Scontro

Pedemontana: ecco perché i sindaci fanno ricorso al Tar contro la “Dbreve”

Appello al tribunale amministrativo del Lazio contro l'approvazione del progetto da parte di Cal

Pedemontana: ecco perché i sindaci fanno ricorso al Tar contro la “Dbreve”

Dieci cardini, 10 punti fermi su cui si fonda il ricorso davanti al Tar del Lazio per fermare la tratta Dbreve di Pedemontana.

Sala del Consiglio di Vimercate gremita sabato scorso  in occasione della conferenza stampa convocata dai sindaci dei Comuni del Vimercatese toccati dal progetto dell’ultimo tratto dell’autostrada e firmatari del ricorso depositato formalmente lunedì scorso.
Una conferenza stampa trasformatasi in una sorta di assembla pubblica alla presenza di tantissimi cittadini e dei rappresentanti dei comitati e movimenti che si battono contro la realizzazione dell’autostrada.

Gli amministratori locali durante l’incontro di sabato

I Comuni contro Cal

Come noto i sindaci dei Comuni di Vimercate, Agrate, Burago, Carnate, Cavenago, Bernareggio, Sulbiate, Bellusco, Ornago, Caponago sono da sempre contrari al progetto di Cal e Apl (e quindi Regione Lombardia) per l’ultimo tratto di autostrada, da Vimercate ad Agrate, passando per il Pane, il Parco agricolo nord est. Contrarietà ribadita, anche e soprattutto con atti formali, in più sedi. Tra queste anche la Conferenza di servizi convocata presso il Ministero.

L’approvazione del progetto della Dbreve

La svolta all’inizio della scorsa settimana quando i sindaci hanno scoperto, per caso, che la concessionaria Cal in data 11 dicembre 2025 aveva di fatto approvato in autonomia il progetto definito della Dbreve, senza darne notizia agli altri enti, Comuni in testa. Lo hanno scoperto imbattendosi nella pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Un’approvazione in autonomia, consentita, secondo l’interpretazione di Cal, dal “decreto sblocca cantieri” per la fattispecie di opere, come la Dbreve, in variante rispetto al progetto originario e con un costo previsto inferiore al 50% della spesa preventivata.

I contenuti del ricorso al Tar del Lazio

E’ quindi incominciata una corsa contro il tempo per presentare ricorso davanti al Tribunale amministrativo regionale entro i 60 giorni previsti e quindi entro la scadenza del 9 febbraio.
Ad illustrare i contenuti del ricorso, durante l’incontro di sabato mattina, è stato il sindaco di Agrate Simone Sironi.

“In realtà si tratta di una serie di considerazioni che abbiamo più volte ribadito nelle varie sedi e che ora vengono formalizzate – ha esordito Sironi – Innanzitutto il ricorso si fonda sulla contestazione che quella approvata da Cal non sia una variante, ma un progetto ex novo. E’ del tutto evidente che è così, perché la Dbreve snatura del tutto l’idea originaria di Pedemontana, intesa come collegamento tra Malpensa e Orio al Serio. In secondo luogo solleviamo la questione dell’incompetenza di Cal, che non è soggetto titolato all’approvazione in quanto l’iter della Dbreve non rientra nella fattispecie dello “sblocca cantieri”.

Terzo: il fatto che l’approvazione si poggi su una Vas, Valutazione di impatto ambientale, incompleta e obsoleta in quanto riferita al progetto originario della tratta D.

“Quarto punto – ha proseguito Sironi – Il progetto approvato non è accompagnato da alcun Accordo di programma tra enti, come invece espressamente previsto. Quinto: l’iter non ha visto alcuna condivisione da parte dei Comuni”.

E, ancora, le 138 prescrizioni che accompagnano il documento di approvazione pubblicato sulla Gazzetta ufficiale snaturerebbero, secondo i sindaci, il progetto stesso.

“E poi, l’impatto ambientale devastante – ha sottolineato i sindaco di Agrate – Senza che il Parco Pane sia mai stato coinvolto come ente direttamente interessato”.

Ottavo caposaldo del ricorso: l’analisi trasportistica che ha più volte dimostrato, anche con studi effettuati da soggetti terzi, l’insostenibilità dell’opera e la mancanza di effettivi vantaggi. Anzi, secondo i sindaci, l’opera comporterebbe ulteriori ricadute negative sui flussi di traffico in una zona tra le più congestionate d’Italia.

Nona considerazione: l’indisponibilità dimostrata dalla controparte di prendere in considerazione la proposta, alternativa alla Dbreve, di potenziamento del tratto vimercatese della Tangenziale Est.

Infine, l’intenzione di sottoporre all’Unione Europa tutte le procedure per verificare il rispetto delle direttive europee.

