Un video sopra le righe, pubblicato su Instagram, ha fatto finire nella bufera il Liberbar, il bar che si trova all’interno del Centro civico Liberthub di viale Libertà a Monza.
Il video e la polemica
«Una comunicazione degli eccessi», l’hanno bollata i Liberaldem, ma forse le polemiche hanno ottenuto proprio l’effetto desiderato: ossia fare pubblicità al locale perché si sa, nel marketing il detto «parlare bene o parlare male, purché se ne parli», funziona sempre.
Protagonista del video in questione è il monzese Filippo Champagne, influencer (fratello del più morigerato senatore leghista Massimiliano Romeo) personaggio noto e discusso del panorama social, che nei giorni scorsi è comparso nel locale per salutare il titolare Enzo.
Il filmato, nel suo stile provocatorio, si apre con il consueto «Attention please». «Sono venuto a trovare il mio amico Enzo in quel di Monza», dice Champagne, spiegando di aver preso «vacanza perché ho guadagnato e i soldi li voglio spendere tutti». Poi aggiunge: «Io ho un club e lo apro e chiudo quando voglio», facendo riferimento al nuovo locale aperto a Monza in via Parravicini. Enzo replica scherzando che invece il Liberbar è «sempre aperto», ma Champagne rincara: «A me piace la gaina (termine che usa come sinonimo di far festa ndr) i cavalli, tutto».
Già solo la sua presenza e il tono inneggiante l’azzardo in uno spazio comunale non è passato inosservato. Il video, pubblicato sul profilo Instagram del Liberbar, ha infatti suscitato la reazione del Partito Liberaldemocratico Monza e Brianza, che ha diffuso un comunicato dai toni critici.
La critica dei Liberaldem
«Liberbar non è “un locale come gli altri”, opera dentro un Centro Civico e su uno spazio pubblico affidato in concessione, quindi con doveri rafforzati su decoro, sicurezza e coerenza con la funzione sociale del luogo», ha spiegato il gruppo di Francesca Pontani.
«Quando si gestisce un bene pubblico, la credibilità dell’istituzione passa anche dallo stile, dai messaggi e dai comportamenti che quel bene veicola verso la cittadinanza».
Il nodo, secondo i Liberaldemocratici, è quello della comunicazione a dir poco frizzante che loro bollano come inadeguata. «Per toni e impostazione, appare poco coerente con le finalità di un bar in concessione comunale all’interno di un centro civico. Nel filmato compare, come elemento di contesto, un personaggio pubblico mediaticamente riconoscibile, la cui presenza rafforza l’impostazione “da movida” della promozione».
Pur evitando giudizi personali, il partito sottolinea che «una comunicazione pubblica orientata all’eccesso, se non governata con responsabilità, rischia di indebolire quel clima di serenità e rispetto che un Centro Civico deve garantire a residenti, famiglie e giovani». E ancora: «Il Liberthub è stato per anni un luogo amato e vissuto sarebbe grave che tutto questo venisse compromesso per carenza di monitoraggio o per sottovalutazione dei segnali che arrivano dal territorio».
E concludono: «Una gestione che, anche nella sola comunicazione pubblica, normalizzasse comportamenti incompatibili con decoro e quiete risulterebbe poco coerente con la logica di una concessione comunale e con il ruolo sociale del Centro Civico Libertà». Da qui la richiesta all’Amministrazione della verifica «dei termini della concessione e dei regolamenti, con controlli su quanto avviene negli spazi e nelle immediate vicinanze con particolare attenzione a quiete, decoro e sicurezza».