dietro le quinte

La Protezione civile brianzola al servizio delle Olimpiadi

A garantire lo svolgimento delle Olimpiadi anche una squadra di 140 volontari, coordinati dal Servizio Protezione Civile della Provincia

La Protezione civile brianzola al servizio delle Olimpiadi

Per diciassette giorni la Brianza ha avuto un ruolo silenzioso ma decisivo nel cuore dei XXV Giochi Olimpici Invernali. Si è infatti conclusa
domenica la missione del volontariato di Protezione Civile della Provincia di Monza e della Brianza, impegnata dal 6 al 22 febbraio in uno dei più vasti dispiegamenti operativi degli ultimi anni.

L’impegno dietro le quinte

A garantire il funzionamento del sistema e il presidio costante dei territori è stata una squadra di circa 140 volontari, coordinati dal Servizio Protezione Civile della Provincia e dal CCV MB – Comitato di Coordinamento del Volontariato di Protezione Civile. Uomini e donne che si sono alternati in turni di 3, 5 e 7 giorni, lavorando senza sosta per sostenere le attività di sicurezza e assistenza durante un evento di portata
internazionale.
Il 19 febbraio, durante un sopralluogo nei punti operativi strategici – la sala radio di Sala al Barro (in provincia di Lecco) e il Campo Base di Morbegno (in provincia di Sondrio) – la Consigliera delegata Marina Romanò, insieme ad alcuni rappresentanti del Servizio Protezione Civile della Provincia MB, hanno potuto toccare con mano la professionalità e la dedizione dei volontari, impegnati in un contesto complesso e in continua evoluzione.
Il lavoro della squadra brianzola si è svolto all’interno del cosiddetto “Dispositivo Montagna”, l’ampio assetto operativo attivato in Valtellina e nelle aree interessate dalle gare e dai flussi di mobilità olimpici. Qui i volontari hanno garantito supporto logistico, assistenza alla popolazione e attuazione delle misure previste nei piani di emergenza di Prefetture e Regione Lombardia.

L’area di azione

Il presidio ha interessato un territorio vastissimo: da Livigno a Bormio, da Tirano a Sondrio, fino al Passo dell’Aprica, alla Piana di Morbegno, a Lecco, al Lario Orientale e alle Balze lecchesi. Un’area eterogenea, caratterizzata da criticità differenti e monitorata attraverso attività di allertamento, controlli dinamici e statici e squadre di pronto impiego pronte a intervenire in caso di necessità.
A sostenere questa macchina organizzativa sono stati i cinque Campi Base operativi 24 ore su 24, dove la Provincia MB ha dislocato personale e mezzi specializzati. Gli assetti in campo comprendevano l’NDSS – Nucleo di Direzione, Segreteria e Servizi, cuore del coordinamento e
della logistica, l’UMPI – Unità Mobili di Pronto Intervento, equipaggiate con mezzi 4×4 per garantire assistenza su strada e nelle aree più difficili da raggiungere, le Sale Radio e operatori TLC, responsabili delle comunicazioni operative, elemento essenziale per un dispositivo di questa complessità.
Una presenza capillare, costruita sulla collaborazione e sull’esperienza dei volontari brianzoli, che anche in questa occasione hanno saputo dimostrare capacità operative, spirito di servizio e un forte attaccamento alla comunità.

Il commento

“I Giochi Olimpici 2026 hanno rappresentato un banco di prova straordinario per l’intero sistema di Protezione Civile lombardo – ha detto il presidente della Provincia Luca Santambrogio –  Le volontarie e i volontari della Provincia MB hanno saputo distinguersi per affidabilità, competenza e capacità di adattarsi a un contesto operativo complesso e in continuo movimento. Il loro contributo – discreto ma fondamentale – ha rafforzato l’immagine di una Brianza presente, preparata e capace di collaborare efficacemente in uno scenario internazionale. A nome dell’Ente, rivolgo a tutti loro un sincero grazie per l’impegno e la professionalità dimostrati”.

La Consigliera delegata alla Protezione Civile, Marina Romanò ha aggiunto che “questo dispiegamento nelle aree montane e nei territori olimpici ha mostrato, ancora una volta, la solidità del nostro sistema di volontariato: un’organizzazione che funziona perché costruita sull’esperienza, sul coordinamento e su un profondo senso di responsabilità verso la comunità. Le squadre impegnate nel Dispositivo Montagna hanno lavorato con grande dedizione, affrontando situazioni operative complesse e garantendo supporto concreto alla popolazione e alle autorità. A tutte le volontarie e a tutti i volontari va il mio più sentito ringraziamento per la qualità del lavoro svolto e per la testimonianza di civismo che hanno portato sul campo”.

Chiunque voglia mettersi al servizio della tua comunità e diventare volontario/a di Protezione Civile, può consultare il sito  provincia.mb.it/Temi/protezione-civile/.