Ora si attende la decisione sulla richiesta si sospensiva

Il ricorso davanti al Tar è stato depositato, come detto, lunedì scorso. Da quel momento i proponenti hanno ulteriori 15 giorni per depositare allegati e memorie. Il passo successivo sarà il pronunciamento del Tribunale rispetto ad una richiesta di sospensiva dei termini che, se accolta, potrebbe portare ad un pronunciamento nel merito in tempi contenuti. Se invece la richiesta di sospensiva non dovesse essere accolta (è l’ipotesi più probabile non essendoci le condizioni di un’imminente avvio dei lavori per la tratta Dbreve), il giudizio seguirà un iter e tempi più lunghi.

Il pubblico intervenuto all’incontro di sabato

“Tradimento del patto di lealtà e falsità”

“Tradimento del patto di lealtà istituzionale sancito dalla Costituzione, ripetuti comportamenti scorretti, falsità”.

Non hanno usato mezzi termini durante la conferenza di sabato i sindaci dei Comuni del Vimercatese interessati dal tracciato della Dbreve di Pedemontana per bollare il comportante di Regione Lombardia, Al (Autostrada Pedemontana Lombarda) e Cal (Concessionaria autostradale lombarde) in merito al comportamento e all’iter seguito per l’approvazione («in gran segreto, ribadiscono) del progetto.

Il sindaco di Vimercate: “Noi cornuti e mazziati”

Ad aprire le danze è stato il sindaco di Vimercate Francesco Cereda, che ha ripercorso i motivi della contrarietà dei Comuni al progetto.

“E’ un’opera inutile – ha esordito – Non lo diciamo noi, ma i numeri. Il saldo tra costi e benefici è assolutamente negativo. Innanzitutto dal punto di vista ambientale. Si vuole costruire un’autostrada in un territorio tra i più urbanizzati d’Italia, sfruttando il corridoio verde del “Pane”, uno dei pochi polmoni rimasti. E poi c’è la questione trasportistica: il progetto di Pedemontana è vecchio. La Dbreve cancella forse l’unica aspetto positivo pensato in origine, ossia il raddoppio dell’attraversamento sul fiume Adda. Ribadiamo che questa non è una variante, ma un progetto ex novo. Un’opera senza senso: un’autostrada a pagamento, con pedaggi salati, che correrà parallela ad una tangenziale che nel tratto vimercatese è gratuità. Un’assurdità. Il rischio è di congestionare ulteriormente il traffico. Perché la gente pur di non utilizzare un’autostrada così costoso si riverserà sulla viabilità locale. In sostanza saremo “cornuti e mazziati”.

Cereda ha anche puntato il dito sulla proceduta, sottolineando come:

“All’atto con cui Cal approva il progetto non c’è allegata nemmeno una tavola, un disegno che dica cosa effettivamente viene approvato. Ad oggi quindi noi non sappiamo nemmeno quale sia il tracciato definitivo di un’autostrada che passa sul nostro territorio”.

Il sindaco di Agrate: “Con Cal e Apl a pensar male ci s’azzecca”

“A pensar mal si fa peccato, ma quando ci sono di mezzo Cal e Apl ci si azzecca – ha rincarato al dose senza mezzi termini il sindaco di Agrate, Simone Sironi – Siamo in presenza di una totale mancanza di rispetto del principio di leale collaborazione tra enti sancito anche dalla Costituzione. Lo stesso comunicato di Cal contiene una serie di falsità. A cominciare dal fatto che si sostenga che vi sia stato il massimo coinvolgimenti dei Comuni. Segnalo che ad oggi, alla faccia della trasparenza, il sito del Ministero dell’ambiente non ha pubblicato il parere della Commissione Via su cui si fonda la procedura di approvazione da parte di Cal. Ribadisco: c’è stata una totale slealtà. Nonostante questo siamo riusciti a mettere in campo il ricorso”.

Il consigliere provinciale: “Condotta omissiva di Regione Lombardia”

“Siamo in presenza di una condotta omissiva da parte di Regione Lombardia – ha ribadito Francesco Facciuto, consigliere provinciale di Brianza Rete Comune e da sempre in prima linea nella battaglia contro Pedemontana – E’ del tutto evidente la volontà di voler nascondere l’approvazione del progetto. Siamo pronti a dare battaglia anche se non sarà facile”.

Facciuto ha insistito in particolare sul fatto che la norma sblocca cantieri utilizzata come leva da Cal per l’approvazione in proprio del progetto della Dbreve in realtà non sarebbe applicabile al caso specifico in quanto riguarderebbe solo i casi di progettazione esecutiva o avvio delle opere di realizzazione e non all’approvazione, come in questo caso, del progetto definitivo. «E’ una palese forzatura>, ha chiarito Facciuto.

Il sindaco di Bellusco: “Nostre proposte mai prese in considerazione”

“Non siamo i sindaci del no a prescindere – ha aggiunto Mauro Colombo, sindaco di Bellusco – Ci sono studi super partes che dicono che quest’opera è inutile – Abbiamo fatto tutto quanto nelle nostre possibilità mettendo sul tavolo anche l’alternativa del potenziamento della Tangenziale Est. Proposta mai presa in considerazione”.