Rassegna

Il teatro “evade” dal carcere: nasce il festival “Secondo Atto”

Spettacoli, musica e incontri tra aprile e maggio per costruire un ponte tra detenuti e città

Il teatro “evade” dal carcere: nasce il festival “Secondo Atto”

Il teatro come occasione di riflessione, crescita e ripartenza. Con questo obiettivo, dalla collaborazione tra Comune di Monza e Casa Circondariale, nasce “Secondo Atto – Festival di Teatro Carcere e Comunità di Monza”, presentato oggi, venerdì 13 marzo 2026, nella sala giunta del Municipio. La rassegna, in programma tra aprile e maggio 2026, coinvolgerà detenuti, ex detenuti, compagnie teatrali e cittadini in un percorso culturale che vuole rafforzare il dialogo tra  il carcere monzese e il territorio.

La nascita del progetto

L’idea del festival risale alla primavera del 2024, quando la cooperativa “Le Crisalidi” ha assistito ad uno spettacolo teatrale realizzato all’interno di un carcere. Da lì è nata una domanda semplice ma decisiva: perché non portare un’esperienza simile anche a Monza? Nel novembre dello stesso anno, è iniziato un percorso di confronto tra Amministrazione comunale, istituzioni penitenziarie e realtà del territorio. L’obiettivo era costruire un progetto capace di valorizzare le attività educative e culturali già presenti nella casa circondariale.

Il titolo “Secondo Atto” richiama proprio questo spirito: non solo il secondo tempo di uno spettacolo, ma anche la possibilità di una seconda occasione nella vita.

Un festival tra carcere e città

Il Comune di Monza ha affidato a titolo gratuito la direzione artistica, la programmazione delle attività, il coordinamento, l’organizzazione e la gestione biennale del festival alla cooperativa “Le Crisalidi” e alla Associazione Geniattori con il sostegno della Fondazione della Comunità Monza Brianza. Diverse realtà artistiche coinvolte,  legate al mondo penitenziario. L’obiettivo è creare una rete che unisca teatro, musica e testimonianze, dando spazio sia ai detenuti sia ad atre compagnie ospiti. Cinque gli spettacoli in cartellone:

  • 15 aprile, alle 20,30, Teatro Triante: apertura con l’associazione “PuntoZero” del carcere minorile “Beccaria” di Milano e lo spettacolo Errare human est.
  • 22, 23 e 24 aprile, alle 20, Casa circondariale di via Sanquirico: produzione della cooperativa “Le Crisalidi”, uno studio teatrale ispirato al Decameron e all’Inferno di Dante, dedicato alla fragilità umana.
  • 29 aprile, alle 20,30, Teatro Triante: spettacolo Pinocchio, portato in scena da ex detenuti come testimonianza del percorso di cambiamento.
  • 6, 7 e 8 maggio, alle 20, Casa circondariale: la compagnia “Geniattori” presenta Momentum, una riflessione su come anche un singolo momento possa cambiare una vita.
  • 12 maggio, alle 20,30: chiusura al Teatro Binario 7 con il concerto della band Freedom Sound della Seconda Casa di Reclusione di Milano Bollate, nata per insegnare musica ai detenuti.

Durante il festival saranno assegnati anche premi al miglior interprete e al miglior spettacolo, scelti da una giuria composta da operatori del settore, rappresentanti del mondo carcerario ed ex detenuti.

Teatro e reinserimento

Il progetto punta a favorire il reinserimento sociale dei detenuti e ad avvicinare la cittadinanza alla realtà del carcere. Accanto agli spettacoli sono previsti anche momenti di incontro, come i pranzi solidali organizzati all’interno della casa circondariale, dove i cittadini possono condividere un’esperienza diretta con chi vive la realtà del carcere.

Tra le testimonianze emerse durante la presentazione anche quella di un detenuto coinvolto nel laboratorio teatrale, Michele Gruosso “Il teatro è un lavoro di gruppo e un modo per evadere con la mente, interpretando un’altra persona. Quando si esce dal carcere si è spesso etichettati, ma queste esperienze possono diventare un trampolino per ripartire”. Tre le parole che riassumono lo spirito dell’iniziativa: occasione, inclusione ed “evasione”. Non una fuga reale, ma culturale e umana, capace di aprire nuove prospettive dentro e fuori dal carcere.

«Il carcere come parte della comunità»

«Con Secondo Atto – dichiara l’assessore al Welfare e alla Salute del Comune di Monza Egidio Riva – intendiamo rafforzare il legame tra l’istituzione penitenziaria e il territorio, promuovendo una visione della pena orientata alla responsabilità, al cambiamento e al reinserimento. Il teatro, in questo contesto, si configura come uno strumento efficace di espressione, consapevolezza e relazione, capace di sostenere percorsi di responsabilizzazione e inclusione sociale».

Sottolinea il valore dell’iniziativa anche la direttrice della Casa Circondariale di Monza, Cosima Buccoliero.

«Il teatro non è solo uno strumento espressivo ma uno spazio strutturato sulla parola, sul corpo, sulla relazione e sul rispetto delle regole. Tutti elementi, questi, che sono il cuore del percorso rieducativo delle persone detenute. Questo festival, per cui ringrazio il comune di Monza e specificamente l’assessore Riva, è un progetto che parla alla città e che chiama il territorio a considerare fattivamente il carcere come parte della comunità. Aprire spazi di incontro significa non solo ridurre la distanza tra due mondi che simbolicamente sono separati ma significa per la cittadinanza avvicinarsi ad una realtà complessa, mentre le persone detenute possono sentirsi riconosciute come soggetti in relazione con l’esterno. In questo senso, anche il ruolo del terzo settore assume un ruolo decisivo. Non si tratta solo di produrre eventi culturali, ma di generare processi che incidono sulle persone, sulle relazioni e sulla qualità del legame tra carcere e territorio».