Riconoscimento

Progetto di Asst Brianza tra i migliori contributi scientifici

ADHD e dipendente: un progetto di Asst Brianza selezionato come uno dei migliori contributi scientifici nazionali

Progetto di Asst Brianza tra i migliori contributi scientifici

Riconoscere i bisogni di salute delle persone con ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) e offrire risposte di cura sempre più
efficaci e integrate: è questo l’obiettivo del progetto presentato da ASST Brianza al XIV Congresso Nazionale FeDerSerD, uno dei più
importanti appuntamenti italiani dedicati ai servizi per le dipendenze. Tra oltre cento contributi scientifici inviati, il lavoro dell’équipe brianzola è stato selezionato tra gli otto migliori, a conferma del suo valore innovativo e della sua rilevanza clinica.

Il progetto

Il progetto presentato riguarda lo screening dell’ADHD in età adulta nelle persone in trattamento per uso di sostanze o gioco d’azzardo. Si
tratta di una condizione che, sebbene molto conosciuta nell’infanzia, nell’età adulta è spesso sottodiagnosticata, soprattutto quando si
associa a comportamenti di dipendenza. L’obiettivo del lavoro è duplice: da un lato intercettare forme di ADHD non riconosciute (che in età
adulta spesso restano, appunto, “invisibili”), dall’altro fornire indicazioni operative per una presa in carico più mirata: quando l’ADHD è
presente, la cura delle dipendenze può beneficiare di interventi che potenziano organizzazione, autocontrollo, gestione dell’impulsività e
continuità nei controlli periodici.
L’esperienza è stata realizzata presso il SerT (Servizio per le Tossicodipendenze) di Limbiate, grazie a una proficua collaborazione tra diverse strutture di ASST Brianza e alla multiprofessionalità dell’équipe coinvolta (medico, psicologa, infermieri, educatori, assistenti sociali). In particolare, il progetto ha unito le competenze psicodiagnostiche e terapeutiche della SSD Psicologia Clinica diretta da Ninfa Barbara Lo Iacono, con la SC Dipendenze diretta da  Giovanni Luca Galimberti, entrambe afferenti al Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze diretto da Antonio Amatulli. Un lavoro di squadra, coordinato da Laura Vanzin, che permetterà di elaborare un modello integrato di valutazione e cura, capace di rispondere in modo più efficace alla complessità dei bisogni dell’utenza.

I casi

Lo screening dell’ADHD nei SerT rappresenta infatti un investimento clinico e organizzativo: aiuta a costruire piani di cura più realistici e
personalizzati. Se l’ADHD in età adulta registra una prevalenza stimata del 2,6–6,8% nella popolazione generale, nei pazienti con disturbi da
uso di sostanze arriva fino al 40,9%. I risultati ottenuti da questo studio contribuiranno allo sviluppo di protocolli condivisi, promuovendo una cultura clinica comune basata sull’innovazione e sulle evidenze scientifiche. Un passo importante verso servizi sempre più attenti e in grado di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone.