“Dall’assemblea, e in particolare dalla presidente Emanuela Restelli, è arrivato un appello chiaro e condivisibile: che le forze del centrosinistra si presentino unite alla scadenza elettorale arcorese del 2027. È una richiesta su cui stiamo già lavorando con convinzione”.
Sono bastate queste parole, pubblicate sul suo profilo Facebook dal consigliere di Arcore del Partito democratico Michele Calloni e riguardante l’assembea dell’Anpi arcorese convocata ieri mattina, domenica 15 febbraio 2026, per mandare letteralmente in fibrillazione la politica, con il sindaco Maurizo Bono che ha risposto per le rime all’Anpi e all’esponente Pd.

Il post di Calloni

“Questa mattina ho partecipato all’assemblea annuale di ANPI Arcore, intervenendo a nome del PD Arcore – ha scritto Calloni sul suo profilo Facebook – Condivido pienamente le riflessioni della Presidente Emanuela Restelli sulla situazione politica nazionale e internazionale: siamo in una fase delicata, segnata dall’avanzare di destre nazionaliste e antidemocratiche che non stanno risolvendo i problemi reali degli italiani. Ho richiamato anche la situazione politica arcorese, che purtroppo ricalca in parte quella nazionale: troppe chiacchiere, poca concretezza. Serve serietà, visione e responsabilità. Ho ribadito inoltre il nostro NO alla riforma costituzionale sulla giustizia: una riforma che non affronta le vere criticità del sistema giudiziario e che rischia di alterare gli equilibri della nostra democrazia. Dall’assemblea — e in particolare dalla Presidente — è arrivato un appello chiaro e condivisibile: che le forze del centrosinistra si presentino unite alla scadenza elettorale arcorese del 2027. È una richiesta su cui stiamo già lavorando con convinzione. Ce la metteremo tutta perché l’unità diventi realtà. Per Arcore, per la democrazia, per il futuro”.

Le polemiche
Un’uscita che ha creato molte polemiche e perplessità anche in alcuni esponenti dell’Anpi di Vimercate e Arcore che hanno sottolineato come “un’associazione che dovrebbe custodire la memoria storica e i valori universali della Resistenza non può comportarsi come la segreteria di circolo di un partito o, addirittura, coordinare una coalizione”.
In vista delle elezioni amministrative del 2027 il panorama politico di Arcore inizia a delinearsi con largo anticipo, partendo da una sollecitazione che arriva dal mondo dell’associazionismo. L’endorsement di Anpi a tutte le forze di centrosinistra, dicevamo, è avvenuto durante l’assemblea di domenica mattina durante la quale la presidente Emanuela Rastelli ha lanciato un messaggio inequivocabile: la necessità di costruire una coalizione di centrosinistra compatta e coesa per poter sconfiggere il centrodestra di Maurizio Bono.
Un appello alla sintesi politica

La posizione espressa dall’Anpi non è passata inosservata. L’invito a presentarsi uniti alla scadenza elettorale nasce dalla volontà di offrire alla città un’alternativa solida, basata su valori condivisi e su una visione comune del futuro amministrativo.
Per l’associazione, l’unità non è solo una strategia elettorale, ma un presupposto necessario per rappresentare efficacemente l’elettorato che si riconosce nei principi democratici e progressisti.
La reazione del sindaco Bono
Non si è fatta attendere la reazione del primo cittadino Maurizio Bono che ha classificato l’uscita dell’Anpi come una vera e propria invasione di campo.

“Sono rimasto stupito e amareggiato nel leggere il post del consigliere Calloni rilasciato in occasione della assemblea annuale dell’Anpi di Arcore e ritengo doveroso svolgere alcune precisazioni. Non c’è nessuna “deriva antidemocratica”. Parlare di “deriva antidemocratica” è un’affermazione grave e, nel merito, infondata. La democrazia si esercita anche e soprattutto attraverso gli strumenti di partecipazione previsti dalla Costituzione: il referendum è uno di questi. Discuterne, confrontarsi e chiamare i cittadini a informarsi e a votare non indebolisce la democrazia: la rafforza. Per quanto riguardal’Amministrazione comunale: parlano i fatti. La mia Amministrazione è giudicata dai risultati, dal lavoro quotidiano e dalla trasparenza degli atti. Chi governa un Comune sa che si risponde con i provvedimenti, con le opere realizzate, con la cura dei servizi e con l’ascolto dei cittadini. Le valutazioni possono essere differenti, ma non si può sostituire la realtà con etichette o insinuazioni: i fatti sono pubblici e verificabili. Contestiamo con decisione il tentativo di attribuire al referendum un significato di schieramento partitico e, soprattutto, la narrazione secondo cui esso costituirebbe un “attacco all’indipendenza della magistratura”. È una rappresentazione che non aiuta i cittadini a capire e che alimenta divisioni su presupposti non corrispondenti al vero. Il confronto, se vuole essere utile, deve rimanere ancorato ai contenuti e non a slogan o caricature. Infine non nascondo il mio stupore e amarezza per la presa di posizione di Anpi sulla prossime elezioni amministrative. Ognuno, legittimamente, può portare avanti le proprie convinzioni politiche e sostenere le proprie idee. Tuttavia credo che un’istituzione come Anpi, per storia, ruolo e valore civile, debba necessariamente volare ben più alto delle contese elettorali e non essere trascinata — o utilizzata — come strumento di contrapposizione politica. La nostra comunità merita rispetto: rispetto delle istituzioni, del pluralismo e della libertà di pensiero di ogni cittadino”.