“Finiscono anche i matrimoni…”. Gigi Pozzoli, 67 anni, imprenditore nel settore dell’arredo, ha rassegnato le dimissioni da presidente della Briantea Calcio, la società nata l’anno scorso a Cesano Maderno dalla fusione tra il DB Calcio di cui era presidente e il Bovisio Masciago.
Gigi Pozzoli divorzia dalla Briantea e lascia il calcio
Il comunicato ufficiale che ha annunciato il divorzio è la classica e formale nota di fine collaborazione che si chiude con i “sentiti ringraziamenti per il lavoro fin qui svolto”: “La società Asd Briantea Calcio rende noto di avere ricevuto, in data 3 febbraio, la lettera di dimissioni dalla carica, rispettivamente, di presidente e tesoriere, da parte del signor Pierluigi Pozzoli e del signor Simone Pozzoli (suo figlio, ndr)”. Quindi l’annuncio del nuovo assetto societario, con il vicepresidente Luca De Zotti designato presidente in attesa che l’assemblea dei soci nomini il nuovo Consiglio di amministrazione.
“Non mi sono stancato…”
“Non mi sono stancato e non ho mollato – la premessa del presidente Gigi Pozzoli, che accetta di parlare per raccontare la sua verità – I presupposti dell’operazione erano buoni ma purtroppo ho scoperto un modo di vedere le cose che non è il mio. Non è un’accusa, è solo una constatazione”.
Pozzoli è stato presidente, dal 27 ottobre 2011, del Gsd Don Bosco dove quattro anni prima aveva iniziato a fare il guardalinee per la squadra dei più piccoli, quella del figlio. “Avevamo 57 bambini, nel Direttivo eravamo in sei e ci occupavamo di tutto: gli spogliatoi da pulire, le righe del campo da tirare, gli sponsor da cercare e le grigliate post partita da organizzare – racconta – Che avventura. Nel 2015 dalla Terza categoria siamo saliti in Seconda con un epico spareggio vinto 3 a 0 contro il Ceredo sul campo del Varedo. Ricordo ogni gol di quella partita”.
Nel 2016 l’assegnazione del centro sportivo comunale di via Col di Lana “dove c’era un campo in terra che abbiamo trasformato in sintetico e dove abbiamo aggiunto un campo a cinque giocatori e un campetto per la Scuola calcio. Da lì è stata una crescita continua delle giovanili, la prima squadra è salita in Prima categoria e ci siamo affiliati al Monza. Da 53 che eravamo siamo diventati 350 con 66 tra tecnici e dirigenti. Ci siamo anche tolti qualche soddisfazione: abbiamo dato cinque bambini al Monza e due al Milan e un ragazzo al Como”.
“Mi mancherà il rapporto con i ragazzi e le famiglie”
Il futuro è tutto da scrivere. “Cosa farò da grande? Vedremo, di certo so cosa voglio. Ad esempio mi hanno chiesto di fare il presidente in una società fuori Cesano, che non nominerò per ovvie ragioni, e ho rifiutato. Mi spiace ma se non è per la mia Cesano non riesco proprio a impegnarmi. Però ringrazio tutti quelli che dalla Figc al Monza passando per il Como, e potrei andare avanti con l’elenco, mi hanno telefonato per manifestarmi il loro dispiacere. Quello che mi mancherà di più è il rapporto quotidiano con i ragazzi e le famiglie. Ho sempre tenuto molto al benessere dei ragazzi, ho persino voluto lo psicologo interno per la tutela dei minori… Ma non ho rancori. Davvero. Spero che alla Briantea vada tutto bene e che i ragazzi continuino a giocare a calcio e divertirsi come matti”.