Un ricorso che, come evidenziato dallo stesso assessore alla partita, “era atteso”. E infatti è arrivato. A presentare l’atto al Tar contro il piano attuativo volto a riqualificare il complesso storico dell’area ex Buon Pastore, tra le vie Cavallotti e Pelletier, a Monza, è stata Legambiente insieme a privati cittadini.
Ex Buon Pastore, ricorso al Tar contro il piano attuativo
A confermarlo è l’assessore ai Lavori pubblici Marco Lamperti, che sottolinea come l’Amministrazione fosse consapevole della possibilità di un passaggio davanti alla giustizia amministrativa. «Come era ampiamente atteso e annunciato, è stato presentato un ricorso al Tar sul piano attuativo dell’area ex Buon Pastore. Lo attendevamo proprio in questi giorni», spiega l’assessore. «Lo affrontiamo con serenità. Molte delle questioni sollevate riguardano temi urbanistici e procedurali che sono già stati affrontati dalla giurisprudenza amministrativa in casi analoghi del Pgt di Monza, come nella sentenza sul piano attuativo Manara».
Il Comune: «Nessun blocco dell’intervento»
Secondo l’assessore Lamperti, il progetto ha seguito un percorso lungo e approfondito, sviluppato con il coinvolgimento di tutti gli enti competenti e con il parere della Soprintendenza. Per questo motivo, spiega l’assessore, «il ricorso non comporta alcun blocco dell’intervento e il percorso amministrativo prosegue normalmente», sottolinea. «Continueremo quindi a lavorare perché l’area del Buon Pastore, dopo anni di abbandono, possa finalmente essere restituita alla città».
Ridotte le altezze rispetto al progetto iniziale
Negli ultimi mesi il progetto è stato inoltre rivisto proprio su impulso dell’Amministrazione comunale. Una delle modifiche principali riguarda la riduzione dell’impatto edilizio rispetto alle ipotesi iniziali. Il terzo edificio previsto è stato infatti ridimensionato da undici a sei piani, mentre restano due torri da nove e dodici piani. La revisione ha comportato una riduzione dell’impatto urbanistico soprattutto lungo via Cavallotti. È stata inoltre cambiata la destinazione della chiesa panottica del complesso: l’ipotesi iniziale di una media struttura commerciale è stata abbandonata e lo spazio sarà destinato a funzioni culturali.
Biblioteca, parco e piazza pubblica
Il piano attuativo prevede una vasta operazione di rigenerazione urbana con nuovi servizi pubblici e spazi aperti alla cittadinanza. Tra le opere previste ci sono oltre mille metri quadrati destinati a biblioteca e spazi per la lettura e le associazioni, un parco pubblico di oltre 11mila metri quadrati con quasi cento nuovi alberi e una piazza pubblica di oltre 3mila metri quadrati. È previsto anche il restauro completo del complesso storico, con l’obiettivo di restituire alla città un luogo rimasto inutilizzato per anni.
Un’area strategica vicino alle scuole
L’intervento riguarda un comparto urbano particolarmente sensibile della città, situato proprio davanti a un grande polo scolastico frequentato da oltre quattromila studenti. «Siamo fiduciosi che il Tar riconoscerà la correttezza del percorso seguito e contribuirà a sgombrare il campo da ogni dubbio sul lavoro svolto», conclude Lamperti. «L’obiettivo resta semplice: riportare vita, servizi e qualità urbana in un luogo importante della città che per troppo tempo è rimasto fermo»