Analisi

I numeri delle donne nell’artigianato in Brianza

Sono 3.205 le imprese artigiane guidate da donne in provincia di Monza e Brianza. Rappresentano il 15,35% del totale delle ditte attive in provincia.

I numeri delle donne nell’artigianato in Brianza

Sono 3.205 le imprese artigiane guidate da donne in provincia di Monza e Brianza. Rappresentano il 15,35% del totale delle ditte attive in provincia.

L’analisi e i numeri

«Le donne artigiane titolari sono mediamente più giovani degli uomini – spiega Marco Accornero, Segretario di Unione Artigiani – Aprono la partita Iva intorno a 30/35 anni, ma più degli uomini hanno difficoltà nella gestione dei passaggi generazionali. A meno che non si prenda in mano l’impresa di famiglia o si abbia capitali a disposizione da investire iniziano ad operare sul mercato contenendo le spese e spesso, quando le norme lo consentono, adibendo un angolo della casa a postazione di lavoro».

Nell’elaborazione dei dati del Registro Imprese della Camera di Commercio quest’anno si registra una prima impennata dei cosiddetti affitti di poltrona presso le attività già esistenti, come tra le nuove tatuatrici che possono iniziare così a lavorare senza sostenere i costi e la burocrazia di un negozio e aiutano il titolare a condividere le spese e quando possibile anche i clienti.

«C’è tanta creatività e voglia di fare tra le donne in Brianza – continua Accornero – che se ben assistite possono far diventare impresa. Manca forse una dose ulteriore di coraggio e consapevolezza nell’affrontare le spese e la burocrazia e tutto il carico fisico ed emotivo che accompagnano l’artigiano per tutta la vita lavorativa. Unione Artigiani è in grado di accompagnare le imprenditrici dallo sviluppo dell’idea al business plan fino alla gestione di ogni fase della vita dell’impresa con uno Sportello Rosa aperto presso tutte le nostre sedi di Monza, Seregno e Bovisio Masciago».

Come detto sono 3.205 le imprese artigiane femminili su 20.877 globale in Brianza (15,35%) e di queste 626 sono a guida straniera (19,35% delle artigiane). Che cosa fanno le donne artigiane? per lo più acconciature-centri estetici-tatuatrici (1.582), poi sartorie (176), metalmeccaniche (102), legno arredo (59), edilizia (452), pulizia (371) e ristorazione (159)

Sabrina, 33 anni, dalla consulenza alla cucina naturale con “Impronta Vegetale” a Brugherio

“Siamo due persone non soddisfatte dell’offerta alimentare presente nella grande distribuzione: prodotti che in etichetta promettono naturalità, ma che in realtà sono industriali, ultraprocessati e ricchi di conservanti. A un certo punto ci siamo detti: perché non produrli noi, in modo diretto, a mano, con un approccio artigianale e pochi/buoni ingredienti? Così abbiamo deciso di rivolgerci ad una nicchia non solo vegana ma ai tanti che cercano qualità, ingredienti semplici e lavorazioni autentiche. Ed è così che è nata Impronta Vegetale. Per ora abbiamo un laboratorio a Brugherio dove prepariamo formaggi vegetali. Oggi vendiamo grazie ai social/ecommerce a ristoranti, locali e privati, e speriamo presto di poter avviare anche un’attività di vendita diretta al pubblico.”

Sabrina Specchio, 33 anni, e il socio Antonio Grasso, 35, cresciuti nell’est milanese, hanno tagliato il nastro del laboratorio nel novembre 2025. Antonio proviene dal settore, mentre per Sabrina è la prima attività diretta nella ristorazione: per anni si è occupata di sicurezza sul lavoro e igiene degli alimenti. Un’esperienza che si è rivelata preziosa per affrontare burocrazia e investimenti iniziali. Oggi divide il suo tempo tra le due attività, in attesa del salto definitivo.

“Le nostre specialità – aggiunge l’imprenditrice – sono i formaggi vegetali, naturalmente privi di ingredienti di origine animale. Produciamo forme con frutta secca, utilizziamo mandorle, anacardi e semi di canapa decorticati. Attualmente proponiamo alternative vegetali alla ricotta fresca, alla ricotta salata essiccata, ed un crosta fiorita fermentato che ricorda il Camembert. Lavoriamo tutto a mano, su ordinazione per evitare sprechi, e gestiamo con attenzione le spedizioni tramite corrieri refrigerati. I nostri prodotti non contengono conservanti e quindi hanno una scadenza più breve rispetto a quelli presenti nella grande distribuzione. Ci sentiamo artigiani al 100%, lavoriamo in prima persona un futuro migliore, più sostenibile. Per me l’8 marzo è la giornata in cui si celebra la forza delle donne: quella silenziosa, quotidiana, che tiene insieme lavoro, sogni, responsabilità e dubbi. Significa libertà di scegliere, rispetto e pari opportunità”.

