Le Amministrazioni comunali di Agrate Brianza, Bellusco, Bernareggio, Burago di Molgora, Caponago, Carnate, Cavenago di Brianza, Ornago, Sulbiate e Vimercate hanno notificato formalmente il ricorso al Tar per chiedere lo stop alla Tratta D Breve di Pedemontana dopo la notizia della sua adozione da parte di Cal
La scelta
Il ricorso evidenzia criticità di contenuto e vizi procedurali significativi, in piena continuità con il percorso di opposizione portato avanti con determinazione negli ultimi anni. Nei prossimi giorni verrà depositata al Tar tutta la documentazione necessaria, secondo le tempistiche tecniche previste dalla normativa.
In particolare, i Comuni sottolineano come l’approvazione della Tratta D Breve, avvenuta tramite una delibera dell’11 dicembre 2025 da parte di Concessioni autostradali lombarde (CAL) — società partecipata da Regione Lombardia — rappresenti una forzatura procedurale. CAL si sarebbe infatti sostituita al Comitato interministeriale competente (CIPESS), basandosi su un’interpretazione ritenuta dubbia e discutibile del Decreto infrastrutture.
Secondo le Amministrazioni, questa scelta ha di fatto escluso gli enti locali dai passaggi decisionali, impedendo un confronto istituzionale adeguato e una corretta informazione dei territori.
Le Amministrazioni comunali ribadiscono quindi la necessità di garantire trasparenza, partecipazione reale dei territori e rigorosa verifica degli atti, affinché ogni decisione rispetti le procedure e tuteli l’interesse pubblico.
Le dichiarazioni
«Anno nuovo, modus operandi vecchi – ha detto Lorenzo Sala, segretario provinciale del Pd di Monza e Brianza – Il centrodestra non si smentisce: a chi guida Regione Lombardia e il Governo non interessa nulla del territorio né delle istanze sollevate dagli amministratori. Così, in silenzio e di nascosto, approvano il progetto definitivo della Tratta D. Modi e forme che certificano il loro senso delle istituzioni e l’assenza di vergogna nel portare avanti un progetto che travolgerà ulteriormente l’ambiente e il suo ecosistema. Impressiona come, in un periodo in cui si dice che le risorse manchino, si trovino invece milioni — anzi miliardi — per un’opera che il territorio e i Comuni in primis non vogliono».
Vincenzo Di Paolo, capogruppo provinciale di Brianza Rete Comune, ha aggiunto che «questo passaggio conferma un approccio completamente sbagliato, che esclude le comunità locali dalle scelte che le riguardano. È assurdo che la delibera sia stata approvata a dicembre senza informare i Comuni interessati. Come gruppo provinciale di centrosinistra abbiamo sempre sostenuto le Amministrazioni e siamo al loro fianco nel ricorso contro questo atto. Quello della Tratta D Breve è un progetto totalmente irrazionale, destinato a devastare un intero territorio e a generare un danno ambientale irreparabile. Pedemontana presenta gravi criticità e risulta inadeguata e insostenibile dal punto di vista economico, con un costo spropositato per i cittadini. La nostra è una battaglia culturale prima ancora che politica, perché crediamo in un modello di sviluppo alternativo che garantisca davvero il diritto alla mobilità».
Decisa anche la posizione di Gigi Ponti, Consigliere regionale Pd:
«Come Gruppo Pd in Regione Lombardia siamo sempre stati al fianco delle sindache, dei sindaci e delle loro comunità, esprimendo fin da subito una netta contrarietà al progetto della D Breve, inadeguato sotto parecchi profili. Da quello trasportistico, perché il tracciato non assolve alla sua funzione e rischia di diventare una tangenziale di Milano più che un collegamento est‑ovest; a quello economico, poiché non conosciamo ancora un piano economico finanziario, che temiamo possa gravare ulteriormente sulla Regione; fino al grave impatto ambientale. Non possiamo che stigmatizzare questo blitz, confermando il nostro massimo sostegno al ricorso delle Amministrazioni comunali».