Più che un cantiere imminente, è una visione di futuro per dare ancora più lustro al tessuto commerciale della città. L’idea della Giunta Capitanio di Concorezzo di dotare via Libertà di una copertura architettonica ispirata alla Galleria Vittorio Emanuele di Milano, ricreando quell’atmosfera da “distretto urbano” che tanto piace nelle grandi capitali europee, sta accendendo il dibattito cittadino, tra fascino estetico e pragmatismo burocratico.
Insomma un centro storico come un salotto d’altri tempi, ma con la tecnologia e il comfort del futuro. L’idea, che parte da lontano, almeno da 8 anni (nel 2018, con Riccardo Borgonovo sindaco, fu l’allora assessore al Commercio Micaela Zaninelli a lanciare per prima l’idea di dotare via Libertà di una copertura) sta facendo parlare il paese, soprattutto gli storici esercenti della zona.
Un sogno «sospeso» tra i tetti
Non si parla di un progetto già finanziato, è bene sottolinearlo fin da subito, ma di una suggestione ambiziosa, di quelle che non fanno dormire la notte. L’obiettivo è trasformare il «salotto» cittadino in un distretto commerciale urbano protetto, dove passeggiare tra il panettiere, l’ottica e l’erboristeria diventi un piacere anche sotto la pioggia battente. Tuttavia, un’opera di tale portata architettonica richiede risorse che il solo bilancio comunale non potrebbe sostenere.
La chiave di volta? Un partenariato tra pubblico e privato oppure i bandi regionali. Regione Lombardia, negli ultimi anni, ha stanziato fondi importanti per i «Distretti del Commercio» e la rigenerazione urbana: è proprio lì che Concorezzo cercherà la spinta economica per trasformare il rendering in realtà.
Il commercio di vicinato
“Noi crediamo molto nel commercio di vicinato e l’abbiamo dimostrato anche recentemente con il convegno organizzato in città – ha sottolineato il sindaco Mauro Capitanio – Quell’idea ci piace molto e chissà che non possa trovare realizzazione tra le pieghe di qualche bando regionale. L’ideale sarebbe quello di dare un impatto climatico positivo per chi vive il centro. Insomma l’idea di base è quella di voler incentivare il negozio di vicinato che diventa sempre più un presidio sociale. Insomma un modo anche per uscire di casa e scambiare quattro parole”.
Il centro storico gode già di un’ottima salute merceologica: dalla tabaccheria al negozio di abbigliamento, fino ai bar che animano i pomeriggi dei residenti. Una fertilità commerciale che i comuni vicini invidiano.
“La grande vitalità del commercio locale è un obiettivo costruito e raggiunto a beneficio dell’intera comunità – ha continuato il sindaco – Il segreto è un ecosistema positivo e collaborativo tra commercianti, Giunta, uffici comunali e cittadini. Un circolo virtuoso che fa bene a tutti. Come Comune facciamo la nostra parte sostenendo le attività commerciali con iniziative, eventi, supporto per la partecipazione ai bandi e, soprattutto, con una presenza costante e un dialogo aperto e diretto. Periodicamente visitiamo negozi e attività per raccogliere segnalazioni, bisogni e proposte, facendo sentire agli imprenditori la vicinanza concreta dell’Amministrazione. In più, possiamo contare su un’associazione commercianti attiva e propositiva, con la quale collaboriamo anche per l’organizzazione di eventi di grande richiamo che attraggono migliaia di persone a Concorezzo”.
Idea affascinante ma deve essere condivisa
Eppure, l’eventuale «Galleria» evidenzierebbe ancora di più un vuoto che molti cittadini segnalano con nostalgia: la mancanza di un’edicola. «È una suggestione che punta a rendere il nostro centro competitivo e moderno», spiegano dai corridoi del Municipio. L’idea è quella di creare un ambiente confortevole che incentivi gli acquisti di prossimità, contrastando lo strapotere dei centri commerciali al chiuso.
“L’idea è veramente bella e affascinante – ha aggiunto l’assessore al Commercio Gabriele Borgonovo – E’ sicuramente una visione alternativa della piazza e del centro. Unire il borgo storico a qualcosa di futuristico non sarebbe male. Dal mio punto di vista la priorità è investire in modo corretto e ponderato le risorse a disposizione, coinvolgendo tutti gli attori principali che usufruiranno in futuro di questa struttura. Per noi gli interlocuturi saranno le associazioni di categoria e il Distretto del Commercio”.
Per ora, la «Piccola Milano» brianzola resta un’idea elegante in attesa del bando giusto. Ma sognare non costa nulla, e prepararsi con un progetto solido (a dare forma e sostanza a questa suggestione potrebbe essere l’architetto Fausto Pella, professionista stimato e conosciuto in città) è il primo passo per farsi trovare pronti quando la Regione aprirà i rubinetti dei finanziamenti per la bellezza e il commercio.