Rossana, 56 anni: “Dopo tre generazioni in vetreria siamo senza eredi. Ho chiesto io ai miei figli di non rinunciare ai sogni e a guardare oltre l’azienda di famiglia».

«La nostra vetreria è nata e cresciuta insieme alla nostra famiglia, e viceversa. Abitiamo di fianco al laboratorio, che da sempre è un’estensione di quello che chiamiamo casa. Da bambina scendevo a giocare a nascondino tra le lastre o con quella sabbia finissima che il nonno usava per incidere il vetro. L’azienda, fondata negli anni ’50 dal nonno Luigi a Bovisio Masciago, dove tuttora operiamo, è poi stata condotta dal 1963 dal papà Carlo, e nel 2000 sono subentrata io come titolare. Avevo 31 anni, un figlio piccolo e un’altra in arrivo; per fortuna il papà era ancora abbastanza attivo in azienda e la mia mamma è stata di fondamentale aiuto con i bambini, mentre mio marito iniziava a lavorare con noi diventando sempre più competente. Questo mi ha permesso, soprattutto nei primi anni, di dedicarmi sia alla mia famiglia sia alla vetreria e di portarla avanti fino ad oggi. Temo però che non ci sarà una quarta generazione; i nostri figli hanno scelto strade diverse. Ancora non abbiamo una soluzione ma l’obiettivo sarebbe di non disperdere un patrimonio di conoscenze e capacità maturato in tanti decenni».

Rossana Marini, 56 anni, rappresentante legale della storica vetreria di famiglia, ricorda l’intuizione del nonno che in pieno boom economico negli anni ’50 scelse di aprire un’azienda per decorare le vetrine scorrevoli delle credenze prodotte dai mobilieri della Brianza, realizzando a mano disegni, stampi in cuoio e sabbiature.

“L’attività artistica decorativa su vetro è oggi marginale nel nostro mercato, ma siamo ancora tra i pochi a realizzarla a mano, in modo artigianale. Oggi realizziamo soprattutto lavori particolari, anche con macchine CNC, per complementi di arredo su misura e su disegno. Operiamo con designer, architetti, falegnami, imprese, contract e anche privati, fornendo quello che può essere “vetro” nell’arredo d’interni, come vetrate artistiche, porte e pareti in vetro, box doccia su misura con finiture particolari. Difficoltà ad operare sul mercato, lungo la filiera, come donna? “Mai, nessuna. In tutti gli anni di lavoro non ho mai percepito l’essere donna come un limite o uno svantaggio; sicuramente avere il luogo di lavoro di fianco all’abitazione ha reso le cose più semplici, soprattutto finché i nostri figli erano piccoli. Forse sono stata fortunata ma a me capita spesso di lavorare con tante e preparatissime professioniste”.

Tre dipendenti, una signora in contabilità, il marito da tempo factotum in azienda e diventato il riferimento numero uno per tutti. Tanti clienti nel territorio. Per la Vetreria Marini quella locale è stata la dimensione giusta. Non hanno mai aspirato a diventare dei giganti. E forse si è trattato di una fortuna.

“Tutto sommato l’essere rimasti piccoli è quello che ci ha permesso di continuare l’attività e di cambiare rapidamente il tiro quando è stato necessario affrontare i cambiamenti del mercato e delle nuove lavorazioni. Ma il futuro della Vetreria – continua la signora Rossana – non vedrà più, dopo tre generazioni, la presenza della nostra famiglia. Io sono cresciuta in laboratorio, ho seguito le orme di mio padre che mi insegnava a decorare il vetro, a volte mi portava con sé dai clienti, e mi sono sentita in dovere di continuare la sua attività, magari rinunciando ad altri sogni. Abbiamo, però, lasciato liberi i nostri figli di scegliere la loro strada, che infatti è diversa dalla nostra. Noi però non vorremmo disperdere la nostra storia e le nostre capacità: l’ideale sarebbe trovare qualcuno che voglia subentrare e portare avanti tutto quello che in questi anni abbiamo imparato a fare, ad esempio la vetrofusione, le vetrate decorate, le incisioni a sabbia. Siamo stati riconosciuti come “Attività Storica” da Regione Lombardia, e vorremmo davvero che tutto il saper fare che la nostra vetreria contiene non vada perso.”