dissenso.