L'evento

8 Marzo al Bosco delle Querce con un concerto di Luisa Briguglio

In concerto la poliedrica musicista siciliana che unisce letteratura, danza, teatro e musica in un percorso di dialogo tra tradizione mediterranea e influenze latinoamericane

8 Marzo al Bosco delle Querce con un concerto di Luisa Briguglio

In occasione dell’8 Marzo, Giornata internazionale della donna, il Bosco delle Querce di Seveso e Meda che pochi giorni fa è stato insignito del marchio del Patrimonio Europeo dalla Commissione europea, ospita Luisa Briguglio, poliedrica musicista siciliana che unisce letteratura, danza, teatro e musica in un percorso di dialogo tra tradizione mediterranea e influenze latinoamericane.

8 Marzo al Bosco delle Querce con un concerto di Luisa Briguglio

L’appuntamento è domenica 8 marzo, alle 17, con il concerto “Truvatura”, che è anche il titolo del primo album solista della cantautrice. Otto tracce, un solo
viaggio: tra poesia e memoria, tra la voce e la terra, alla ricerca di un tesoro nascosto dentro e fuori di sé. E’ una raccolta di oggetti emotivi: canzoni-tesoro che l’artista affida a chi vorrà mettersi in ascolto. Sul palco con Luisa Briguglio (voce e chitarra classica), Fabrizio Lai Dessì (chitarre), France Duclairoir (contrabbasso, cori) e Matteo Nocera (batteria – percussiva).

L’evento, a ingresso gratuito, è ideato da Fare e Circolo Legambiente “Laura Conti” di Seveso nell’ambito del progetto Insieme per il Bosco, in collaborazione con Musicamorfosi e con il contributo di Regione Lombardia e dei Comuni di Seveso e Meda.

Truvatura, il tesoro leggendario nascosto in una grotta

“La sua scrittura, prevalentemente in dialetto siciliano, intreccia radici culturali, poesia e sguardo contemporaneo, restituendo una Sicilia al tempo stesso antica e urbana – spiegano gli organizzatori dell’evento – In Sicilia, la truvatura è il tesoro leggendario nascosto in una grotta: qualcosa che si cerca instancabilmente, anche se spesso non si trova. Un simbolo di desiderio, ostinazione, illusione. Da qui prende forma l’opera prima di Briguglio, che raccoglie storie di distanza, solitudine, conflitti, desideri e speranze. Con una voce potente e intima, Luisa “canta e cunta” nella lingua delle sue emozioni: il siciliano, intrecciando testi propri, traduzioni, poesie antiche e materiali autobiografici. Sul fondo, costante e simbolico, si staglia lo Stretto di Messina, luogo sospeso tra due rive, tra mito e autobiografia. Un paesaggio dell’anima che riflette la tensione tra l’appartenenza e il distacco, tra la nostalgia e il bisogno di partire”.